Mps presenta il piano al 2030: utile netto a 3,7 miliardi, sinergie per 700 milioni con Mediobanca

Febbraio 28, 2026 - 10:00
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Mps presenta il piano al 2030: utile netto a 3,7 miliardi, sinergie per 700 milioni con Mediobanca

Banca Monte dei Paschi di Siena punta a 3,7 miliardi di utile netto rettificato al 2030 e 16 miliardi di dividendi. È quanto emerge dalla presentazione del piano industriale 2026-2030, che segna un deciso cambio di passo nel posizionamento strategico e nella struttura del gruppo, facendo leva sull’integrazione con Mediobanca, con l’obiettivo di creare un unico gruppo bancario integrato, terzo player nel mercato italiano, con un portafoglio diversificato di business al servizio di oltre 7 milioni di clienti. Il piano di integrazione con Mediobanca, che permette di realizzare “appieno il potenziale di sinergie pari a 700 milioni di euro”, prevede un approccio graduale, con il completamento della fusione e dei principali passaggi societari e di governance atteso entro la fine del 2026, seguito dalla piena realizzazione del modello operativo e IT target. La tecnologia e la trasformazione digitale rappresentano un ulteriore pilastro fondamentale del piano: il gruppo ha definito un’agenda digitale e di intelligenza artificiale unificata, con investimenti IT pari a circa un miliardo di euro nel periodo 2026-2030, finalizzati a modernizzare, mettere in sicurezza e scalare le piattaforme e le operazioni del gruppo. Il Consiglio di amministrazione e il Comitato per le parti correlate proseguiranno le rispettive attività istruttorie che si prevede possano concludersi il giorno 10 marzo 2026.

L’attività di Principal Investing di Banca Monte dei Paschi di Siena assicura una generazione di utili diversificata e non correlata, includendo la partecipazione strategica in Assicurazioni Generali: la divisione contribuisce per circa l’8 per cento ai ricavi del gruppo. L’elevato buffer di capitale (circa tre miliardi di euro) consente ampia flessibilità strategica per valutare nuove opportunità sia di crescita che di remunerazione agli azionisti. “Con chiarezza strategica, disciplina nell’esecuzione e una solida posizione patrimoniale, siamo pronti per una nuova fase di creazione di valore, facendo leva su radici profonde e guardando a nuove ambiziose frontiere”, ha dichiarato l’Amministratore delegato Luigi Lovaglio. “Il nuovo piano industriale rappresenta la naturale evoluzione del percorso di trasformazione realizzato con successo negli ultimi anni. Abbiamo disegnato una struttura di gruppo chiara ed efficace, in grado di valorizzare pienamente le piattaforme di Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca per migliorare l’esperienza dei clienti su tutti i canali. Stiamo costruendo un gruppo bancario solido, diversificato e profittevole, capace di generare una crescita sostenibile e rendimenti molto attraenti per tutti i nostri azionisti”, ha sottolineato Lovaglio, che ha aggiunto: “Insieme, Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca rafforzano l’eccellenza della tradizione bancaria italiana, combinando la solida rete commerciale di Mps con la cultura di advisory altamente riconosciuta di Mediobanca, il cui brand e le cui competenze vengono preservati come pilastro fondamentale del nostro gruppo”.

“Oggi presentiamo un gruppo unico fondato su radici profonde e proiettato verso nuove frontiere. Due marchi iconici, un futuro. Ciò che abbiamo costruito resisterà alla prova del tempo”, ha affermato l’Ad di Mps, nel corso della conference call di presentazione del piano. Il capitale in eccesso di 3 miliardi di euro “ci garantisce flessibilità strategica e una potenza di fuoco per gli azionisti che poche banche in Europa possono eguagliare”, ha evidenziato Lovaglio, che ha annunciato: “L’anticipo sul dividendo è una possibilità che stiamo considerando”. Nel piano industriale “non abbiamo previsto nulla di più al di là di mantenere” la partnership con Axa. “La joint venture dovrebbe scadere il prossimo anno e questo è uno degli aspetti che stiamo analizzando, comunque da queste cose ci aspettiamo solo un upside”, ha spiegato. Per l’applicazione del Compromesso danese “abbiamo già avviato i colloqui con la Banca centrale europea, vedremo che altro rimane da discutere con loro. Per il momento non abbiamo previsto a piano il potenziale vantaggio che deriverà dal Compromesso danese che si attesta a circa 15 punti base. È difficile anticipare qualcosa adesso, tuttavia siamo pressoché certi che il dialogo con la Bce porterà a risultati positivi”, ha osservato l’Ad di Mps, che ha concluso: “La quota di Generali dovrà rimanere in Mediobanca perché hanno il know-how per gestire quella quota, quindi secondo noi va bene lasciarla lì”.

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