Nella corsa per il peggiore in campo, Nkamhoua la spunta su tanti concorrenti

STEWART 5 – Nel bivio tra il -30 e il -40, Carlos è quello che indirizza la squadra verso la prima opzione, un filo meno dolorosa. Nella ripresa prova almeno a giocare a basket, a fare canestro, ad attaccare l’area: chiude con i 22 punti meno decisivi del campionato ma, per l’appunto, è vivo a differenza dei fantasmi che gli circolano attorno.
ALVITI 4 – Meno 34 di plus-minus, cinque soli punti arrivati negli ultimi scampoli di partita che, quasi, fanno risaltare il nulla precedente. Qualcosina-ina-ina a rimbalzo (ne prende sei) ma latita totalmente nella parte iniziale della gara.
MOORE 4 – Tabellino alla mano meriterebbe qualcosina in più, almeno per i 12 rimbalzi che a occhio nudo ci erano sfuggiti. Però Tazé, come Alviti e Nkamhoua (e ovviamente Iroegbu) è uno dei leader di questa squadra e non può nascondersi come ha fatto troppo spesso a Napoli, dove ha creato un paio di lampi e poi si è appiattito come tutti gli altri. Accontentandosi spesso di tirare da fuori senza mira e annullando con 5 palle perse le poche cose buone messe insieme.
VILLA / LADURNER S.V. – Perché non lasciarli in campo qualche minuto in più, a sciogliere i muscoli e fare esperienza? Mistero.
ASSUI 4 – Dodici minuti in campo senza lasciare traccia. Sbaglia anche lui una tripla, ma non è tanto per l’errore in sé: è che anche Elisee si accontenta di un tiretto al posto di prendere la rincorsa e andare fino in fondo, con quel fisico che si ritrova. Il suo volto, inquadrato un paio di volte in TV, è quello di tutta la squadra. Occhi bassi e sgranati a osservare lo scempio.
NKAMHOUA 4 (IL PEGGIORE) – Per le nostre pagelle ci siamo dati una regola: andiamo sotto al 4 solo in caso di gente che sciopera o “gioca contro” e non è questo il caso. Quindi Olli, come altri, si becca un sonoro 4 in pagella e la palma del peggiore in campo, perché non ha solo fatto malissimo ma si è anche incaponito nell’errore nel terzo periodo. Meno 4 di valutazione, come la minima da Helsinki. Perseverare è diabolico.
IROEGBU 5 – Con Renfro è l’unico ad avere un micro impatto decente sulla partita, anche se si ferma abbastanza subito. Idem nella ripresa quando prova a salvare il salvabile, ma la sua piccola impennata è cancellata dagli orrori di Nkamhoua. Come Stewart, fa bottino, cosa che serve più a lui che alla squadra ma tant’è. Pütost che nagott, l’è mej pütost, come dicono dalle sue parti.
LIBRIZZI 4 – I nostri voti non sono certo un dato scientifico, una di quelle advanced stats che tanto piacciono alla società e al basket moderno. Però, spulciandole, salta fuori che Librizzi non prende una sufficienza dal derby di Milano (allora fu un bel 7) e l’elenco, al netto dell’infortunio alla caviglia, continua ad allungarsi. Il suo errore da sotto nel secondo quarto è una delle fotografie più impietose di questa gita balorda in Campania.
RENFRO 5 – Cinque punti, 4 rimbalzi, un assist, 2 stoppate, le solite fatiche in lunetta ma – insomma – il pivot è forse il meno colpevole della pantomima biancorossa al PalaBarbuto. Se il resto non funziona, lui è l’ultimo a cui rivolgersi, perché comunque non si può mettere in proprio in attacco e perchè in difesa è tra i meno peggio viste le voragini che si trova a fronteggiare. Detto questo, il 5 va più che bene per la sua pagella.
FREEMAN 4,5 – Mette altri chilometri nel suo rodaggio perpetuo. Quando la partita conta non fa certo meglio dei compagni di reparto, visto che colleziona diversi ferri dall’arco. Quando ormai non conta più nulla, scalda la mano e infila qualche bella conclusione: speriamo serva come riscaldamento per sabato prossimo.
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