Ventiquattro anni al fianco di chi aveva bisogno: Gazzada Schianno saluta Roberta Malaggi

Giovedì 30 aprile 2026 è stato l’ultimo giorno di lavoro di Roberta Malaggi. E Gazzada Schianno non ha lasciato che passasse in silenzio.
Villa De Strens, lo storico edificio nel cuore del paese, era agghindata a festa. Sono arrivati i colleghi, i volontari, i rappresentanti delle associazioni, i parroci dei due oratori, gli amministratori passati e presenti. C’erano ex colleghi venuti da lontano, gente che non si vedeva da anni. Quando ha preso la parola, salendo sulla scala in legno dello storico edificio, la voce le si è rotta quasi subito.
«Sono felicissima che siate tutti qui», ha detto. «Questi ventiquattro anni sono stati importanti per me, ma credo lo siano stati anche per il paese.»
Era arrivata a Gazzada nel 2002, quando sindaco era Minonzio e vicesindaco Pierangelo Brusa. La fondazione Munari era appena nata, si stavano avviando i lavori alla villa De Strens, si gettavano le basi del gemellaggio con Seckach, in Germania.
Nel tempo, i servizi sono cresciuti, ha ricordato Roberta Malaggi nel suo discorso. Il Comune ha sostenuto le scuole materne, ha ampliato l’offerta extrascolastica, ha costruito un sistema che oggi attira famiglie anche dai comuni vicini. Tutto questo, ha sottolineato, non sarebbe stato possibile senza il lavoro delle associazioni, della Caritas, delle parrocchie, di chi ha scelto di stare accanto agli altri senza aspettarsi niente in cambio.
«Da sola non avrei potuto fare niente», ha detto. «Nel sociale bisogna unirsi e fare le cose insieme.»
Il ringraziamento più sentito è andato alla collega Francesca, con cui lavora da ventidue anni — «ci guardiamo e non abbiamo neanche più bisogno di parlarci» — e a Lorella e Raffaella, che hanno completato la squadra degli anni più recenti. Poi un pensiero al marito Martino, «che ha portato sempre allegria e leggerezza» nelle serate in cui il peso del lavoro si faceva sentire. Perché fare l’assistente sociale significa portare a casa, ogni giorno, storie che non si dimenticano.
Roberta ha voluto spendere parole di gratitudine anche per l’amministrazione in carica, guidata dal sindaco Stefano Frattini e dalla vicesindaca Silvia Lorusso: «Questi ultimi due anni sono stati una boccata d’aria. Abbiamo ricominciato a lavorare con fiducia e con entusiasmo.» Un riconoscimento che arriva al termine di un percorso lungo, vissuto con più sindaci e più giunte, citate con rispetto per il lavoro fatto nel tempo.
A raccogliere il testimone sarà Giulia Magnani, che affiancherà il team dei servizi sociali. «Sono sicura che porterà avanti il lavoro con la stessa passione», ha detto Roberta. Una staffetta, non un cambio di passo.
Una cosa è certa: quel tipo di festa si fa solo quando una persona ha davvero lasciato il segno.
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