Dopo quasi trent'anni, il legame tra il colosso di Wolfsburg e il gioiello di Molsheim si spezza definitivamente. Il
Gruppo Volkswagen ha infatti deciso di
rompere ogni legame con
Bugatti, la casa francese che era rinata nel 1998 per volere e visione di
Ferdinand Piëch, l'allora plenipotenziario del colosso tedesco. Si chiude così un'era dominata dalla ricerca dell'estremo ingegneristico, iniziata con il sogno di Piëch di riportare il marchio ai vertici del lusso e delle prestazioni mondiali.
Porsche decisiva nella vendita
La svolta decisiva è arrivata attraverso
Porsche, controllata di Zuffenhausen, che ha raggiunto un accordo per la cessione delle proprie partecipazioni azionarie sia in
Bugatti Rimac che nel gruppo croato
Rimac. L'acquirente è un consorzio guidato dalla società di investimenti newyorkese
HOF Capital, che vede come principale azionista
BlueFive Capital insieme ad altri investitori istituzionali provenienti da Stati Uniti ed Europa.L'operazione segna la fine di un percorso di disimpegno iniziato già nel 2021. In quell'occasione, Volkswagen aveva conferito il 100% della storica casa francese in cambio di una quota del 45% in una joint venture con i croati di Rimac, passando poi tale partecipazione proprio a
Porsche. Ora, con questo nuovo accordo, il
45% di Bugatti Rimac e il
20,6% di Rimac Group passano di mano, portando il gruppo croato ad assumere il controllo totale della Bugatti Rimac.
I termini sono ancora riservati
Sebbene le parti abbiano concordato di mantenere
riservati i termini finanziari della transazione, l'uscita definitiva dei tedeschi era nell'aria da tempo, alimentata dal riassetto societario degli ultimi anni e dalle voci su una possibile quotazione in Borsa del gruppo Rimac. Il perfezionamento dell'operazione è atteso entro la
fine dell'anno, momento in cui inizierà una nuova partnership strategica tra il gruppo di Mate Rimac e i nuovi investitori per supportare la crescita futura del marchio. Per Bugatti si apre dunque un capitolo inedito, lontano dall'orbita Volkswagen ma sempre più proiettato verso l'innovazione tecnologica d'oltreoceano.