Crollo casolare a Roma, morti due anarchici: l’ipotesi è che stessero preparando una bomba

Mar 21, 2026 - 03:30
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Crollo casolare a Roma, morti due anarchici: l’ipotesi è che stessero preparando una bomba

Un casolare è crollato questa mattina all’interno del Parco degli Acquedotti, nella zona delle Capannelle a Roma, facendo scattare un’immediata mobilitazione dei soccorsi. Sono due anarchici le vittime morte dell’esplosione nel casolare del parco degli Acquedotti a Roma avvenuto questa mattina. Secondo quanto apprende LaPresse i due sarebbero un uomo e una donna, uno originario di Napoli: si tratterebbe di esponenti di spicco del mondo anarchico. I due sono stati identificati: si tratta di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, appartenenti entrambi al gruppo di Alfredo Cospito.  Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori della Digos di Roma e dei vigili del fuoco, secondo quanto apprende LaPresse, ci sarebbe anche quella che le vittime stessero fabbricando un ordigno artigianale.

Gli investigatori ipotizzano che Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, stessero preparando un attacco. Tra le piste al vaglio, quella che l’ordigno che stavano assemblando al momento dell’esplosione, fosse destinato a un’attentato da compiere nelle prossime settimane. Non si esclude che tra gli obiettivi potessero esserci la ferrovia, poco distante dal ‘Casale del Sellaretto’, dove si è verificata l’esplosione, e qualche sede del gruppo Leonardo, oltre a un possibile rilancio della campagna a sostegno dell’anarchico Cospito, che a maggio terminerà il regime di detenzione al 41bis. Presa in considerazione anche l’ipotesi dell’azione dimostrativa prima del maxi corteo del 28 marzo prossimo, ‘Together. Contro i re e le loro guerre’ e ‘pro Askatasuna’ in programma a Roma.

La procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo d’inchiesta sull’esplosione del ‘Casale del Sellaretto‘ a Capannelle nel Parco degli Acquedotti a Roma. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal pool di magistrati che si occupano di terrorismo. Per il momento il fascicolo è senza indagati. Nel pomeriggio una prima informativa è arrivata negli uffici della procura a piazzale Clodio. Secondo quanto apprende LaPresse, una delle due vittime presentava diverse ustioni sul braccio. Nei prossimi giorni verrà effettuata l’autopsia. 

Ardizzone in aula: “Sono nemica di questo Stato”

 “Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato, dal momento in cui questo nella sua essenza presuppone l’esercizio del potere militare ed economico di alcuni uomini e donne su altre persone e sul pianeta in generale. Sono nemica di ogni forma di governo di cui questo si dota, dal momento in cui la scelta tra democrazia e dittatura è solo quella più funzionale a mantenere il controllo sulla popolazione o per essere più precisi: sulla classe oppressa. Odio l’attuale ordine esistente e chi lo detiene pertanto credo nella giustezza della violenza degli oppressi avverso le proprie catene ed avverso chi le stringe”. È un passaggio della dichiarazione che Sara Ardizzone lesse in aula nel corso dell’udienza preliminare dell’inchiesta Sibilla, chiusa il 15 gennaio 2025 per ‘non luogo a procedere’ in merito al giornale di area anarchica ‘Vetriolo’. “Vedere un anarchico, in questo mio processo coindagato, in 41 bis (Alfredo Cospito ndr) non è un deterrente alla convinzione nelle mie idee anzi è un rafforzativo. Mi convince sempre di più della vostra ipocrisia, mi convince sempre di più che, al di là dell’ingiustizia del 41 bis nella sua posizione specifica, il 41 bis in generale è tortura”, le parole di Ardizzone.

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Redazione Redazione Eventi e News