Difendere l’Ucraina è la sfida esistenziale dell’Europa

Mar 7, 2026 - 08:00
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Difendere l’Ucraina è la sfida esistenziale dell’Europa

L’Ucraina è e deve restare al centro della nostra azione, dell’Italia e dell’Europa. È la minaccia principale e la speranza principale. Non lasciamo che l’ultima crisi, per quanto ingombrante e spettacolare dal punto di vista mediatico, ci faccia perdere di vista l’essenziale. Non dimentichiamo mai l’Ucraina. Lì è il centro della sicurezza del nostro continente. Dall’Ucraina tutto è partito, e come finirà in Ucraina determinerà l’equilibrio globale.

Partiamo dal principio. L’idea che un Paese che possiede le armi nucleari possa spadroneggiare contro i vicini è ricominciata il 20 febbraio 2014 con l’annessione russa della Crimea e l’attacco a Donetsk e Lugansk. La blanda, quasi inesistente, reazione occidentale del 2014 ha portato all’invasione su larga scala del 2022.

Giuliano da Empoli ha parlato dell’ora dei predatori, cioè di chi decide non con saggezza e moderazione, ma con il fuoco e con la spada. È in Ucraina che abbiamo visto per la prima volta un predatore in azione. Ed è in Ucraina che vediamo in azione anche gli antidoti alla prepotenza degli imperi.

Trump oggi è il principale avversario dell’Occidente. L’Europa non può lasciare che il proprio destino sia dettato da chi, come Trump, indebolisce l’unità occidentale e legittima i nemici della libertà.

L’Ucraina ha mostrato quanto conta il coraggio di un leader democratico. La determinazione di Zelensky a restare al proprio posto sin dai primi giorni dell’invasione è stata una delle poche luci di questo tempo buio. I dittatori scappano con i soldi alla prima avvisaglia di crisi.

L’Ucraina ha mostrato la forza di una società coesa. L’Ucraina resiste perché il popolo resiste, perché i cittadini comuni hanno un obiettivo fondamentale condiviso. È una lezione che vale per tutte le nostre democrazie decadenti, per la nostra politica polarizzata e per le nostre società spaventate e annoiate.

L’Ucraina ha mostrato quanto conta avere alleati leali. Putin, Trump e Xi si pensano al centro del proprio impero, circondati da Stati satelliti che si piegano al loro volere. Intorno a Kyjiv si viene consolidando un’alleanza tra pari, basata su valori condivisi. Questa alleanza dimostra che quando si è disposti ad aiutarsi tra nazioni, si può resistere alla distruzione e restare liberi.

L’Ucraina non è un ostacolo alla pace – come dice Trump quando accusa Zelensky e come dicono i propagandisti filorussi, anche nel nostro dibattito pubblico. L’Ucraina non è una crisi che è ancora lì, una cosa a cui pensare alzando gli occhi al cielo.

È in Ucraina che si vedrà quel che conta davvero per noi: se l’Europa c’è o non c’è. L’Europa – e quando dico Europa non parlo solo dell’Unione dei Ventisette ma anche di Ucraina, di Regno Unito, di Norvegia – oggi non è più solo un insieme di regole, o le istituzioni di Bruxelles. Oggi è il nostro orizzonte, l’unica vera alternativa alla sottomissione – a sottomettersi o a sottomettere – che è il modo di agire degli imperi.

Nella nostra storia siamo già stati un insieme di Paesi, solidali tra loro, pacifici negli intenti ma non imbelli. Il problema è che il passato non basta più. Le istituzioni di Bruxelles sono nate per un tempo di pace. In questo tempo di guerra non bastano. Serve un nuovo patto tra chi ci sta, per serrare le fila e andare avanti. Un federalismo pragmatico che faccia tesoro delle esperienze fin qui accumulate e compia un passo decisivo in avanti. È questa la grande sfida del nostro tempo. Una sfida di libertà, di indipendenza, di democrazia. Una sfida per renderci autonomi dal punto di vista energetico, militare, tecnologico e digitale.

È una sfida così grande, e anche così entusiasmante, che deve essere al centro di tutto il nostro fare politica. Incluso il cuore dell’alleanza che faremo per le politiche nel 2027. Qui in Italia ci confrontiamo con una destra che si erge a difesa della sovranità delle nazioni. In realtà ha favorito gli uomini forti, i prepotenti del sistema internazionale, nella convinzione che ci sarebbe qualche briciola per l’Italia. La Lega con Putin e Fratelli d’Italia con Trump.

A questo disegno di sudditanza, dobbiamo rispondere, già da oggi, con una idea alternativa, quella dell’Italia protagonista di una nuova costruzione europea. Ed è su questa base che si costruisce l’alleanza. Non è questione di invio di armi, o meglio non è solo questione dell’invio di armi. È se siamo d’accordo su questa idea di un’Europa forte, potente, in grado di contare e pesare negli equilibri mondiali per la libertà dei popoli, per la pace e la sicurezza.

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Redazione Redazione Eventi e News