Diabete: orforglipron, supera semaglutide orale nel controllo glicemico e nella perdita di peso

Febbraio 28, 2026 - 08:30
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Diabete: orforglipron, supera semaglutide orale nel controllo glicemico e nella perdita di peso

Secondo lo studio pubblicato su The Lancet, nell’endpoint primario, orforglipron 36 mg ha ridotto l’HbA1c del 2,2% rispetto all’1,4% con semaglutide orale 14 mg nello studio ACHIEVE-3. In un endpoint secondario chiave, i partecipanti trattati con orforglipron 36 mg hanno perso 8.9 kg (9,2%) rispetto a 5 kg (5,3%) con semaglutide orale 14 mg, pari a una perdita di peso relativa superiore del 73,6%.

 

 

 

Eli Lilly a annunciato oggi i risultati dettagliati di ACHIEVE-3, il primo studio di Fase 3 testa-a-testa che ha valutato sicurezza ed efficacia di orforglipron, una piccola molecola orale agonista del recettore GLP-1 senza restrizioni relative a cibo o acqua, rispetto a semaglutide orale in adulti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato con metformina.

Lo studio, della durata di 52 settimane, ha arruolato 1.698 partecipanti in quattro gruppi di trattamento: orforglipron 12 mg e 36 mg e semaglutide orale 7 mg e 14 mg. In ACHIEVE-3, orforglipron ha dimostrato superiorità rispetto a semaglutide orale sull’endpoint primario e su tutti gli endpoint secondari chiave, con miglioramenti significativamente maggiori di HbA1c e peso.

I risultati sono stati pubblicati oggi su The Lancet.

«I risultati di ACHIEVE-3 evidenziano i potenziali vantaggi di orforglipron rispetto a semaglutide orale nel diabete di tipo 2: maggiore riduzione dell’HbA1c, maggiore perdita di peso e possibilità di assunzione senza vincoli di tempo rispetto ai pasti o all’acqua: una combinazione che può fare una differenza significativa per le persone che gestiscono la propria malattia giorno dopo giorno – ha dichiarato Kenneth Custer, Ph.D., Executive Vice President e Presidente di Lilly Cardiometabolic Health – Con le sottomissioni regolatorie già avviate a livello internazionale e l’azione della FDA sull’obesità prevista per il prossimo trimestre, a ci stiamo concentrando per rendere questa opzione disponibile per i pazienti nel più breve tempo possibile».

 

 

Risultati completi dello studio ACHIEVE-3

  Semaglutide orale 7 mg Semaglutide orale 14 mg Orforglipron 12 mg Orforglipron 36 mg
Endpoint primario
Cambiamento nell’ HbA1c rispetto al basale di 8,3% alla settimana 52 Stima dell’efficacia2 -1.1% -1.4% -1.9%i,ii -2.2%i,ii
Estimand di regime terapeutico3 −1.2% −1.5% −1.7%i,iii −1.9%i,ii
Endpoint Secondari
Variazione del peso corporeo rispetto al basale di 97,0 kg (213,9 libbre) a settimana 52 iv

 

 

Stima dell’efficacia -3.7%

 

(-3.6 kg)

 

-5.3%

 

(-5.0 kg)

-6.7%i,iii

 

(-6.6 kg)

-9.2%i,ii

 

(-8.9 kg)

Estimand di regime terapeutico −3.9%

 

(-3.8 kg)

−5.3%

 

(-5.2 kg)

−6.1%i

 

(-6.2 kg)

−8.2%i,ii

 

(-8.1 kg)

Percentuale di partecipanti che hanno raggiunto l’HbA1c

<7% a settimana

52

Stima dell’efficacia 54.6% 66.1% 80.0% i,ii 85.4% i,ii
Estimand di regime terapeutico 53.9% 63.8% 72.2% i,iii 75.8% i,ii
Percentuale di partecipanti che hanno raggiunto l’HbA1c

≤6,5% a settimana

52

Stima dell’efficacia 40.9% 50.9% 71.8%i,ii 76.8%i,ii
Estimand di regime terapeutico 38.4% 48.3% 62.7%i,ii 67.7%i,ii
Percentuale di partecipanti che hanno raggiunto HbA1c <5,7% a settimana

52iv

Stima dell’efficacia 7.8% 12.5% 25.4%i,ii 37.1%i,ii
Estimand di regime terapeutico 7.4% 11.7% 21.4%i,ii 31.4%i,ii

 

Orforglipron ha inoltre evidenziato miglioramenti clinicamente rilevanti rispetto al basale su fattori di rischio cardiovascolare chiave, tra cui colesterolo non-HDL, colesterolo HDL, colesterolo VLDL, colesterolo totale, pressione arteriosa sistolica e trigliceridi.

 «Nel confronto diretto con semaglutide orale, lo studio ACHIEVE 3 ha dimostrato la superiorità del trattamento su specifici endpoint chiave, tra cui il controllo dell’emoglobina glicata e la riduzione del peso corporeo – dichiara Stefano Del Prato, Affiliate Professor, Centro di Ricerca Interdisciplinare Health Science, Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa. – Questi risultati confermano il potenziale di orforglipron come nuova opzione terapeutica orale per il trattamento degli adulti con diabete di tipo 2».

Il profilo complessivo di sicurezza e tollerabilità di orforglipron in ACHIEVE-3 è risultato coerente con quanto osservato negli studi precedenti.

Per orforglipron e semaglutide orale, gli eventi avversi più comuni sono stati nausea, diarrea, vomito, dispepsia e riduzione dell’appetito.

I tassi di interruzione del trattamento dovuti a eventi avversi sono stati 8,7% (12 mg) e 9,7% (36 mg) per orforglipron, rispetto a 4,5% (7 mg) e 4,9% (14 mg) per semaglutide orale.

Lilly ha presentato orforglipron alle autorità regolatorie in oltre 40 Paesi; negli Stati Uniti è prevista più avanti nel corso dell’anno la sottomissione per l’indicazione diabete di tipo 2.

Orforglipron (or-for-GLIP-ron) è un farmaco sperimentale orale, agonista del recettore del glucagon-like peptide-1 (GLP-1), piccola molecola (non peptidico), somministrato una volta al giorno, che può essere assunto in qualsiasi momento della giornata senza restrizioni relative all’assunzione di cibo o acqua.

Orforglipron è stato scoperto da Chugai Pharmaceutical Co., Ltd. e concesso in licenza a Lilly nel 2018. Chugai e Lilly hanno pubblicato congiuntamente i dati di farmacologia preclinica di questa molecola.

Lilly sta conducendo studi di Fase 3 su orforglipron per il trattamento del diabete di tipo 2 e per la gestione del peso in adulti con obesità o sovrappeso con almeno una condizione medica correlata al peso.

Orforglipron è inoltre in valutazione come potenziale trattamento dell’apnea ostruttiva del sonno (OSAS) e dell’ipertensione in adulti con obesità.

ACHIEVE-3 (NCT06045221) è uno studio di Fase 3, della durata di 52 settimane, randomizzato e in aperto, che valuta efficacia e sicurezza di orforglipron rispetto a semaglutide orale in adulti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato con metformina.

Lo studio ha randomizzato 1.698 partecipanti in Stati Uniti, Argentina, Cina, Giappone, Messico e Porto Rico, assegnandoli a ricevere orforglipron 12 mg o 36 mg oppure semaglutide orale 7 mg o 14 mg, con rapporto di randomizzazione 1:1:1:1.

L’obiettivo primario dello studio era dimostrare che, dopo 52 settimane, orforglipron è non inferiore a semaglutide orale nella riduzione dell’HbA1c rispetto al basale, confrontando le dosi più bassa e più alta.

Tutti i partecipanti assegnati a orforglipron hanno iniziato lo studio con 1 mg una volta al giorno, aumentando poi la dose con una titolazione progressiva a intervalli di quattro settimane fino al raggiungimento della dose di mantenimento randomizzata di12 mg (passaggi: 1 mg, 3 mg, 6 mg) oppure di 36 mg (passaggi: 1 mg, 3 mg, 6 mg, 12 mg, 24 mg).

Tutti i partecipanti assegnati a semaglutide orale hanno iniziato con 3 mg una volta al giorno, con incremento progressivo a intervalli di quattro settimane fino alla dose di mantenimento randomizzata di 7 mg (passaggio: 3 mg) o 14 mg (passaggi: 3 mg e 7 mg).

Qualora i partecipanti non fossero stati in grado di tollerare una dose di orforglipron o semaglutide orale, era consentita una sola volta nel corso dello studio una riduzione alla dose precedente, con dose minima di orforglipron 3 mg o semaglutide orale 7 mg.

Il programma globale di sviluppo clinico di Fase 3 ACHIEVE per orforglipron ha arruolato oltre 6.000 persone con diabete di tipo 2 in cinque studi registrativi globali.

Il programma è iniziato nel 2023, con risultati dettagliati dei tre restanti studi registrativi attesi più avanti nel corso dell’anno.

 

 

 

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