Ex Ilva di Taranto, operaio precipita da 20 metri e muore: “Massacro ridotto a frasi di circostanza e inerzia”
Aveva 36 anni Loris Costantino, l’operaio precipitato e morto da un’altezza di circa 20 metri nell’area dell’ex Ilva a Taranto. Le segreterie nazionali dei sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 24 ore di sciopero a partire dalla giornata di oggi ed espresso “il loro profondo cordoglio” per la tragica scomparsa del lavoratore. Annullato l’evento “Look of the Games” dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 che era in programma questa mattina al Castello Aragonese di Taranto, una decisione congiunta dal ministro dello Sport Andrea Abodi e dal Comitato organizzatore dei Giochi.
Costantino era dipendente della ditta di pulizie Gea Power, aveva due figli ed era della bordata di Talsano. Sarebbe caduto a causa del cedimento di un piano di calpestio dell’agglomerato, è morto all’ospedale Santissima Annunziata a causa delle ferite riportate. Le sue condizioni erano apparse subito disperate. La tragedia si è consumata nell’area della linea E dell’agglomerato ex Ilva, che prepara la carica degli altoforni. Secondo quanto scrive Agi l’impianto era fermo da molto tempo ed era stato interdetto. Sul posto anche i vigili del fuoco e personale dello Spesal. Da accertare dinamica e responsabilità della tragedia.
Appena lo scorso 12 gennaio, in un incidente simile, era morto l’operaio 46enne Claudio Salamida. “La perdita di vite umane sul fronte occupazionale – si legge nella nota dei sindacati – rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni”. Le sigle metalmeccaniche ritengono “inaccettabile che si continui a pagare con la vita le conseguenze di una gestione inefficace che non garantisce né la sicurezza né tantomeno previene le situazioni di rischio. Per questo chiediamo il superamento della fase commissariale con la definizione di un assetto proprietario in cui lo Stato detiene la maggioranza e la gestione”.
“Gli infortuni mortali di Claudio Salamida e di Loris Costantino si dovevano evitare – continua la nota – La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una priorità assoluta. La convocazione odierna a Palazzo Chigi deve servire a tutelare la vita e la salute dei lavoratori prima di tutto e a risolvere la vertenza. Chiediamo alle Istituzioni di intervenire con fermezza e responsabilità, la tutela della vita delle lavoratrici e dei lavoratori resta il nostro impegno fondamentale”. Questa mattina i sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm, Usb e Ugl Metalmeccanici e Federmanager erano stati convocati a Palazzo Chigi per il 5 marzo, alle ore 11:30, per discutere della vertenza ex Ilva. “Il massacro di operai ridotto a frasi di circostanza e inerzia”, scrive l’Anmil commentando gli ultimi incidenti in cui hanno perso la vita degli operai.
“La tragica morte del giovane operaio Loris Costantino ferisce profondamente l’intera comunità provinciale. Ancora una volta, la nostra terra è costretta a piangere un figlio che aveva lasciato la propria casa per andare a lavorare e non vi ha fatto ritorno”, dichiara in una nota il presidente della Provincia di Taranto Gianfranco Palmisano. “A nome personale e dell’amministrazione provinciale esprimo il mio sentimento di rabbia e il più sincero cordoglio ai familiari, agli amici e ai colleghi. Quello che attraversa il mio cuore è un dolore che interpella le coscienze e richiama tutti a una responsabilità più alta. Il lavoro non può e non deve trasformarsi in condanna. La sicurezza deve essere principio assoluto e irrinunciabile e invece così non è”.
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