Alla Cattolica tornano le giornate “Mettiti nei miei panni”

Rovesciare le prospettive è il miglior modo migliore per sviluppare maggior sensibilità sulla disabilità, e Mettiti nei miei panni è l’iniziativa messa in campo dall’Università Cattolica.
Il progetto, promosso dal 2011 tra i “Servizi per l’inclusione” messi in campo dall’ateneo, tornerà anche quest’anno il prossimo sette maggio nella sede di largo Gemelli. Dalle 9 alle 16, gli studenti e i docenti potranno infatti sperimentare la vita quotidiana delle persone con disabilità motorie, visive e uditive.
Sarà possibile fare un’esperienza immersiva di simulazione vivendo in prima persona le limitazioni funzionali visive e motorie; partecipare a un laboratorio sensoriale che permette di esplorare le difficoltà uditive attraverso esperienze pratiche guidate; entrare in un’area di sperimentazione per scoprire e provare tecnologie e strumenti accessibili. Per ogni attività l’accesso è libero e gratuito e a orario continuato.
«Mettiti nei miei panni vuole orientare l’azione educativa verso la riduzione delle barriere – in particolare di natura culturale – e la costruzione di facilitatori – dichiara il professor Luigi D’Alonzo, delegato del Rettore per l’inclusione degli studenti con disabilità, con disturbi specifici dell’apprendimento e con bisogni educativi speciali –. L’esperienza si realizza attraverso il coinvolgimento attivo di tutor con disabilità motoria e sensoriale, affiancati da volontari, configurando contesti di apprendimento situato fondati sulla reciprocità, sull’empatia e sulla riflessività. L’iniziativa diventa, così, pratica trasformativa, capace di promuovere processi di empowerment, valorizzare i punti di forza e i talenti individuali e sostenere un cambiamento culturale orientato al riconoscimento della differenza quale risorsa generativa per la comunità».
I numeri del 2025
Nell’ultima edizione, svoltasi in cinque giornate, hanno partecipato 907 persone con 1283 accessi ai quattro diversi percorsi proposti con 66 tutor con disabilità e 181 volontari e volontarie. «Mettiti nei miei Panni – afferma la direttrice Rossana Ranucci – è divenuto un appuntamento ricorrente che l’Ateneo propone alla Comunità universitaria per fare pratica di inclusione. L’adesione ampia del Personale all’iniziativa è il segno di una diffusa sensibilità alla tematica e di un’attitudine altrettanto diffusa al superamento delle barriere. Mettiti nei miei Panni vuole essere anche un momento formativo: occasione per fare esercizio di inclusione e per appropriarsi di strumenti utili a valorizzare l’unicità della persona».
L’iniziativa è promossa anche dal Comitato Pari Opportunità e inclusione, come spiega la delegata del Rettore Raffaella Iafrate: «Nel nostro Ateneo promuovere le pari opportunità significa riconoscere e valorizzare l’unicità di ogni persona attraverso un metodo fondato sulla conoscenza, sulla relazione e sulla capacità di mettersi nel punto di vista dell’altro. Iniziative come Mettiti nei miei panni incarnano pienamente questo approccio, offrendo esperienze concrete che aiutano a superare pregiudizi e a costruire una cultura autenticamente inclusiva».
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