Recensione Xiaomi 17 Ultra: zoom fluido, batteria capiente e design rifinito
Nella confezione di Xiaomi 17 Ultra troviamo la cover trasparente rigida e un cavo USB-A/USB-C. Una dotazione abbastanza standard e che non lascia particolari sorprese. Purtroppo quest'anno non sarà disponibile per l'acquisto il camera kit nel nostro paese.
Dal punto di vista costruttivo questo Xiaomi 17 Ultra è stato affinato, andando a smussare leggermente lo spessore e le forme affinché l'utilizzo quotidiano fosse più agevole considerando comunque delle dimensioni generose. Lo spessore è di 8,5 millimetri e il peso è di 230 grammi. Non proprio uno smartphone per tutte le tasche. Il blocco fotografico circolare è poi ancora una volta ingombrante, ma sicuramente iconico. Ottima la qualità costruttiva: il click dei tasti è ottimo e i tasti del volume hanno una caratteristica forma circolare. Dettaglio apprezzato anche la griglia zigrinata attorno al blocco fotografico, come anche gli angoli più stondati, che vanno un po' ad allinearsi alle linee di iPhone 17 Pro Max.
Molto bella la colorazione verde, anche se non abbiamo apprezzato troppo l'effetto puntinato di questo gradiente. Lo smartphone gode poi della certificazione IP69 contro polvere, acqua e anche acqua ad alta pressione o alta/bassa temperatura.
La scheda tecnica di questo smartphone è ovviamente quella di uno smartphone premium. In prima linea troviamo il processore Snapdragon 8 Elite Gen 5 octa core a 3 nanometri e la GPU Adreno 840. Il taglio di memoria è unico e non "bada a spese". Abbiamo ben 16 GB di RAM e 512 GB di memoria interna in tecnologia UFS 4.1. Le prestazioni sono ottime e rispetto ad altri concorrenti il throttling è più limitato, seppur ovviamente non totalmente assente.
La connettività è molto completa: Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4, 5G ed emettitore ad infrarossi. Abbiamo poi il supporto eSIM e l'uscita video tramite USB-C 3.2 Gen 2. Manca solo la connettività ultrawideband. Molto buono l'audio stereo offerto dagli speaker di questo dispositivo. Infine preciso ed estremamente veloce il lettore di impronte digitali ultrasonico posizionato sotto al display.
Il kit fotografico di questo smartphone è realizzato in collaborazione Leica ed è veramente interessante. Purtroppo rispetto al modello dello scorso anno perdiamo una lente zoom, ma come vedremo l'azienda ha messo sul piatto una soluzione estremamente interessante.
Il sensore principale è una 50 megapixel da un pollice con apertura ƒ/1.7, supportato poi da un'altra 50 megapixel ƒ/2.2 grandangolare. Infine la terza lente è quella zoom, che offre la risoluzione di 200 megapixel e soprattutto uno zoom variabile continuo fra 3,2 e 4,3x. La differenza di focale fra i due livelli di zoom è di fatto minima, ma comunque simile a quello che veniva offerto lo scorso anno con due sensori (3x e 4,3x). L'apertura è variabile fra ƒ/2.4 e ƒ/3.0 in base al livello di zoom. Il passaggio fra i vari livelli di zoom intermedio è molto fluido e questo si vede soprattutto nella registrazione video dove la qualità non degrada all'aumentare dello zoom. Infine abbiamo a supporto anche un laser autofocus.
La qualità degli scatti è veramente notevole. Insieme al già testato Vivo X300 Pro questo smartphone è indubbiamente il cameraphone del momento. Le immagini sono nitide in ogni condizione di luce e tutti i sensori offrono un bokeh naturale difficile da trovare altrove. La modalità ritratto è quasi inutile e al massimo si può usare la funzione che estremizza la sfocatura nella modalità automatica classica. I colori sono fedeli (anche quelli più difficili come il rosso intenso) e la nitidezza è eccezionale. Anche con poca luce o di notte la resa è ottima anche grazie ad un'eccellente gamma dinamica, che permette di mostrare nitidamente le luci più forti dei neon senza però compromettere la resa nelle parti scure dell'immagine. Buoni anche i selfie con la 50 megapixel, che regola automaticamente l'inquadratura in base a quante persone compaiono nella scena.
