Cosa non si fa per amore delle “carnivore” (e di tutte le altre piante grasse)

Mar 3, 2026 - 11:30
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Cosa non si fa per amore delle “carnivore” (e di tutte le altre piante grasse)
piante grasse- tenerife

Una storia di coraggio, determinazione e passione per la natura, quella di Childerico Cosmo, laureato in Agraria alla Statale di Milano con 110 e lode che a 27 anni nel 2017 ha abbandonato una promettente carriera per inseguire un sogno

In questa intervista il percorso di vita di Childerico Cosmo, fondatore del Giardino Botanico Vivero Cosmo (visitabile su prenotazione, tutte le informazioni disponibili online), che ha scelto un terreno di 1,7 ettari a Tenerife, presso Guimar, con l’obiettivo di ricreare la flora originaria di Paesi di tutto il mondo.

Da dove nasce la tua passione per le piante grasse?

Fin da piccolo mi è sempre piaciuto andare in campagna. Mia nonna Eloisa, professoressa di greco e latino, pur vivendo in centro a Bari, aveva un piccolo appezzamento fuori città.

Andavamo spesso lì quando da Milano con la famiglia venivo a trovare i parenti e così, giocando, ho iniziato a conoscere le piante e, in particolare, mio zio Giulio mi ha trasmesso l’amore per quelle grasse.

Fin da bambino ho quindi sviluppato il desiderio di fare il contadino e oggi faccio il lavoro che amo: sto in mezzo alla natura tutto il giorno e riesco a vendere i frutti del mio lavoro, piante di ogni tipologia: rare, grasse, carnivore e molte altre specie.

childerico cosmo
Childerico Cosmo – Immagine di Ruggero Vota

A Milano come sei riuscito, è proprio il caso di dire, a coltivare la tua passione?

Ovunque andassimo in giro per l’Italia e per l’Europa ho sempre raccolto semi, arbusti o facevo talee. Non solo, a dieci anni ho convinto mio padre ad affittare quei piccoli appezzamenti dal comune conosciuti una volta come orti di guerra.

Quindi il sabato e la domenica quando si poteva andavo lì con la mia famiglia. Una passione originale per un ragazzino e, infatti, tutti i miei vicini anziani sulle prime non capivano, ma poi mi hanno accolto e dato molti consigli.

E crescendo poi cosa hai fatto?

È venuto più che naturale studiare Agraria all’Università di Milano, dove mi sono laureato nel 2015 con 110 e lode, con una tesi sulle nuove tecniche per selezionare portainnesti di vite resistenti alla siccità.

Perché Tenerife e non l’Italia?

Appena sono stato più grande e autonomo ho girato un po’ e quando sono approdato a Tenerife sono rimasto estasiato dalla ricchezza della flora di quest’isola, che ricordo è all’altezza del Marocco e gode di caratteristiche climatiche e di qualità della terra molto favorevoli. Qui ho capito che potevo far mettere radici al mio sogno.

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Immagine di Ruggero Vota

Qual è il tuo sogno?

Realizzare un giardino botanico diviso per ambienti dove ricreare in ogni spazio la flora originaria di Paesi di tutto il mondo. E questo è possibile solo in un posto, dove non piovendo quasi mai, si può ricreare la stagione secca e la stagione delle piogge quando si vuole grazie all’irrigazione.

Il risultato è un’oasi nel deserto… Ma scusa non ho risposto sul perché non ho scelto l’Italia.

Dillo ora…

In Italia, come agronomo, avevo già iniziato una carriera promettente nella ricerca e a lavorare con le assicurazioni. Ma per realizzare la mia oasi avrei dovuto mettere in gioco risorse economiche ingenti, che forse sarei riuscito a raccogliere solo alla fine della mia vita professionale.

Bisogna costruire diverse serre e collocarsi vicino al mare, tutti elementi molto costosi nel nostro Paese. Ho preferito abbandonare tutto e partire da zero in un altro posto, scegliendo il territorio migliore dal punto di vista climatico.

Quando hai iniziato a lavorare concretamente al tuo sogno?

Sono arrivato in pianta stabile a Tenerife a giugno del 2017, circa nove anni fa, acquistando un terreno dove la casa era ancora abitabile, ma la vecchia azienda agricola era ormai abbandonata da anni.

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Immagine di Ruggero Vota

Quali sono le caratteristiche del tuo terreno?

Si tratta di un barranco, che in spagnolo vuol dire burrone, ma in realtà è una piccola valle a 400 metri d’altitudine, di origine vulcanica. Il terreno, che si apre verso il mare e guarda a est, è diviso in due versanti – uno verso nord con terra più ricca e uno a sud con ghiaia di pomice.

