Capello: "McTominay, Hojlund, Malen giocavano sì e no altrove, in Serie A dominano, qui per loro è più facile"

Aprile 17, 2026 - 11:30
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Capello: "McTominay, Hojlund, Malen giocavano sì e no altrove, in Serie A dominano, qui per loro è più facile"

L'ex allenatore analizza la crisi del calcio italiano, sia a livello di Nazionale che di club

Fabio Capello, sulle colonne della Gazzetta dello Sport, analizza la crisi profonda del calcio italiano a livello internazionale. Non solo la Nazionale fuori dai Mondiali per la terza volta di fila, ma anche i club: nessuna squadra italiana è presente nelle semifinali delle tre coppe europee.


"Andiamo piano. Troppo piano rispetto agli altri - scrive Capello -. Ieri la differenza di ritmo, agonismo, tecnica si è vista tutta in Aston Villa-Bologna e Fiorentina-Crystal Palace. Normale contro la ricchissima Premier, direte voi. Alt, replico io. Abbiamo visto la Nazionale andare a casa con la Bosnia, l’Inter capolista perdere due volte su due con i norvegesi del Bodo, la Juventus uscire con i turchi del Galatasaray, il Napoli non superare nemmeno il girone di Champions. No, non è semplicemente un’ammissione di inferiorità davanti all’Inghilterra che spende molto di più. La nostra crisi è molto più profonda, diffusa e, temo, destinata a protrarsi per un po’ di tempo. E non sono solamente i risultati a dircelo".


"Il campionato attuale mi sembra aver abbassato i giri del motore - prosegue l'ex allenatore di Milan, Roma e Juventus -. Gli arbitri fischiano troppo, di talento ne vedo sempre meno. Non a caso, quando chi fa bene da noi si trasferisce all’estero, fatica da matti nella maggior parte dei casi. E viceversa, i McTominay, gli Hojlund o i Malen che giocavano sì e no altrove, in Serie A fanno la differenza, segnano, addirittura dominano a livello fisico. Significa che vanno in contesti dove per loro è più facile. E qui, permettetemi di aggiungere una postilla su come difendiamo. O meglio, su come non sappiamo più difendere. Un tempo, quando le squadre italiane soffrivano un gap qualitativo con le altre, compensavano con l’arte della difesa. Eravamo i maestri in Europa e nel mondo. Oggi, pensiamo a impostare con i centrali, partendo dal basso, ma... ci facciamo più che altro male da soli. E di difensori veri non ne produciamo più. Andatevi a vedere i gol subiti ieri sera a Birmingham dal Bologna…".



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Redazione Redazione Eventi e News