I video si possono girare in 8K o in 4K fino a 120 fps. Sono molto buoni ma non li definiremmo allo stesso livello delle foto. La nitidezza non sempre al meglio e la stabilizzazione, benché molto buona, non arriva al livello di alcuni altri concorrenti. Questo non vuol dire che faccia cattivi video, ma semplicemente che su questo fronte potrebbe ancora godere di qualche aggiornamento correttivo.
Lo schermo di questo smartphone è da 6,9 pollici ed è in tecnologia OLED. Si tratta di un pannello LTPO fino a 120 Hz e con un PWM dimming di 2.160 Hz, perfetto per chi soffre di affaticamento dall'utilizzo prolungato di uno smartphone in situazioni di poca luce. Lo schermo ha poi una luminosità di picco di 3.500 nit e una risoluzione di ben 1.200 x 2.608 pixel. Supporta ovviamente la riproduzione HDR e nel complesso è un eccellente pannello per la riproduzione di contenuti multimediali. È completamente piatto, supporta l'always-on display e c'è anche una pellicola preapplicata.
Xiaomi alza l'asticella degli aggiornamenti portando la sua promessa ora a 5 nuove versioni di Android e a 6 anni di aggiornamenti per le patch di sicurezza. Buono per uno smartphone premium, meglio anche dell'anno precedente, anche se leggermente inferiore al altri big del settore. Nel caso di Xiaomi 17 Ultra si parte da Android 16 personalizzato con la HyperOS 3.
Il sistema ha ancora tutte le caratteristiche che hanno reso popolare questa interfaccia, come il game turbo, la barra laterale, le app in finestra e molte opzioni di personalizzazioni, ancora più ricche nell'ultima versione soprattutto per quello che riguarda il blocco schermo. Rimangono poi valide le interazioni con la hyper island e come da tradizione degli ultimi anni abbiamo anche un discreto numero di funzionalità AI, come gli strumenti di scrittura, l'interprete, i sottotitoli AI automatici o il traduttore delle conversazioni. Anche la parte di modifica delle foto con AI è stato ampliato con strumenti più completi e anche più efficaci. È chiaro però come Xiaomi non faccia di queste funzionalità, comunque presenti, il fulcro del suo racconto. E anche questo nel 2026 è un fattore differenziante.
Ci sono anche dei nuovi widget molto graziosi e graficamente appaganti. Peccato per qualche pubblicità di troppo, per esempio nel meteo che si apre del relativo widget o nel game turbo. C'è anche qualche app preinstallata, ma niente di troppo clamoroso.
Cresce la batteria che arriva ora a ben 6.000 mAh, sempre grazie alla tecnologia al silicio carbonio. Questa batteria è quindi più capiente ma inserita in un corpo comunque più sottile rispetto al passato. L'autonomia non è da battery phone, forse anche perché lo smartphone non è restrittivo in termini di prestazioni, ma vi permetterà comunque sempre di concludere una giornata intera di lavoro intenso senza scaricarsi. Non avrete neanche bisogno di caricarlo tutte le notti visto che supporta la ricarica cablata a ben 90W e quella wireless a 50W.
Xiaomi 17 Ultra viene lanciato a 1.499€. La cifra è sicuramente inarrivabile per molti, ma bisogna riconoscere che nell'anno della crisi delle RAM e delle memorie quantomeno il prezzo non è salito (e neanche sono diminuite le memorie). Si può avere un extra sconto di 100€ se si fa trade-in di un vecchio telefono, oltre al valore stesso del telefono che si da in cambio.
Il sample per questa recensione è stato fornito da Xiaomi, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Qui trovate maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld.
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