La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 23 marzo
La notizia principale di oggi in apertura sui quotidiani è quella relativa al referendum sulla Giustizia (per il quale si voterà ancora oggi fino alle 15) e al dato sull’affluenza in chiusura del voto di ieri superiore alle aspettative. “Referendum, affluenza record”, è l’apertura del Corriere della Sera. “Referendum, affluenza boom: 46%”, titola invece La Stampa. “La Costituzione è appesa a un filo”, è la prima pagina del Fatto Quotidiano.
La rassegna stampa di oggi:
“Referendum, sorpresa affluenza” (La Repubblica).
“Referendum, affluenza record” (Il Corriere della Sera).
“Abbiamo uno stretto alla gola”, di Ferruccio de Bortoli: “Abbiamo uno Stretto alla gola ed era facile, facilissimo prevederlo. La chiusura dello Stretto di Hormuz (qualche nave di Paesi alleati con l’Iran passa lo stesso) insegna che l’imponderabile domina anche il più tecnologico dei conflitti. E che i danni collaterali, tra cui sono amministrativamente annoverate le vite umane, non sono mai quantificabili in anticipo. Anche se vi è la presunzione di poterlo fare. Ed è questo forse il peccato più grave. La consapevolezza di disporre delle armi più sofisticate alimenta la superbia di chi afferma (il segretario alla ex Difesa, Pete Hegseth) di essere in guerra per conto di Dio”.
“Referendum, affluenza boom: 46%” (La Stampa).
“Crisi nel Golfo, scambi a rischio per 32,3 miliardi” (Il Sole 24 Ore).
“Referendum, affluenza record” (Il Messaggero).
“Non bastano piccoli passi avanti”, di Angelo De Mattia: “Non si può ancora dire compiutamente, a proposito dell’Unione, dopo il Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, ” Eppur si muove”. Certo, un passo avanti è stato fatto riconoscendo la necessità, per fronteggiare gli inizi di uno shock energetico, con misure temporanee, mirate, proporzionate. Tuttavia, anche per le divisioni interne all’Unione e per una valutazione della crisi che sarebbe solo agli inizi, è stata varata un nuova modalità di interventi. Non un piano europeo, come per esempio si decise in larga parte per l’emergenza Covid, né esclusivamente piani nazionali, ma una costruzione di questi ultimi in cooperazione con la Commissione Ue. Dominano la preoccupazione di un’estensione del ricorso agli “aiuti di Stato”, ma anche la tesi secondo cui ci troveremmo ancora in una condizione incognita, quanto agli sviluppi della crisi”.
“Si può fare” (Il Giornale).
“La Costituzione è appesa a un filo” (Il Fatto Quotidiano).
“Ultima chiamata”, di Marco Travaglio: “Il boom dell’affluenza fa saltare tutti i sondaggi e ne dimostra ancora una volta i limiti. Non tanto per colpa dei sondaggisti, fra i quali ci sono anche (rari) studiosi seri. Quanto perché, se il governo mente spudoratamente e conquista consensi sulle sue balle, gli elettori si adeguano e ingannano chi li interpella…”.
“50 magistrati per il sì. Ora possiamo dirlo noi” (La Verità).
“Il referendum è al cardiopalma. Affluenza record alle urne” (Domani).
“Oggi o mai più” (Libero).
“La corsa ai seggi e il traguardo della legislatura”, di Mario Sechi: “Partiamo dall’unico elemento certo, l’affluenza alta. Questo dato non era previsto né dai sondaggisti né dagli analisti à la page di cui non si ricorda una sola previsione, tranne quelle sbagliate. Il flop è perfettamente in linea con il verbo dei presunti colti che parlano da decenni di un disinteresse degli italiani per la politica, una colossale balla che serve a giustificare i loro fallimenti ideologici. A questo punto, resta da vedere il dato finale dell’affluenza e misurare l’effetto di trascinamento sul Sì e sul No”.
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