Export moda baby a -9,3% nel 2025; pesano gli Stati Uniti (-28,7%)

Aprile 28, 2026 - 13:30
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Export moda baby a -9,3% nel 2025; pesano gli Stati Uniti (-28,7%)
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L’export della moda bebè non migliora. Nel 2025, secondo le elaborazioni effettuate dall’Ufficio studi economici e statistici di Confindustria Moda, circoscrivendo l’analisi al solo abbigliamento per neonati (per il quale si possono isolare le voci doganali di pertinenza e, quindi, i flussi commerciali con l’estero per nazione), le vendite estere di moda bebè archiviano un decremento del 9,3%, calando a 140,7 milioni di euro.

La performance negativa ha caratterizzato sia le aree dell’Unione Europea sia quella extra-UE. Sul fronte export, il mercato comunitario mostra un calo del 2%, mentre le aree extra-UE presentano una flessione del 14,6 per cento. Il mercato extra-UE copre il 54,6% dell’export totale d’abbigliamento per neonati.

Nel periodo analizzato, la Spagna, nonostante una lieve contrazione pari allo 0,4%, conquista la prima posizione tra i paesi di destinazione per la moda bebè e raggiunge un valore di 13,2 milioni di euro, corrispondente al 9,4% del totale settoriale. Seguono gli Emirati Arabi Uniti (-0,7%), che si assicurano il 9,2% delle vendite estere. La Francia evidenzia invece una crescita del 2,9%, che porta il valore delle esportazioni a 12,1 milioni.

Dalla prima posizione scivolano in quarta gli Stati Uniti(-28,7%), calando a 9,9 milioni, corrispondente al 7% del totale settoriale. Il Regno Unito, stabile al quinto posto, perde il 6,3%, seguito dalla Russia (-9,3%) dalla nona posizione sale in sesta, grazie ad una crescita notevole del 41,8%, che le assicura il 4,3% dell’export italiano. Anche la Cina e la Germania rilevano la stessa quota della Russia, ma con dinamiche opposte, calano infatti rispettivamente del 16,2% e del 17 per cento. Molto bene la Polonia (+63,5%) arrivando a 5,9 milioni di euro (4,2% del totale).

Israele dopo una crescita particolarmente marcata registrata lo scorso anno, palesa un ulteriore aumento a doppia cifra (+25,3%), il valore delle esportazioni raggiunge così i 4 milioni di euro. Il Qatar, al contrario, è interessato da una contrazione del 16%, rispetto alla dinamica vivace evidenziata nell’anno precedente. La Svizzera, infine, continua a mostrare un progressivo indebolimento: in seguito al -70,3% rilevato nel 2024, registra un ulteriore flessione del 45,2%, riducendo la sua quota all’1,3% del totale (1,9 milioni di euro).

Analizzando i flussi in ingresso, con riferimento al solo abbigliamento bebè, si riscontra un incremento del 7,4% che porta il valore complessivo delle importazioni a 359,9 milioni di euro. I Paesi dell’Unione Europea, si confermano i principali fornitori con una rilevanza pari al 58,3%, evidenziano un aumento più marcato (+11,5%), mentre i mercati extra-UE mostrano un recupero più contenuto (+2,1 per cento). La Spagna si conferma primo fornitore del comparto, con un’incidenza del 23%, pur registrando una flessione del 6,2 per cento. La Cina consolida la seconda posizione con un incremento del 6,3%, seguita dal Bangladesh (+3,8% per cento). I flussi provenienti dai Paesi Bassi crescono del 13,5%, che consente al Paese di collocarsi al quarto posto con una quota del 10,3% sul totale importato. Segue la Francia, con una crescita significativa del 18,6%, mentre l’India risulta sostanzialmente stabile, con una lieve contrazione dello 0,9 per cento. La Polonia continua a distinguersi per la dinamica espansiva, rafforzando il proprio peso fino al 3,7% del totale, rispetto all’1,6% dell’anno precedente.

Secondo le rilevazioni di Sita Ricerca effettuate per conto di Confindustria Moda, nel 2025 il sell-out di moda junior (accezione questa che comprende l’abbigliamento in maglia e tessuto per ragazzi/e di età tra 0-14 anni, intimo ed accessori inclusi) evidenzia una flessione complessiva del 2,6%, sia in termini di valore sia di volume. Il segmento ‘bambina’, strutturalmente preponderante, mostra a valore la perdita più contenuta (-2%); seguono il comparto bambino (-2,7%) e infine il segmento neonato (-3,9 per cento).

Il dati sono stati resi noti in concomitanza con la conferenza di presentazione di Pitti Bimbo 103 (24-25 giugno) il cui storytelling è affidato al personaggio Splashy, realizzato dall’illustratore e grafico Amedeo Piccione, immerso nell’immaginario di The Pitti Pool, tema dell’edizione estiva.

