Astrociti: la metropolitana segreta del cervello
Nel cervello esiste una rete di cellule non nervose, che si snoda parallelamente a quella formata dai neuroni, e che influenza profondamente l'attività cerebrale e funzioni chiave come la memoria, l'attenzione e il sonno.
Questo sistema, la cui estensione ha sorpreso gli stessi neuroscienziati, è stato scoperto e mappato da uno studio pubblicato su Nature, condotto dalla NYU Grossman School of Medicine di New York, in collaborazione con l'Università e il Politecnico di Zurigo.. Comunicazione a distanza: il ruolo delle giunzioni gap
La rete segreta del cervello è formata da astrociti, cellule dalla forma stellata, connesse da canali chiamati giunzioni gap, attraverso cui si scambiano piccole molecole. «Si riteneva che questa comunicazione avvenisse su scala locale, ma lo studio di Nature mostra invece l'esistenza di una estesa connettività anche fra astrociti di regioni cerebrali poste a grande distanza», commenta Andrea Volterra, professore emerito all'Università di Losanna (Svizzera), i cui studi sono stati fondamentali per riportare l'attenzione delle neuroscienze proprio su queste cellule.. Quanto trovato è in accordo con studi precedenti, che già suggerivano che «l'attività degli astrociti può influenzare vaste regioni del cervello, contribuendo a determinare stati come l'attenzione e le funzioni ad essa collegate, quali la memoria, il decision making e così via», dice l'esperto.. L'esperienza modella gli astrociti
Lo studio di Nature è stato condotto su topi con una tecnica innovativa, che ha permesso di seguire il percorso delle molecole da una cellula all'altra, fino a mappare l'intera rete.
Una seconda serie di esperimenti ha anche potuto verificare che le connessioni fra astrociti si modificano a seconda dell'esperienza, proprio come fanno quelle fra cellule nervose attraverso il processo noto come plasticità neurale.. Il ruolo chiave della glia nelle malattie
Gli astrociti fanno parte delle cellule della glia, un insieme che comprende anche la microglia (che forma il sistema immunitario del cervello) e gli oligodendrociti (che avvolgono e proteggono i prolungamenti dei neuroni).
Sebbene siano altrettanto numerose dei neuroni, le cellule della glia sono state a lungo considerate un semplice supporto e solo da 15-20 anni sono oggetto di studi più approfonditi. Sta così emergendo che hanno ruoli fondamentali e che sono anche implicate in varie malattie, fra cui il morbo di Alzheimer e i disturbi del neurosviluppo. «Fino a oggi, sottovalutando queste cellule, ci siamo privati della capacità di capire come funziona davvero il cervello» conclude Volterra..
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