Francia e Regno Unito confermano l’invio di truppe in Ucraina dopo il cessate il fuoco

A Parigi, l’Ucraina e una trentina di paesi alleati hanno messo sul tavolo l’accordo più avanzato finora sulle garanzie di sicurezza per Kyjiv, da attivare se verrà raggiunto un cessate il fuoco con la Russia. Al termine del vertice della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, Francia e Regno Unito hanno firmato con l’Ucraina una dichiarazione d’intenti che prevede la possibilità di schierare forze militari europee sul territorio ucraino dopo un accordo di pace. Gli Stati Uniti, pur senza firmare il testo, hanno sostenuto il piano e si sono detti pronti a guidare il monitoraggio di una futura tregua. Il vertice, ospitato all’Eliseo, è stato il primo incontro della coalizione con una partecipazione diretta di alto livello da parte americana, rappresentata dagli inviati speciali di Donald Trump, Steve Witkoff e il genero del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner.
I leader hanno chiarito che le misure discusse entrerebbero in vigore solo dopo un cessate il fuoco credibile e verificato. La linea condivisa è che sicurezza e sovranità dell’Ucraina debbano far parte integrante di qualsiasi accordo di pace. I paesi coinvolti si sono detti pronti ad assumere impegni politici e giuridici vincolanti, nei limiti delle rispettive leggi nazionali, partendo dal principio che la capacità di difesa ucraina resti il principale strumento di deterrenza contro nuove aggressioni russe.
Uno dei punti centrali riguarda il controllo di un eventuale cessate il fuoco. Il piano prevede un sistema di monitoraggio guidato dagli Stati Uniti, con il contributo di paesi europei e di altri partner. La sorveglianza sarebbe continua e basata anche su strumenti tecnologici, affiancata da una commissione incaricata di esaminare le violazioni, attribuirne la responsabilità e indicare le risposte. Regno Unito e Francia hanno già confermato la loro partecipazione a questo meccanismo.
Un altro capitolo riguarda il sostegno di lungo periodo all’esercito ucraino. La coalizione ha confermato l’intenzione di proseguire con aiuti militari e forniture di armamenti attraverso programmi pluriennali, includendo il finanziamento per l’acquisto di armi, il sostegno al bilancio statale ucraino per le spese delle forze armate, l’accesso a depositi di difesa per rinforzi rapidi e l’assistenza tecnica per la costruzione di difese e fortificazioni.
Il passaggio più sensibile riguarda la possibile creazione di una forza multinazionale europea da dispiegare in Ucraina dopo il cessate il fuoco. Emmanuel Macron ha parlato della possibilità di schierare alcune migliaia di soldati francesi, precisando che si tratterebbe di una presenza di rassicurazione e non di forze da combattimento, lontana dalla linea del fronte.
I leader hanno inoltre discusso impegni vincolanti per sostenere l’Ucraina in caso di una futura aggressione russa. Secondo il testo finale, questi impegni potrebbero includere aiuti militari, supporto logistico e di intelligence, iniziative diplomatiche e nuove sanzioni. Molti aspetti restano da definire e, in diversi paesi, qualsiasi decisione dovrà passare dai parlamenti nazionali.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito il vertice «un grande passo avanti», sottolineando che sono stati formalizzati impegni concreti. Ha però chiarito che per Kyjiv il risultato sarà sufficiente solo se porterà davvero alla fine della guerra, indicando la questione territoriale come il nodo ancora irrisolto e più difficile del negoziato.
Anche i leader europei hanno mantenuto toni prudenti. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha parlato di progressi significativi, ricordando però che la fase più complessa è ancora davanti e che gli attacchi russi contro città e infrastrutture ucraine continuano. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto che la Germania potrebbe contribuire al monitoraggio di un cessate il fuoco con forze basate in un paese Nato vicino all’Ucraina e solo dopo un voto del Bundestag. Altri governi, come quello italiano, hanno ribadito che non invieranno truppe sul terreno, pur confermando il sostegno a Kyjiv.
Witkoff ha assicurato che Trump «sostiene fortemente» i protocolli di sicurezza discussi a Parigi, ma gli Stati Uniti non hanno firmato la dichiarazione finale e alcune formulazioni che prevedevano un impegno operativo più esplicito di Washington sono state attenuate.
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