Arnault (Lvmh): “Dalla crisi in Medio Oriente dipenderà il ritorno alla crescita”
Un ritorno alla crescita? Per Lvmh si naviga a vista. In occasione dell’assemblea annuale degli azionisti, Bernard Arnault ha dichiarato che le prospettive di ripresa per il colosso francese del lusso – reduce da un avvio d’anno in calo del 6% – dipendono dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente.
“Avrete notato – riporta Reuters – che il mondo si trova ora in una crisi molto grave in Medio Oriente”, ha osservato Arnault durante l’assemblea annuale degli azionisti a Parigi, aggiungendo: “Tutto dipende da come questa crisi evolverà”.
All’inizio di aprile, il gruppo aveva dichiarato che la guerra in Iran ha ridotto di almeno l’1% le vendite complessive del gruppo nel primo trimestre e ha frenato i flussi turistici verso l’Europa. E rivolgendosi agli azionisti, Arnault ha spiegato che per Lvmh la prospettiva auspicata è quella di riprendere a crescere in tutte le sue divisioni se il conflitto in Medio Oriente si risolverà rapidamente. Difficile, invece, prevedere le conseguenze del conflitto qualora le sue proporzioni dovessero tradursi in una “catastrofe globale”.
Intanto, le azioni del numero uno mondiale del lusso sono in calo del 26% dall’inizio dell’anno e – osserva ancora l’agenzia di stampa – risultano inferiori del 3% rispetto all’assemblea degli azionisti di un anno fa.
Nel corso dell’assemblea è anche emerso ancora una volta il tema della successione, da tempo esplorato all’interno dell’azienda e monitorato dal mercato. Sollecitato dagli azionisti sul tema, Arnault si sarebbe posto con tono distensivo: “Mi avete rinnovato l’anno scorso al 99% per i prossimi dieci anni. Quindi ne riparleremo tra sette-otto anni, se volete”, rimandando di fatto ogni decisione sul passaggio di consegne.
Una posizione che si inserisce in un contesto di rafforzamento del controllo familiare: la holding degli Arnault ha recentemente superato il 50% del capitale, arrivando a detenere il 65,94% dei diritti di voto.
Nel corso dell’appuntamento, inoltre, Arnault ha sottolineato come tra gli altri obiettivi del gruppo, grandi potenzialità arrivino dalla gioielleria tanto che a tendere il colosso preveda di far diventare Tiffany il marchio di gioielleria numero uno al mondo. Inoltre, rispondendo ad una domanda di un azionista, Arnault ha anche accennato alla possibilità di incrementare ulteriormente la parte hotellerie con l’ipotesi di apertura di un albergo Chaval Blance in Florida nell’arco di qualche anno. In occasione dell’assemblea, inoltre, Antoine Arnault ha anche annuciato la sesta edizione delle “Journées Particulières”, si terrà dal 16 al 18 ottobre 2026 in varie località globali.
Per la prima volta, inoltre, tutti e cinque i figli del manager sono intervenuti nel corso dell’assemblea, a conferma di un coinvolgimento crescente nelle attività del gruppo. D’altronde, Delphine Arnault, Antoine, Alexandre, Frédéric e Jean ricoprono già ruoli operativi o posizioni nei principali organi decisionali. “Sembrano molto ambiziosi? Non lo so, sta a voi dirlo”, ha commentato ancora il patron, senza però indicare un successore designato.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0


