Uccidere i leader: un’idea pericolosa

Mar 1, 2026 - 21:00
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Uccidere i leader: un’idea pericolosa

Khamenei era un dittatore sanguinario. Su questo non c’è alcun dubbio. Che meritasse di essere strappato dal potere e processato è fuori di ogni dubbio. Personalmente sono contrario alla pena di morte, dunque non scriverò che meritava una condanna capitale, ma meritava di certo la pena più severa possibile.

Però ucciderlo come hanno fatto Usa e Israele è stata un’idea cretina. Perché è stata un’idea sanguinaria, populista, inutile ai fini della distruzione di un regime, e, soprattutto, egoisticamente, molto pericolosa per la sicurezza dei cittadini dell’Occidente.

Non sì è mai dato un caso, almeno nell’epoca contemporanea, che l’assassinio diretto o indiretto di un leader politico abbia prodotto un cambio di regime in senso democratico. Addirittura nella democraticissima Germania che 80 anni fa fu in gran parte rasa la suolo dalle forze alleate, e dove il leader che scatenò la guerra su suicidò come molti dei suoi accoliti, quando non furono condannati a morte, i partiti filonazisti non sono mai morti, ed uno di quelle origini (e contenuti) potrebbe trionfare nei seggi elettorali.

Uccidere non serve, mai, ed è anzi spesso dannoso. Gli Stati Uniti hanno certo forze armate formidabili, probabilmente invincibili, ma hanno un problema: una volta vinta la guerra non esistono capacità di ricostruzione degli Stati distrutti. Radere al suolo è relativamente semplice, costruire è molto più complicato. E qui, in Iran, non si tratta di pensare una favolosa operazione immobiliare che travolgerebbe le vite di due milioni di persone di fatto abbandonate un po’ da tutti. E’ molto più complicato.

La risposta sarà una gran confusione nella Regione, un Israele sempre più potente e isolato, un recrudescenza del terrorismo, le cui cellule hanno tutti gli stimoli necessari a collegarsi tra vari Paesi ed agire. E sarà difficile difendersi, in particolare per Paesi come l’Italia, tagliati fuori, è vero, dal processo decisionale di queste azioni di Usa e Israele, dunque non direttamente “responsabili”, ma troppo amici di Washington e Tel Aviv per passare inosservati. E troppo incapaci di difendersi se hanno servizi segreti, come quelli italiani, che, secondo indiscrezioni giornalistiche, neanche sanno che il ministro della Difesa prende un aereo e se ne va a Dubai…

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia