Caso Almasri, chiuse le indagini su Giusi Bartolozzi: per il capo di gabinetto di Nordio la destra strepita contro il “tempismo” dei giudici

Febbraio 28, 2026 - 15:30
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Caso Almasri, chiuse le indagini su Giusi Bartolozzi: per il capo di gabinetto di Nordio la destra strepita contro il “tempismo” dei giudici

Chiusura delle indagini per Giusi Bartolozzi. A comunicarlo è stata la stessa capo di gabinetto del ministero della Giustizia, la fedelissima del Guardasigilli Carlo Nordio nota come la “zarina” di via Arenula, che ha personalmente confermato la notifica dell’avviso di conclusioni delle indagini preliminari, atto che precede un possibile rinvio a giudizio, relative alla vicenda Almasri.

“Sono assolutamente serena, e senza condizionamenti, continuerò a lavorare con senso di responsabilità”, le parole di Bartolozzi, indagata per il reato di false informazioni al pubblico ministero.

Il capo di gabinetto di Nordio era finita iscritta nel registro degli indagati lo scorso agosto, dopo che il Tribunale dei ministri aveva trasmesso gli atti ravvisando presunte contraddizioni nelle versioni fornite dal magistrato fuori ruolo in merito alla gestione del dossier Almasri.

Il tagliagole libico era stato fermato a Torino per un mandato di cattura della Corte penale internazionale dell’Aja ma poi scarcerato e rimpatriato su un volo di stato dei servizi segreti il 21 febbraio dello scorso anno su decisione del governo.

I giudici del Tribunale dei Ministri negli atti inviati al Parlamento in merito proprio alle indagini sulla vicenda Almasri, con cui aveva chiesto l’autorizzazione a procedere per lo stesso Nordio, per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano (la premier Giorgia Meloni era stata invece archiviata), negata dall’Aula, avevano chiarito che Bartolozzi aveva fornito una “versione dei fatti”, nel ricostruire le fasi che portarono alla liberazione e al rimpatrio del torturatore, “sotto diversi profili inattendibile e, anzi, mendace”.

La destra dopo la diffusione della notizia ha fatto quadrato attorno a Bartolozzi. Il ministro Nordio confermando “la massima e incondizionata fiducia sul suo operato”, dichiarandosi al contempo “perplesso” per la scelta della tempistica.

Tema, quello della “tempistica”, che ha rilanciato il perenne scontro tra esecutivo e giudici, già oltre i livelli di guardia per il prossimo referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Non è un caso dunque se Enrico Costa, deputato di Forza Italia, parla di “tempismo perfetto” che segna il passaggio “delle Procure nella campagna referendaria”. Critiche simile dalla Lega col senatore Gianluca Cantalamessa, per il quale la notifica a un mese dal referendum è una coincidenza che merita il richiamo alla massima andreottiana secondo cui “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

Di diverso avviso l’opposizione. Per il capogruppo Democratico in Commissione Giustizia alla Camera, Federico Gianassi, le dichiarazioni di Nordio sono l’ennesimo “tentativo di ingerenza”, accusando il governo di voler adombrare la malafede dei magistrati ogni volta che adottano provvedimenti sgraditi alla politica.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia