Caprices Festival, la XXIV edizione a Gstaad, dal 13 al 22 marzo

Una lineup che unisce icone della club culture e protagonisti contemporanei: due weekend sulle Alpi svizzere tra techno, house e avanguardia elettronica

Febbraio 27, 2026 - 11:23
Febbraio 27, 2026 - 11:24
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Caprices Festival, la XXIV edizione a Gstaad, dal 13 al 22 marzo

Dopo 23 edizioni nel Canton Vallese, Caprices Festival apre un nuovo capitolo della propria storia. L'edizione invernale 2026 si svolgerà dal 13 al 22 marzo a Eggli, sopra Gstaad: una location iconica con vista panoramica a 360° sulle Alpi svizzere, che ridefinisce il rapporto tra musica, paesaggio e architettura alpina. Il trasferimento segna un'evoluzione strategica per il festival, con un impianto produttivo completamente rinnovato, nuovi palchi e infrastrutture potenziate, pensate per elevare qualità sonora, comfort e continuità dell'esperienza. Caprices rimane fedele all'identità che lo ha reso uno degli appuntamenti più rispettati della scena elettronica internazionale.

Programmazione su due weekend

L’edizione 2026 si dispiega nell’arco di due weekend distinti — 13–15 e 20–22 marzo — concepiti come capitoli complementari di un unico racconto curatoriale: il primo, teso e contemporaneo, privilegia un formato club ad alta intensità che intreccia ricerca ritmica, live set e back-to-back inediti, mentre il secondo amplia l’orizzonte verso le declinazioni più raffinate di house, minimal e underground, disegnando una traiettoria sonora più immersiva e stratificata.

La lineup di Caprices Festival 2026

Con una programmazione che attraversa genealogie e traiettorie della club culture internazionale, la lineup di questa edizione si muove con disinvoltura tra maestri fondatori e protagonisti della nuova sensibilità elettronica. Figure seminali come Sven Väth continuano a incarnare una visione rituale della pista, mentre l’approccio ipnotico e anarchico di Ricardo Villalobos — qui in dialogo con Sonja Moonear — riafferma l’estetica radicale della microhouse europea. Accanto a loro, artisti come Jamie Jones hanno ridefinito l’house contemporanea in chiave globale e sensuale, mentre Joseph Capriati rappresenta una delle personalità più carismatiche della techno mediterranea, capace di fondere potenza narrativa e profondità emotiva. Il rigore sonoro di DVS1 riporta invece al valore quasi architettonico del suono, in contrasto complementare con il lirismo analogico degli italiani Mind Against. Sul versante più trasversale, il formato ibrido dei WhoMadeWho dissolve i confini tra concerto e DJ set, mentre la spiritualità nomade dei Bedouin introduce una dimensione organica e cosmopolita. A completare il quadro, nuove icone capaci di parlare a un pubblico intergenerazionale — da Mau P a Vintage Culture, fino all’energia afro-house di Shimza — testimoniano un ecosistema sonoro in continua evoluzione, dove heritage e contemporaneità convivono con naturale eleganza.

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