Solo il 60% dei distributori ha abbassato i prezzi di benzina e diesel, l’11% li ha addirittura alzati

Mar 22, 2026 - 00:00
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Solo il 60% dei distributori ha abbassato i prezzi di benzina e diesel, l’11% li ha addirittura alzati

Il «decreto carburanti» varato dal governo per far fronte al caro energetico non ha dato i frutti sperati. Il problema, ora che sono più di 24 ore che è entrato in vigore, non è solo che scade tra non molti giorni, ma anche il fatto che il calo di 25 centesimi al litro promesso da Palazzo Chigi per benzina e diesel non si vede. Chi si è recato al distributore per fare rifornimento si è trovato di fronte a prezzi analoghi a quelli di due giorni fa, se non addirittura aumentati. Solo nella mattinata di ieri, quando la notizia del decreto compariva sulla maggior parte delle prime pagine dei giornali, gli automobilisti hanno notato una decina di centesimi in meno al litro, poi di nuovo oggi i prezzi sono tornati intorno ai 2 euro per il diesel (se non di più) e intorno a 1.90 per la benzina (questo, sulle strade urbane, perché poi sul tratto autostradale va anche peggio).

Lo stesso ministero delle Imprese e del made in Italy si è visto costretto a informare con una nota che diffusa questa mattina che solo il 60% degli impianti di distribuzione in Italia (12.107 punti vendita) ha ridotto i prezzi in seguito al taglio delle accise disposto dal Governo. Si legge inoltre nel testo pubblicato sul sito del dicastero guidato da Adolfo Urso che dalle ultime rilevazioni del Mimit emerge che l’11,4% degli impianti, «oltre a non aver ancora ridotto i prezzi al taglio delle accise, ha addirittura aumentato i prezzi esposti»: «Il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha già trasmesso alla Guardia di Finanza l’elenco di questi distributori, affinché vengano effettuati i necessari controlli ai sensi del nuovo regime speciale previsto dal decreto-legge approvato dal Governo».

«Tutte le principali compagnie petrolifere operanti nel Paese hanno adeguato i propri prezzi consigliati, con una riduzione di 24,4 centesimi di euro al litro, in linea con il provvedimento adottato in Consiglio dei ministri», dicono anche dal ministero delle Imprese, ma non è quello che hanno potuto appurare in queste ore gli automobilisti.

Molti distributori, interpellati sul mancato abbassamento dei prezzi, sostengono di non poter provvedere immediatamente allo sconto perché hanno le cisterne piene di carburante che è stato acquistato prima che il governo varasse il decreto, pagando quindi le accise previste sugli idrocarburi a prezzo pieno: ridurre di 25 centesimi il prezzo alla pompa significherebbe perdere quelle cifre sulle vendite. Una spiegazione che mal si concilia col fatto, sottolineato dalle associazioni di consumatori, che quando il prezzo del petrolio è salito i prezzi alla pompa sono aumentati immediatamente, anche se il carburante nelle cisterne era stato comprato prima che il prezzo del greggio schizzasse alle stelle.

Il Mimit ha annunciato nuove rilevazioni dei prezzi già per questo pomeriggio. Intanto, due dei 20 giorni previsti dal «decreto carburanti» per tenere sotto controllo i prezzi di benzina e gasolio sono andati.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia