Nike chiude con Rtfkt: ceduto (in sordina) a dicembre il brand di sneakers virtuali
Nike chiude definitivamente il capitolo dei prodotti digitali per concentrarsi sul business dello sport. Dopo aver chiuso un anno fa, nel dicembre del 2024, il progetto Rtfkt (la cui pronuncia è Artifact’), marchio di sneakers virtuali che aveva acquisito nel 2021 durante il boom delle criptovalute, ora sono arrivati rumors sulla vendita di questa filiale digitale. Secondo la testata americana The Oregonian, che per prima ha diffuso la notizia, la cessione sarebbe avvenuta il 16 dicembre ma i termini dell’operazione, incluso il nome dell’acquirente, non sono stati annunciati. Tuttavia, in una nota riportata da The Oregonian, il colosso di Beaverton avrebbe dichiarato che la vendita ha inaugurato “un nuovo capitolo per l’azienda e la comunità”. E ancora: “Nike continua a investire nella fornitura di prodotti ed esperienze innovative in ambienti fisici, digitali e virtuali”, ha affermato nella dichiarazione.
Uno statement importante perché si inserisce nella strategia del CEO Elliott Hill improntata su una maggiore attenzione sullo sport e sul segmento wholesale, in particolare con player come Dick’s Sporting Goods e Foot Locker. I numeri non sono ancora dalla parte del nuovo CEO, dato che nel secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2026 (chiuso al 30 novembre 2025) il gruppo ha finalmente stabilizzato i conti registrando nel secondo trimestre ricavi per 12,4 miliardi di dollari (pari a circa 11,4 miliardi di euro) in crescita dell’1% su base riportata sullo stesso periodo dell’anno precedente. Ma il management è fiducioso tanto che, in occasione della presentazione dei dati, ha dichiarato che “Nike è a metà del proprio percorso di ritorno”.
Di certo, in questo percorso di rilancio a tutto tondo, il segmento dei prodotti digitali era ormai considerato un asset di cui liberarsi. Rtfkt era stata acquisita da Nike nel 2021 sotto la guida dell’allora CEO John Donahoe, che si concentrava maggiormente sulle vendite dirette e digitali.
Ma non sarebbe l’unico business in bilico. In una nota ai clienti, Laurent Vasilescu, analista senior di Bnp Paribas Equity Research, ha avvertito che il futuro di Converse è “più precario” di quanto possa sembrare, ipotizzando che la vendita del marchio possa essere all’orizzonte, a causa dei dati negativi. Converse ha visto i ricavi diminuire del 30% nell’ultimo trimestre, mentre l’altro marchio di casa, Nike, è cresciuto dell′1 per cento. A dicembre, il CEO Elliott Hill ha dichiarato che la ripresa di Converse avrebbe richiesto più tempo di quella di Nike. E forse questo potrebbe pesare sulla sorte del brand.
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