Tram deragliato a Milano, identificata la seconda vittima dopo lo scambio di persona: l’inchiesta verso altri indagati

Mar 3, 2026 - 05:30
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Tram deragliato a Milano, identificata la seconda vittima dopo lo scambio di persona: l’inchiesta verso altri indagati

Un errore di identificazione clamoroso è stato compiuto nell’ambito dell’inchiesta del deragliamento del tram della linea 9 di Milano, che nel pomeriggio di venerdì 27 febbraio, uscendo dai binari tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, ha provocato la morte di due persone e il ferimento di altre 54 persone.

È stata la stessa Procura di Milano che indaga sulle cause dell’incidente a riferire stamani che Abdou Karim Touré, il 56enne senzatetto senegalese inizialmente inserito nella lista dei deceduti, è in realtà ancora vivo. L’uomo si trova attualmente ricoverato in codice rosso in ospedale, a causa delle ferite riportate nell’impatto di venerdì scorso.

Lo scambio di persona è emerso durante i rilievi sulle salme e le normali procedure di riconoscimento. La seconda vittima dell’incidente, l’altra è il 59enne italiano Ferdinando Favia, è stata ora identificata in Okon Johnson Lucky, un senzatetto di nazionalità nigeriana di 49 anni.

Quanto alle indagini, al momento le indagini coordinate dal pm Elisa Calanducci, dalla procuratrice aggiunta Alessandra Dolci e dal procuratore Marcello Viola, ipotizzano l’omicidio e le lesioni colpose e il disastro ferroviario: per questi reati è indagato il tranviere alla guida del mezzo, che dopo l’incidente aveva riferito di aver avvertito un malore alla guida del tram.

Ma nel proseguo dell’inchiesta andranno esaminate le conversazioni tra conducente e centrale dell’ATM acquisite stamane dagli agenti della polizia locale che si sono presentati negli uffici dell’azienda di trasporti per eseguire un decreto di sequestro, oltre ai vari filmati audio-video delle telecamere interne al tram di ultima generazione Tramlink, la scatola nera e le immagini scaricate dalle telecamere esterne. Il tutto per capire, come riferisce l’Ansa, il motivo per cui non è entrato in funzione il sistema frenante di sicurezza “a uomo morto”, perché la velocità a cui il Tramlink andava era sostenuta, anche se al di sotto dei 50 chilometri all’ora, e non è “scattato” lo scambio.

Quanto all’imputazione per il tranviere, i reati vengono contestati come si legge nel decreto di sequestro eseguito dalla polizia locale anche con l’ipotesi del “concorso anomalo”, previsto dall’articolo 116 del codice di procedura penale. Il tutto fa presumere che altre persone saranno iscritte nel registro degli indagati, anche per tutti gli accertamenti tecnici necessari, come le consulenze sulla scatola nera e quella cinematica sulla ricostruzione della velocità e della dinamica.

Entrando nel dettaglio, nell’imputazione nei confronti del conducente del tram si legge che il dipendente di ATM avrebbe omesso “di regolare adeguatamente la velocità del mezzo” e non si sarebbe accorto che “lo scambio ferroviario” era “azionato in direzione ‘sinistra’” e non avrebbe attivato la “direzione ‘diritto'”. E quindi “svoltava a sinistra a velocità talmente elevata da determinare il deragliamento della vettura” e “cagionando un disastro ferroviario”.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia