Incidente del tram a Milano, accertamenti su scatola nera e blitz in ATM: sequestrate le comunicazioni con la centrale operativa

Mar 3, 2026 - 05:30
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Incidente del tram a Milano, accertamenti su scatola nera e blitz in ATM: sequestrate le comunicazioni con la centrale operativa

Un malore, come aveva riferito già qualche ora dopo l’incidente il macchinista, o altro? Ma soprattutto, perché i sistemi di sicurezza non hanno funzionato? È il punto chiave dell’inchiesta della Procura di Milano sul deragliamento del tram che venerdì 27 febbraio, uscendo dai binari tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, ha provocato la morte di due passeggeri e il ferimento di altre 54 persone.

Al momento il conducente del mezzo dell’ATM, rimasto ferito ma non in gravi condizioni (ha subito un trauma cranico ed è stato dimesso con prognosi di dieci giorni), è indagato per disastro ferroviario colposo. Le indagini della Procura dovranno esaminare i dati della scatola nera del tram per capire se vi sia stato un malfunzionamento nei sistemi di sicurezza.

Come mostra in maniera piuttosto evidente il video dell’incidente ripreso da un taxi, il sistema di sicurezza del tram non sembra essersi attivato per bloccare il mezzo quando era ormai privo di controllo: il tram non pare rallentare prima di sbandare in curva e finire la sua corsa contro un edificio all’angolo tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto.

Le altre verifiche sono sulla versione riferita agli inquirenti dal conducente del tram, un conducente esperto che lavora in ATM da quasi 35 anni. Stando alle informazioni filtrate in questi giorni, l’uomo (di cui non è stata resa nota l’identità) era in servizio da circa un‘ora ed ha raccontato di aver avuto un mancamento. All’inizio del turno, ha spiegato, aveva preso una botta al piede sinistro che gli aveva provocato alcuni forti dolori alla gamba che si erano intensificati nell’ora successiva. I test per rilevare la presenza di alcol o sostanze stupefacenti nel sangue, obbligatori in casi come questo, sono risultati negativi. Gli inquirenti hanno disposto il sequestro dello smartphone, fondamentale per capire se il conducente fosse al cellulare al momento del deragliamento, mentre nei prossimi giorni verrà interrogato.

Quel che è emerso in questa prima fase delle indagini è che l’autista del tram aveva saltato una fermata poche centinaia di metri prima del luogo dell’impatto, circostanza che potrebbe dimostrare l’ipotesi del malore.

Al vaglio c’è poi la questione legata ai sistemi di sicurezza del tram, un Tramlink di ultima generazione entrato in servizio a Milano da poche settimane. Si tratta di mezzi dotati di tecnologie in grado di intervenire per evitare le collisioni frenando quando il conducente perde il controllo del mezzo. Per questo l’analisi dei dati registrati dalla scatola nera del mezzo sarà fondamentale per chiarire questo aspetto, ovvero se e quando i sistemi di sicurezza siano entrati in funzione.

Questa mattina sono scattate perquisizioni nella sede di ATM in via Monte Rosa a Milano, con gli agenti della polizia locale che si sono presentati negli uffici dell’azienda di trasporti per eseguire un decreto di sequestro: nel mirino la documentazione relativa al tram, ai binari e alle comunicazioni avvenute quel pomeriggio tra il mezzo e la centrale operativa.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia