Omicidio Rogoredo, la lettera di Cinturrino: “Mansouri doveva essere in prigione e non morto, pagherò per il mio errore”

Febbraio 28, 2026 - 15:30
 0
Omicidio Rogoredo, la lettera di Cinturrino: “Mansouri doveva essere in prigione e non morto, pagherò per il mio errore”

Chiede scusa alla famiglia ma ricorda come il ragazzo dovesse essere in carcere: e invece è morto, Abderrahim Mansouri, freddato nel famigerato boschetto di Rogoredo, a Milano, dai colpi esplosi dall’assistente capo della Polizia di Stato Carmelo Cinturino, accusato di omicidio volontario in un caso clamoroso e rabbrividente per la dinamica che chi indaga sta provando a ricostruire con esattezza. Chiede scusa Cinturrino ma la famiglia della vittima respinge la lettera dell’agente. “Gli errori si commettono a scuola, ammazzare una persona e dopo creare una messa in scena non è un errore, è qualcosa di orribile”. Al Giornale il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi prova a mettere una pezza alle frettolose e grossolane dichiarazioni di esponenti del governo sul caso e a proteggere la Polizia: “Un quadro doloroso, soprattutto per chi serve lo Stato ogni giorno, ma che non può intaccare una lunga storia di dedizione, disciplina e servizio”.

Cinturrino è stato in servizio fino a lunedì scorso, è stato detenuto nel carcere di San Vittore. “Quel ragazzo doveva essere in prigione e non morto. Mi dispiace per la sua famiglia. Sono triste e pentito per ciò che ho fatto, ma mi sono sentito disperato”, ha scritto scritta in stampatello nella missiva consegnata al suo legame difensore Piero Porciani. Il poliziotto ha aggiunto di “essere stato sempre onesto e servitore dello Stato” e ha concluso chiedendo di nuovo scusa. “Perdonatemi, pagherò per il mio errore“.

“Se ha un briciolo di coscienza, confessi tutto il male che ha commesso in questi anni, lui con i suoi compari. Gli errori si commettono a scuola, ammazzare una persona e dopo creare una messa in scena non è un errore, è qualcosa di orribile. Soprattutto se non seguito da una reale confessione sull’intera vicenda. Soprattutto sul ruolo che hanno rivestito i complici“, le parole della famiglia di Mansouri attraverso gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli. “Se quanto emerge dovesse trovare conferma, crediamo che il sig. Cinturrino avrebbe dovuto essere arrestato molto tempo fa e non solo per l’omicidio di Abderrahim”.

Alcuni colleghi del poliziotto arrestato sono stati trasferiti. Il Capo della Polizia Vittorio Pisani ha ribadito ieri, in una visita in Questura, l’intenzione di voler procedere velocemente. Quattro agenti, indagati nell’ambito dell’inchiesta, sono stati trasferiti a incarichi non operativi in sedi diverse dal Commissariato in cui prestavano servizio. Alcuni sono indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso. Hanno anche denunciato i metodi intimidatori del collega in operazioni antidroga.

Gli investigatori della Squadra Mobile proseguono nelle escussioni di testi e si moltiplicano nell’ambiente commenti e racconti sulle condotte dell’assistente capo arrestato, anche alcune di queste saranno verificate dalle indagini. Si stanno convocando moltissimi testimoni ed è stata annunciata un’ispezione da parte dei vertici della Polizia. Già la prossima settimana potrebbe tenersi il primo consiglio di disciplina per Cinturrino. L’inchiesta del pm Giovanni Tarzia e del procuratore Marcello Viola si sta allargando. Il commissariato Mecenate è sotto stretta osservazione da parte di chi indaga.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia