Alla scoperta di Zungoli, piccolo borgo sospeso tra storia e silenzio
Annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Zungoli, piccolo centro dell’Irpinia, si prepara a vivere un momento importante: è infatti candidato al Borgo dei Borghi 2026, per conquistare l’ambito riconoscimento.
Poco più di mille abitanti, un colle tufaceo che domina l’alta valle dell’Ufita, e tutto intorno un paesaggio che parla di Appennino e di natura, tra vicoli in pietra, scalinate e case dall’atmosfera di un tempo.
Cosa vedere tra castello, chiese e misteri sotterranei
Passeggiando tra le vie del centro storico, incontriamo palazzi che testimoniano il passato nobile del borgo, come Palazzo Caputi, Palazzo Januzzi e Palazzo Annichiarico-Petruzzelli, ma è il Castello di Zungoli a catturare subito lo sguardo, con la sua maestosa presenza che veglia su tutto l’abitato.
Le sue origini risalgono probabilmente all’XI secolo, quando venne costruito con una funzione difensiva contro le incursioni bizantine: un tempo dotato di quattro torri cilindriche, oggi ne conserva tre, dopo i danni causati dal terremoto del 1456. Le dimensioni raccontano l’importanza strategica che ebbe nei secoli: trenta metri di lunghezza e quattordici di altezza, una struttura solida che ha attraversato epoche e dominazioni, passando tra le mani di famiglie nobili e figure di rilievo come Ugone de Luca, Consalvo Fernandes de Cordova e il re di Spagna Carlo III.

Proseguendo, il Convento di San Francesco rievoca una storia di distruzioni e rinascite: più volte colpito da terremoti e abbandoni, oggi si presenta con una struttura articolata e affascinante: al piano inferiore ecco gli ambienti legati alla vita quotidiana dei frati, tra laboratori, refettorio e cantine, mentre il piano superiore accoglie le celle. La chiesa annessa conserva opere di grande valore, tra cui una tela seicentesca della scuola napoletana che raffigura San Francesco in estasi.
Il percorso continua tra gli altri edifici religiosi del borgo, come la Chiesa di San Nicola e quella di Santa Maria di Costantinopoli, segnata dalla storia della peste del 1656 e poi riportata a nuova vita. Poco distante, le cappelle dedicate a San Francesco di Paola e a Sant’Antonio da Padova si inseriscono in un paesaggio che alterna spiritualità e memoria.
E poi ci sono le torri, come la Torre li Pizzi e la Torre delle Ciàvole, veri e propri custodi di storie e leggende, racconti popolari che si tramandano nel tempo, dove realtà e immaginazione danno vita a un’aura di mistero.
Ma non finisce qui: il sottosuolo di Zungoli è un mondo parallelo di cunicoli e grotte scavate nel tufo, risalenti al IX e X secolo: un sistema antico, utilizzato nei secoli come cantine e depositi, che rappresenta una testimonianza unica del rapporto tra l’uomo e il territorio.
A completare l’esperienza, meritano una sosta le botteghe artigiane, dove il legno prende forma grazie a gesti che si ripetono da generazioni.
Dove si trova e come arrivare

Zungoli si trova in Campania, in provincia di Avellino, nel cuore dell’entroterra appenninico, adagiato nell’alta valle dell’Ufita, al confine con la Puglia, a circa 657 metri di altitudine.
In auto, da nord si percorre l’autostrada A1 e poi la A16 Napoli–Canosa, con uscita a Grottaminarda, proseguendo verso Ariano Irpino lungo la SS 91 in direzione Zungoli. Lo stesso percorso è valido anche partendo da Napoli. Da Bari, invece, si segue sempre la A16 con uscita a Vallata, continuando poi sulla SS 91 Bis.
Per chi sceglie il treno, le stazioni più vicine sono quelle di Avellino e Benevento, da cui è possibile proseguire in autobus.
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