Attacco a Teheran, Ass. Italia-Iran: "Quello non è un attacco, ma un aiuto umanitario"
“Questo non è un attacco all’Iran, è un attacco al regime di Ayatollah e noi come popolo lo consideriamo come un aiuto umanitario, perché senza questo intervento, senza questo aiuto il popolo iraniano a mani nude non ce la fa, perché davanti a sé trova un regime che non ha paura delle conseguenze, continua a massacrare il popolo. L’abbiamo già visto, in un percorso solo di due giorni, più di 40.000 persone uccise. Il numero esatto non lo sappiamo ancora perché anche questi numeri, queste immagini, sono uscite dal paese da una censura incredibile, quindi sapremo soltanto dopo la caduta del regime tutti questi crimini che l’hanno fatto durante questi 47 anni”. A dirlo è Moideh Karimi, vicepresidente dell’associazione Italia-Iran, a margine dei festeggiamenti in corso davanti al consolato generale della Repubblica Islamica di Iran a Milano, dove alcune centinaia di persone si sono radunate dopo la notizia della morte dell’Ayatollah. “Khamenei era responsabile di uccisione ed era comandante della Repubblica Islamica che decideva proprio per qualsiasi cosa. È stato responsabile dell’uccisione di tantissimi giovani che pacificamente chiedevano la libertà. Senza di lui il regime è tanto in difficoltà, perché lui era un simbolo anche per i suoi sostenitori ideologici”, ha spiegato Karimi. “Però sappiamo benissimo che la nostra lotta non finisce qua, perché la sua morte indebolisce tantissimo il regime, però ci sono dei suoi successori in dentro al regime, quelli che l’hanno fondato questo regime, quindi non vediamo assolutamente cambiamento attraverso loro. Il nostro movimento chiama una rivoluzione nazionale che è guidata da una figura nazionale, da un simbolo di unità nazionale, il principe ereditario Reza Pahlavi, quel nome che viene chiamato dal popolo iraniano in Iran che sia quella in diaspora. Quindi le richieste sono chiare: attraverso un governo transitorio guidato dal principe Reza Pahlavi, la persona che ha mantenuto la parola per portare il Paese verso un destino voluto dal popolo, che può essere una monarchia costituzionale o una repubblica”, ha concluso.
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