Così San Severino Marche rinasce dalle macerie del sisma
Rinascita post-sisma. Sono arrivati 13 milioni di euro per gli interventi sul Centro pastorale ex Don Orione a San Severino Marche (Macerata), immobile gravemente danneggiato dal sisma 2016 e situato all’interno del perimetro del centro edificato. Si tratta di un grande complesso di circa 3.920 metri quadrati, edificato negli anni ’30 del secolo scorso come essiccatoio di tabacchi e attualmente di proprietà della parrocchia Sant’Agostino della diocesi di Camerino-San Severino Marche. Nel tempo l’edificio era stato riadattato a oratorio e spazi ludici per giovani, sport, casa del clero, centro accoglienza, sale polifunzionali, spazi per associazioni e cappelle. Per il nuovo progetto sono state scelte soluzioni costruttive e tecnologie legate a una struttura prefabbricata. In considerazione della destinazione d’uso, la struttura sarà progettata in classe d’uso IV secondo le Norme tecniche per le costruzioni, con l’obiettivo di garantire elevati livelli di sicurezza e funzionalità anche in condizioni di emergenza.

Rinascita pots-sisma
Il fabbricato sarà composto da tre blocchi uniti con impianto a C a formare un cortile centrale aperto, collegati da strutture di passaggio e da un portico in acciaio sul lato interno. Le destinazioni d’uso resteranno le stesse: spazi oratoriali e scout nell’ala nord/ovest, Caritas, accoglienza e consultorio nel blocco sud/est, cappella a doppia altezza e appartamenti dei sacerdoti nel corpo centrale. Le aree esterne resteranno dedicate ad attività sportive, parcheggi e verde attrezzato. Soddisfazione è stata espressa dal commissario per la ricostruzione post-sima Guido Castelli: “Una grande notizia per San Severino”. L’arcivescovo Francesco Massara parla di “momento di grande gioia” e annuncia che l’edificio sarà intitolato al cardinale Edoardo Menichelli. Il sindaco Rosa Piermattei sottolinea che si tratta della “rinascita di un luogo nel cuore di tutti i settempedani”. Lo scorso ottobre sono stati riaperti a Camerino, in provincia di Macerata, il palazzo arcivescovile e l’annesso museo diocesano “Giacomo Boccanera”.

Cuore del territorio
Le tremende scosse di terremoto che si susseguirono dal 24 agosto al 30 ottobre del 2016 nel Centro Italia distrussero o danneggiarono gravemente, solo nel nucleo storico della città marchigiana, circa quattrocento edifici privati e pubblici, tra cui il complesso architettonico della Curia che risale al XVI-XIX secolo. L’intera area intorno alla centrale piazza Cavour diventò “zona rossa” e la popolazione residente fu evacuata. Il cuore di Camerino è tornato a pulsare. “Un evento importante per la storia della nostra comunità diocesana e civile – osservò l’arcivescovo Massara-. Dopo un lungo periodo di grande sofferenza e privazione, ma anche di impegno istituzionale e di importanti investimenti statali, i due edifici sono stati restituiti alla fruizione culturale, spirituale e sociale di pubblico e fedeli. I primi “ad essere riaperti nel centro storico della città”. Un “segno di rinascita che va oltre le pietre restaurate“. Nel dicembre del 2022, invece, è stato “riattivato a seguito di lavori di ristrutturazione, su iniziativa dell’arcivescovo, anche il Residence Next Generation, ex collegio universitario ‘Bongiovanni’ che fu danneggiato dal sisma. Comprende 127 posti letto per gli studenti del locale ateneo”.
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