Europa unita sulla sovranità della Groenlandia, gli USA però la voglio comprare
Bruxelles – L’Europa trova un’unica voce per condannare le minacce del presidente americano Donald Trump sulla Groenlandia. Ieri, durante la riunione dei volenterosi con sede a Parigi, i leader di Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Danimarca si sono uniti in difesa della sovranità della Groenlandia e hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta sulla sicurezza dell’Artico.
In termini generali, il documento composto da sei paragrafi si può riassumere nell’affermazione che “la Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta esclusivamente alla Danimarca e alla Groenlandia decidere sulle questioni che la riguardano”. Frasi nette e senza giri di parole che chiudono qualsiasi spiraglio alle velleità americane. Resta in silenzio invece l’Unione Europea che non ha sottoscritto il documento e non ha ancora commentato le dichiarazioni americane.
Invece il Canada, come scrive oggi il sito di informazione Osservatorioartico.it “sta ridefinendo radicalmente la propria strategia artica, spostando il baricentro della sua azione diplomatica e militare verso le latitudini più estreme”. La ministra degli Affari Esteri, Anita Anand, scrive il sito specializzato, “ha recentemente confermato il piano per l’apertura di due nuove rappresentanze consolari: una a Nuuk, in Groenlandia, e l’altra ad Anchorage, in Alaska. Questa mossa non è solo un atto burocratico, ma un chiaro segnale politico volto a consolidare la presenza canadese in una regione che Ottawa definisce ora come la ‘massima priorità di politica estera'”.
Gli Stati Uniti vogliono acquistare la Groenlandia
L’ottimismo però per una ritrovata voce univoca nel continente si è appannato già in nottata. Il Wall Street Journal ha diffuso l’indiscrezione che gli Stati Uniti vorrebbero acquistare l’isola ghiacciata. Secondo il quotidiano economico a stelle e strisce, il Segretario di Stato Marco Rubio, durante un briefing a porte chiuse con alcuni legislatori, ha giustificato la pressione trumpiana come preludio all’inizio delle trattative per l’acquisizione del territorio. La ragione di un eventuale acquisto a stelle e strisce sarebbe finalizzata a garantire la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, come affermato da Trump lunedì.
La garanzie della NATO non sono sufficienti a Washington
Per gli europei, la tesi che le garanzie NATO non sarebbero sufficienti a garantire la sicurezza USA sul quel fronte sarebbe una vera assurdità, visto che l’isola fa parte della Nato e dunque è sotto l’ombrello americano. Nel documento firmato ieri, infatti, i leader europei stressano molto questo argomento per cercare di convincere Trump: “La sicurezza nell’Artico deve essere garantita collettivamente, congiuntamente con gli alleati della NATO, compresi gli Stati Uniti, nel rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite”, rinnovando la volontà di collaborare con Washington.
Una collaborazione che però dalle parti della Casa Bianca sembra non sufficiente. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha rinnovato la pressione sugli europei dichiarando: “Il presidente e il suo team stanno discutendo una serie di opzioni per perseguire l’acquisizione della Groenlandia. L’impiego delle forze armate statunitensi è sempre un’opzione a disposizione”. Frasi non certo confortanti arrivate poche ore dopo la firma del documento da parte dei leader europei.
Il silenzio dell’Unione
Sullo sfondo rimane l’Unione Europea, che continua a essere silente sul tema. Dopo l’assenza di un reale commento da parte delle alte cariche UE alle prime insinuazioni trumpiane, ieri le autorità di Bruxelles non hanno sottoscritto il documento europeo. La stella polare per l’UE “rimane il diritto internazionale”. Parole che restano vaghe se non esplicitare rispetto alla situazione.
Intanto in Danimarca lo scenario di perdere la Groenlandia inizia ad essere preso in considerazione. Al sito d’informazione Politico un deputato danese che ha chiesto di rimanere anonimo ha dichiarato che “potrebbero bastare cinque elicotteri… non avrebbero bisogno di molte truppe. Non ci sarebbe nulla che loro (i groenlandesi) potrebbero fare”.
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