Amministrative Francia, la sinistra vince a Parigi e Marsiglia. Quando si presenta con Mélenchon vince la destra
La “gauche”, la sinistra francese, ma che coraggiosamente si è presentata da sola rspingendo l’alleanza con la frangia ormai considerata troppo estrema della France Insoumise (LFI) di Mélenchon, è stata premiata dagli elettori.
E, nell’ultima tornata di elezioni amministrative, ha vinto a Parigi che si conferma refrattaria all’avanzata deklle destre e a Marsiglia. Quando ha presentato la formula cosiddetta del fronte popolare unita a LFI è stata punita. Il risultato galvanizza i socialisti, argina l’onda lepeniana, costringe Melenchon a ripensare una politica la ci radicalità è ormai indigeribile politicamente.
Parigi: Emmanuel Grégoire dà 9 punti a Rachida Dati
Il candidato della sinistra unita Emmanuel Grégoire ha vinto l’elezione a sindaco di Parigi col 50,52% dei voti, nove punti sopra la sua rivale Rachida Dati: lo rende noto il Comune della capitale francese, pubblicando i risultati definitivi del secondo turno.

La candidata di centrodestra ha ricevuto il 41,52% delle preferenze, mentre Sophia Chikirou di La France Insoumise si è classificata terza con il 7,96% dei voti.
A Marsiglia confermato Benoît Payan, 14 punti sopra il RN
Il sindaco di sinistra uscente di Marsiglia, Benoît Payan, è stato rieletto con il 54,34% dei voti sconfiggendo con 14 punti di vantaggio il deputato del Rassemblement National (Rn) Franck Allisio.
Dopo l’annuncio della vittoria, Grégoire ha attraversato Parigi in bici, salutato da sostenitori festanti e seguito da un corteo su due ruote che via via si andava ingrossando mentre il neosindaco si avvicina all’Hotel de Ville.
Con un’affluenza ancora una volta storicamente bassa (circa il 57% alle urne, superiore soltanto al 2020 con le elezioni in piena pandemia), la tendenza alla crescita dell’estrema destra e dell’estrema sinistra è apparsa, con caratteristiche diverse, in frenata.
Il RN ha vinto in “decine di comuni” in questo ballottaggio, ha proclamato Marine Le Pen, rallegrandosi per una “vittoria immensa” del suo partito che ha ormai “migliaia di consiglieri municipali”.
Ha perso però, sonoramente, in quella che poteva diventare la prima grande città ad essere governata dall’estrema destra, Marsiglia. Dove Benoit Payan, sindaco della sinistra socialista ed unita, che ha rifiutato l’offerta di alleanza del partito di Mélenchon, ha respinto l’attacco del RN Franck Allisio, battuto in modo netto.
Il RN ha poi perso anche in città dove tradizionalmente è forte, come Tolone e Nimes, sempre nel sud e nelle regioni preferite. Il numero 2 de La France Insoumise, Manuel Bompard, ha anche lui esultato per lo “sfondamento” del suo partito che “si conferma si amplifica e si rafforza”.
Senza l’abbraccio di LFI la sinistra socialista ed ecologista vince
Nonostante la sconfitta sonora a Limoges e in quasi tutte le città in cui i socialisti si sono alleati con LFI: una scelta che non soltanto si è rivelata perdente per la sinistra socialista, ecologista e comunista. Ma che ha visto vincere la strategia opposta, quella di respingere da parte socialista le offerte di LFI.
Fra gli esempi più clamorosi di questa tendenza, la sconfitta epocale della sinistra (unita con LFI) in una città come Clermont-Ferrand, governata dalla gauche da ben 80 anni, ad opera della destra Républicains. I socialisti alleati con LFI, hanno perso anche un altro feudo finora inviolabile, Tulle, dove da anni è eletto l’ex presidente ed ex segretario socialista, François Hollande.
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