Ci sono, ma sarebbe meglio dire c’erano, diversi terrazzamenti, completamente caduti, distribuiti sui due lati della valle che ho quasi finito di ricostruire e rimettere in ordine.

Una situazione ideale sia per il clima – qui in inverno le temperature medie sono minima 13°C, massima 19°C e non si scende mai sotto gli 11°C – che per la terra e anche per la disposizione a terrazze, ideale per riprodurre ambienti diversi.

Ci sono problemi con l’acqua?

L’acqua di irrigazione c’è in quantità sufficienti, ma provenendo da un sottosuolo vulcanico, dove l’acqua piovana percola attraversando rocce saline, presenta una pessima qualità per molte specie e va filtrata.

Nel caso delle piante carnivore, con impianto a osmosi. Altre piante, come la maggior parte delle succulente, sopportano questi livelli di salinità.

Hai mai avuto problemi con i vicini o con i canari in genere?

Le persone mi hanno sempre ben accolto, mi hanno aiutato e oggi ho vari amici canari.

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Immagine di Ruggero Vota

Sei arrivato nel 2017, ma hai aperto Vivero Cosmo solo due anni fa, come mai ci hai messo tanto?

Mentre la casa era abitabile subito, il terreno era un disastro: appena uscito dal patio c’era una boscaglia inestricabile di fichi d’India e tanti altri arbusti e ho impiegato diversi anni di lavoro prima di iniziare a disporre di un giardino botanico e un vivaio da aprire al pubblico.

Ho pulito e ristrutturato il terreno, progettato e costruito tre serre da zero con materiale riciclato, ho realizzato un esteso e articolato impianto di irrigazione con chilometri di tubo, ma ho anche rifatto con sassi e cemento le terrazze e gli scalini, per passare da una zona all’altra.

Per questi lavori ti sei affidato a qualcuno?

Generalmente ho lavorato sempre da solo, ma non ce l’avrei mai fatta senza l’aiuto di mia madre Anna e di mio padre Eustasio, grande appassionato di tutti i lavori manuali.

Quando lavoravano venivano ad aiutarmi da Milano appena potevano. Ora sono in pensione e da un anno si sono trasferiti in un paese della costa molto vicino.

In tutti questi anni solo lavoro?

Le giornate di riposo sono state molto poche e lo sono sempre meno, ma certo ogni tanto cerco di staccare. Mi piace camminare nella natura molto ricca e variegata dell’isola e poi quando riesco, sempre più raramente, vado in spiaggia.

Nuovi amici anche?

I primi li ho conosciuti frequentando San Cristobal de La Laguna, piccola città universitaria con molti studenti fuori sede, spesso stranieri. All’epoca diversi bar durante la settimana organizzavano serate di conversazione tra giovani, anche per fare pratica di spagnolo.

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Immagine di Ruggero Vota

A che punto sei e quali sono i tuoi prossimi progetti?

A oggi quasi tutte le terrazze sono ormai sistemate e ospitano tante piante di specie botaniche rare in modo organizzato. Per avere un giardino completo e definitivo bisogna aspettare i tempi della natura e, in alcuni casi, ci vorranno anni, perché diverse piante devono ancora crescere, come per esempio i baobab.

Ho poi recentemente acquistato un nuovo terreno nel nord dell’isola più umido per coltivare altre specie che non resistono al vento sahariano, la calima, che ogni tanto colpisce più intensamente il versante dove siamo adesso.

Ho poi un piccolo sito molto semplice, in spagnolo e giapponese, per farmi contattare e organizzare vendite online e visite.

Come va l’attività commerciale?

Qui a Tenerife non c’è nessun vivaio biologico come il mio che coltiva così tante specie rare e che ha le piante madri disposte in un giardino botanico. Di conseguenza la burocrazia si complica, ma con determinazione e sacrificando molto tempo si va avanti.

E con il sito: qual è la tua strategia?

Sto riuscendo a trovare clienti in giro per il mondo. Un mercato interessante che ho raggiunto grazie a internet è quello giapponese, molto ricco perché sono milioni i nipponici appassionati di piante grasse, ma per costruire una strategia veramente efficace su questa realtà devo capire quali sono i canali digitali giusti per pianificare promozioni mirate.

Sul sito però non ho ancora avuto il tempo di pubblicare tutta la mia offerta di piante che è molto ampia e variegata. Ma con Internet vorrei, prima o poi, fare qualcosa di più, appena possibile.

Che cosa?

Vorrei farlo diventare un luogo non solo per la vendita, ma dove gli appassionati possano contattarmi per avere consigli e vorrei promuovere meglio le visite guidate e, quindi, se qualcuno vuole vedere la mia oasi dal vero è il benvenuto (www.vivero-cosmo.com).

articolo e intervista a cura di Ruggero Vota

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