La Commissione UE si prepara agli effetti della guerra di USA e Israele all’Iran: focus su sicurezza ed energia
Bruxelles – La Commissione europea mette a fuoco i potenziali effetti a cascata della guerra lanciata dai suoi alleati, Stati Uniti e Israele, all’Iran. Ursula von der Leyen ha convocato oggi (2 marzo) i suoi commissari, in modalità ‘Collegio per la sicurezza’: l’esecutivo UE ha partorito una linea d’azione, che sarà guidata da “due priorità: “Sostenere gli Stati membri e proteggere i cittadini dell’UE dalle conseguenze negative degli eventi in corso”.
In una nota diffusa a margine della riunione, Bruxelles elenca gli scenari da tenere d’occhio e definisce un quadro di risposta. Prima di tutto la Commissione “sta intensificando il sostegno agli sforzi di evacuazione e rimpatrio degli Stati membri, anche attraverso il meccanismo di protezione civile dell’UE e il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze, in stretta collaborazione con le delegazioni dell’UE”.
Osservato speciale lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso, da cui transita una buona fetta del commercio mondiale (e il 20 per cento dell’offerta globale di petrolio) e in cui opera già la missione dell’UE ASPIDES, con il compito di proteggere le rotte delle navi europee dagli attacchi dei proxy iraniani, in primis gli Houthi nello Yemen. La Commissione “sta rafforzando il monitoraggio e intensificando il coordinamento con le compagnie aeree, le compagnie di navigazione e le autorità nazionali”.
Con il prezzo del petrolio già schizzato alle stelle, von der Leyen ha convocato già per questa settimana “una task force sull’energia con gli Stati membri, in collaborazione con l’Agenzia internazionale per l’Energia”. Sul fronte sicurezza interna, la Commissione “mantiene un’elevata vigilanza e una stretta cooperazione con Europol (l’ufficio europeo di polizia, ndr) e gli Stati membri in merito ai potenziali rischi”. Bruxelles si prepara anche a chiudere le porte di fronte a un potenziale aumento di arrivi persone migranti, attraverso un “monitoraggio più attento delle tendenze e una cooperazione rafforzata con le agenzie delle Nazioni Unite competenti e i Paesi partner”.
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