Tagli NASA evitati allultimo: il Congresso salva la scienza spaziale
Dopo mesi di incertezza e preoccupazioni crescenti, la comunità scientifica statunitense può tirare un sospiro di sollievo. Il bilancio federale per il 2026 ridimensiona drasticamente l’ipotesi di un taglio pesante ai programmi scientifici della NASA, che solo pochi mesi fa sembrava inevitabile. La proposta iniziale della Casa Bianca prevedeva una riduzione vicina al 50% dei fondi destinati alla ricerca spaziale, uno scenario che avrebbe messo a rischio decine di missioni operative e progetti futuri.
Nel corso dell’estate, la situazione era apparsa particolarmente critica e diverse missioni scientifiche avevano ricevuto indicazioni preliminari per preparare piani di chiusura, alimentando timori concreti di uno smantellamento rapido di una parte rilevante del portafoglio NASA. A ribaltare il quadro è stato però l’intervento del United States Congress, che ha riaffermato il proprio ruolo centrale nelle decisioni di spesa federale.
Il compromesso raggiunto durante il processo di concertazione tra Camera e Senato fissa il budget complessivo dell’agenzia a circa 22,7 miliardi di euro, con una riduzione per la direzione scientifica limitata a circa l’1%, pari a poco più di 6,7 miliardi di euro. Un risultato giudicato sorprendentemente positivo da molti osservatori, soprattutto se confrontato con le prospettive di inizio estate. Casey Dreier, responsabile delle politiche spaziali della The Planetary Society, ha parlato apertamente di un esito migliore del previsto, sottolineando come ci sia ben poco da criticare nell’accordo finale.
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