Anziani in pronto soccorso: come capire chi rischia di più nell’immediato

Mar 21, 2026 - 04:00
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Anziani in pronto soccorso: come capire chi rischia di più nell’immediato

Uno studio del Policlinico Gemelli e dell’Università Cattolica pubblicato su JAMA Network Open ha analizzato oltre 50.000 accessi avvenuti presso il suo pronto soccorso, per individuare gli strumenti più utili per riconoscere precocemente i pazienti a rischio aumentato nelle ore successivo all’arrivo, a partire dagli anziani. Gli elementi che più condizionano l’aumento del rischio sono la necessità di ricevere ossigeno, un’elevata pressione sistolica e uno stato di coscienza deteriorato

Nei reparti di emergenza, riconoscere rapidamente quali pazienti rischiano un peggioramento nelle prime ore è fondamentale. Questa esigenza è diventata ancora più pressante con l’aumento della popolazione anziana, sempre più rappresentata tra gli accessi in Pronto soccorso. In particolare, gli ultraottantenni costituiscono un gruppo fragile, per il quale una valutazione tempestiva può fare la differenza.

Cosa sono gli Early Warning Score

Gli Early Warning Score (EWS), ovvero sistemi di allerta precoce, sono strumenti utilizzati per supportare il triage e la stratificazione del rischio. Si basano su parametri vitali facilmente rilevabili e aiutano i medici a identificare precocemente i pazienti a rischio di deterioramento clinico. Nonostante il loro utilizzo diffuso, esistono ancora pochi studi che ne valutino l’efficacia nei pazienti con più di 80 anni.

Lo studio sui pazienti ultraottantenni

Una ricerca condotta dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, pubblicata su JAMA Network Open, ha analizzato l’efficacia di questi strumenti proprio nella popolazione più anziana.

Lo studio ha preso in esame 50.645 accessi consecutivi al pronto soccorso tra il 2015 e il 2024, tutti relativi a pazienti con almeno 80 anni. L’obiettivo era confrontare cinque diversi sistemi di EWS, valutandone la capacità di prevedere un rapido peggioramento clinico, definito come ricovero in terapia intensiva o decesso entro 24 ore dall’arrivo.

I punteggi messi a confronto

I ricercatori hanno analizzato cinque sistemi utilizzati a livello internazionale: NEWS, NEWS2, MEWS, REMS e IEWS. Tutti questi strumenti si basano su indicatori clinici come frequenza cardiaca, pressione arteriosa e stato di coscienza.

Nel campione studiato, con un’età mediana di 85 anni e una leggera prevalenza femminile (54,6%), il 2,4% dei pazienti ha mostrato un peggioramento entro le prime 24 ore.

Risultati: quali strumenti funzionano meglio

I risultati indicano che tutti i punteggi hanno una buona capacità predittiva, confermando la loro utilità nel supportare le decisioni cliniche iniziali. Tuttavia, emergono alcune differenze:

  • Il NEWS si è dimostrato il più efficace nell’identificare i pazienti a maggior rischio
  • Il REMS ha mostrato la migliore calibrazione, cioè una maggiore coerenza tra rischio stimato ed esito reale

L’età avanzata cambia le regole

Un aspetto particolarmente interessante riguarda i pazienti più longevi. Con l’aumentare dell’età, soprattutto oltre i 90 anni, la capacità predittiva della maggior parte degli score tende a diminuire.

Il REMS rappresenta un’eccezione: ha mantenuto prestazioni stabili e, nei pazienti oltre i 94 anni, ha mostrato risultati addirittura migliori. Questo suggerisce un possibile ruolo privilegiato per questo strumento nella valutazione dei cosiddetti “grandi anziani”.

I parametri più importanti negli anziani

Lo studio ha anche individuato alcuni indicatori clinici particolarmente rilevanti nei pazienti più anziani. Nei soggetti di 87 anni o più, i fattori maggiormente associati a un rapido peggioramento sono:

  • la necessità di ossigeno;
  • i valori di pressione arteriosa sistolica;
  • il livello di coscienza valutato con la Glasgow Coma Scale.

Implicazioni per la pratica clinica

L’invecchiamento della popolazione sta trasformando profondamente il lavoro nei pronto soccorso. Strumenti semplici, rapidi e basati su dati oggettivi, come gli Early Warning Score, possono aiutare i clinici a individuare precocemente i pazienti più fragili e a intervenire in modo tempestivo.

I risultati dello studio sottolineano inoltre l’importanza di adattare gli strumenti di triage alle caratteristiche della popolazione anziana, sempre più numerosa nei dipartimenti di emergenza.

Uno sguardo al futuro

Questa ricerca contribuisce a migliorare la comprensione della valutazione del rischio negli ultraottantenni, con l’obiettivo di rendere le cure più sicure ed efficaci fin dalle prime fasi dell’assistenza.

A conferma della crescente rilevanza di questo tema, nel solo 2025 il Pronto Soccorso del Policlinico Gemelli ha registrato circa 72.500 accessi, di cui oltre un quinto riguardava pazienti con più di 64 anni. Un dato che evidenzia chiaramente come la gestione dell’anziano rappresenti una delle principali sfide della medicina d’emergenza contemporanea.

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