La routine anti fatica che fa sparire gli effetti del jet lag da viso e corpo

Gen 8, 2026 - 06:31
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La routine anti fatica che fa sparire gli effetti del jet lag da viso e corpo

Viaggiare è bellissimo, ma il rientro può essere traumatico, soprattutto quando si viaggia in aereo. A maggior ragione se l’indomani bisogna essere al lavoro operativi, è fondamentale eliminare gli effetti del jet lag e lo stress del volo con una routine anti fatica.

Cinque dita, un respiro: il metodo anti-stress del momento

Non si tratta quindi solo di avere un viso riposato, ma soprattutto il corpo. Disidratazione, gonfiore e difficoltà nel prendere sonno sono solo alcuni dei sintomi che possono manifestarsi dopo un volo aereo, indipendentemente dalla sua durata. Ecco perché è necessario contrastarli con tutti i mezzi possibili, onde vanificare i benefici di qualche giorno di vacanza prima ancora di essere rientrati.

Perché serve una routine anti fatica dopo un volo aereo

Secondo quanto riporta Federalberghi, durante le ultime festività si sono messi in viaggio 19,3 milioni di persone, il nove per cento delle quali ha scelto una meta estera, anche perché non sono molte le occasioni per godersi una bella vacanza, magari in qualche meta esotica e senza sacrificare troppi giorni di ferie.

Georgina Rodriguez – Foto IPA

Tuttavia, questo implica prendere almeno un aereo per svariate ore, con tutto lo stress del volo che ha un impatto su fisico, corpo e mente. Prima di tutto c’è la disidratazione dovuta all’area in cabina – riciclata, con ridotta pressioni di ossigeno e bassa umidità – che provoca secchezza di pelle, occhi, naso e gola.

Inoltre non è raro sbarcare da un volo con sensazione di sonnolenza, mal di testa e affaticamento, nonostante si riesca a dormire, sempre a causa dell’ambiente e della pressione in aereo.

C’è poi la questione del gonfiore generalizzato di viso e arti e una sensazione di malessere diffuso: la sedentarietà prolungata si somma alle condizioni climatiche della cabina peggiorando gli effetti sul corpo in generale.

E poi c’è la questione jet lag, un modo amichevole per definire il ritmo circadiano sballato che causa insonnia, confusione e nervosismo, ma che di solito si usa per definire lo stato di spossatezza che colpisce dopo un volo.

Come combattere gli effetti del jet lag

Non esiste una ricetta perfetta per combattere il jet lag, ma ci sono tante piccole accortezza da adottare prima, durante e dopo il volo che aiutano a soffrire meno degli effetti negativi.

Una cosa fondamentale da avere sempre in aereo sono le calze a compressione graduata, indipendentemente dalla durata del volo, fondamentali per favorire la circolazione agli arti inferiori ed evitare di ritrovarsi con piedi, caviglie e gambe gonfie.

A tal proposito può essere d’aiuto un gel defaticante, da applicare prima e dopo il volo con un massaggio dal basso verso l’alto. Questo aiuterà a stimolare la circolazione e a dare sollievo immediato e i benefici saranno maggiori se durante il volo ci si alza ogni due ore per camminare e fare esercizi di estensione delle caviglie e rotazioni.

La routine anti disidratazione in volo

Tutti i video di skincare in aereo che abbiamo visto su Instagram e TikTok nascondono un fondo di verità, anche se non sono la soluzione definitiva, ma solo parziale, del problema.

@victoriasamson

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La pelle secca e il viso gonfio infatti, sono solo alcuni dei sintomi della disidratazione che di solito vanno a braccetto con stanchezza e sonnolenza. Oltre a mantenere la pelle idratata in aereo con una skincare fatta di mist, creme e maschere, è fondamentale bere tanta acqua. Possibilmente con una frequenza anche maggiore rispetto ai due litri minimi giornalieri, perché l’aria e la pressione della cabina causano una perdita di liquidi maggiore e più veloce di quella a terra.

Per la questione disidratazione e gonfiore inoltre, è importante controllare ciò che si beve e si mangia in aereo. Chiedere un bicchiere di vino con il pasto, un caffé e qualche snack (soprattutto se non si dorme) possono sembrare innocui, ma non fanno altro che peggiorare la situazione.

Il segreto della routine anti fatica

Il sonno in aereo difficilmente è ristoratore, ma può fare la differenza tra l’arrivare a destinazione storditi o completamente esausti.

A parte i pochi che hanno il talento, o la fortuna, di riuscire a dormire ovunque, sopravvivere a un lungo raggio senza chiudere occhio è la tredicesima fatica di Ercole, anche se a volte potrebbe essere un vantaggio. Dipende tutto dal tipo di volo che si sceglie e all’ora di arrivo a destinazione.

Ci sono diversi escamotage che possono aiutare a non far sbollare completamente il ritmo sonno-veglia. Per esempio, se si atterra al mattino e l’indomani bisogna andare in ufficio, è fondamentale riuscire a dormire in aereo, onde evitare la necessità di addormentarsi a metà giornata per poi passare la notte in bianco. Come farlo? Con melatonina, valeriana o passiflora aiutano a conciliare il sonno: scegliete con un professionista la soluzione migliore per voi.

 

 

 

 

 

 

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