Attacco all’Iran, quali sono gli obiettivi sensibili in Italia: il governo innalza la vigilanza contro minacce terroristiche
Sedi diplomatiche, infrastrutture energetiche, luoghi di culto, importanti snodi del trasporto. 28mila gli obiettivi sensibili sui quali il ministero dell’Interno ha innalzato la vigilanza a seguito dell’escalation della guerra scatenata dall’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti all’Iran, che ha risposto con altri attacchi che hanno esteso il conflitto a livello regionale. Ieri un attacco ha colpito la base militare britannica di Akrotiri, a Cipro. Il ministero di Teheran ha lanciato un appello all’Europa a non unirsi al conflitto degli alleati.
“Mi preoccupa, mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino. Era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos”, ha detto la premier Meloni in un’intervista al Tg5. “Mi preoccupa ovviamente perché sarebbe stupido ritenere che quello che accade anche lontano dai nostri confini non ci coinvolga è la ragione per la quale l’Italia si era molto spesa perché si arrivasse a un accordo serio sul nucleare iraniano, particolarmente in un momento nel quale vacilla il diritto internazionale”. Convocato il Comitato Nazionale Ordine e Sicurezza convocato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
La sicurezza è stata innalzata già da sabato, nel giorno del lancio dell’operazione militare, quando dopo un confronto con il capo della polizia Vittorio Pisani, il ministro ha fatto diramare sul territorio una disposizione urgente per sensibilizzare l’attenzione sugli obiettivi ritenuti di “prioritaria sensibilità”, statunitensi e israeliani. La priorità assoluta è stata assegnata infatti alle rappresentanze diplomatiche e consolari dei Paesi direttamente coinvolti nel conflitto. E quindi USA, Israele e Iran. Il dispositivo riguarda le ambasciate, le residenze dei funzionari, le sedi di organismi internazionali e gli uffici di rappresentanza commerciale presso le quali è stato disposto il presidio fisso delle forze di polizia e, in molti casi, dell’Esercito nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, ma anche l’istituzione di perimetri di rispetto e limitazioni al traffico nelle zone limitrofe.
Sotto sorveglianza speciale anche infrastrutture strategiche come terminali di rigassificazione, raffinerie, depositi di carburante e grandi centrali elettriche e grandi hub dei trasporti come scali ferroviari, metropolitane e aeroporti internazionale dove alla vigilanza fisica si aggiunge un’attività sotto copertura dell’intelligence e l’uso di sistemi di videosorveglianza avanzata con riconoscimento facciale, coordinati dal Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo (CASA) anche per intercettare eventuali “lupi solitari”. L’alert è stato esteso anche alle strutture operative di pronto intervento sul territorio. Nella Capitale l’attenzione è massima nelle aree del Ghetto ebraico e delle ambasciate.
Alta l’attenzione in particolare sui luoghi di culto delle comunità religiose: in particolare alle sinagoghe, alle scuole ebraiche e ai centri culturali della comunità, storicamente considerati bersagli prioritari in contesti di crisi mediorientale. Il monitoraggio si estende a moschee e centri di preghiera islamici. Sotto la lente i sit-in in programma nei prossimi giorni per esprimere solidarietà al popolo iraniano: due mobilitazioni sono in programma domani pomeriggio in piazza Santi Apostoli a Roma e nei pressi dell’ambasciata USA in via Veneto, entrambe alle 18:00. Alle 13:00 un flash-mob a piazza Montecitorio per chiedere alle parlamentari e ai parlamentari “di concedere il proprio patrocinio politico ai prigionieri politici arrestati in Iran dopo le ultime ondate di protesta”. A Milano si manifesterà, alla stessa ora, davanti al consolato degli Usa.
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