Il top floor del Padiglione Centrale accoglierà non solo le nuove collezioni di abbigliamento ma anche una selezione di proposte lifestyle (design, giocattoli e arredi), con oltre 100 brand protagonisti e un’alta percentuale di esteri. Come per la scorsa stagione, la Fortezza ospiterà in quei giorni Pitti Filati 24-26 giugno)

“Il mercato della moda junior sta attraversando una fase indubbiamente complessa – afferma in una nota Ivano Cauli, neo amministratore delegato di Pitti Immagine – per le grandi trasformazioni che stanno interessando i consumi, le modalità di acquisto, la distribuzione e di conseguenza tutto il sistema produttivo. A partire da questa consapevolezza la nostra risposta è disegnare un salone basato sulla concretezza e sull’ascolto degli operatori, con una particolare attenzione a una moda di ricerca, a misura di bambini nel design, nelle pratiche sostenibili e nei contenuti di comunicazione  Grazie anche a un’intensa attività di networking, sia in Italia sia all’estero, che abbiamo avviato da diverse stagioni, stiamo dando seguito a richieste precise che arrivano dai brand e dai buyer: il mercato ci chiede un approccio operativo, e noi stiamo trasformando queste necessità in servizi e opportunità di business, che si riflettono sia nel format di Pitti Bimbo – sempre più interattivo – sia nella serie di strumenti di contatto e networking che mettiamo a disposizione nei giorni della manifestazione. Pitti Bimbo è la manifestazione di riferimento per l’industria italiana della moda bambino e uno degli appuntamenti irrinunciabili sulla scena internazionale: confidiamo che essere al servizio del mercato rappresenti una spinta verso una concreta e diffusa ripresa del settore”.

La sezione ‘100% Bambino’ include le collezioni dei grandi nomi e i brand di riferimento tra cui Crocs, Flower Mountain for Naturino, Miss Grant, Naturino, Roy Rogers, Sarabanda e U.S. Polo Assn. L’area ‘The new edit’, alla sua seconda edizione, è lo spazio di ricerca sul contemporary di Pitti Bimbo con label quali Mini Rodini, Tangerine e The Family Weekend. ‘The cabina’ è la novità di questa edizione, incentrata sul debutto dei nuovi brand to watch. ‘The family circle’ conferma la partnership con la piattaforma di Amburgo fondata da Nadine Jung che ridefinisce l’esperienza degli eventi per famiglie.

Piazza Pirouette tornerà in Fortezza da Basso con uno spazio espositivo, frutto della curatela di Katie Kendrick di Pirouette, progettato per favorire l’incontro fluido tra i brand più originali del panorama kids e i top buyer internazionali.  Il percorso culminerà con una sfilata mercoledì 24 giugno dinamica dedicata ai capi primavere/estate 2027. Sarà allestita anche la passerella collettiva ‘Splash!’, multi-brand show in calendario giovedì 25 giugno, pensata da Pitti Immagine per interpretare il tema The Pitti Pool.

In occasione di Pitti Immagine Bimbo Miniconf festeggerà i 15 anni del brand Ido mentre Sticky Lemon soffierò sulle prime dieci candeline. Tornerò ‘Shop Survivor’, il più importante percorso in Italia dedicato alla crescita del retail ideato da Massimiliano Alvisi. All’interno della Fortezza da Basso, il workshop offrirà ai buyer e ai professionisti del settore strumenti concreti per affrontare le sfide del mercato contemporaneo.

Pitti Bimbo lancia un nuovo format di ‘Speed date’, un acceleratore di business progettato per connettere brand, buyer e media. La fiera punta anche sui contenuti digitali con un progetto di styling d’eccezione dedicato alle anticipazioni dell’autunno/inverno 2026. Protagoniste le stylist e content creators Maria Montane e Charlotte Kewley, chiamate a curare una serie di look. Debutta inoltre ‘The brand clinic’ un progetto nato per potenziare l’identità e la visibilità dei brand in un mercato sempre più competitivo, guidato da Grethel Signamarcheix, fondatrice di Design Hunger.
Nasce anche Café Delajoie, un’oasi ispirata ai caffè francesi e all’eleganza di Parigi. Più che un caffè, è un hub creativo ideato dal duo Delajoie come punto d’incontro per buyer, brand e press. Tra arredi di design e la presentazione d’autore di un’esclusiva selezione di brand francesi, lo spazio offre un’esperienza fluida che unisce business e piacere. Un luogo gioioso e sofisticato dove connettersi, lavorare e lasciarsi ispirare dal ritmo e dall’energia della joie de vivre francese.

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Redazione Redazione Eventi e News