Dossier e spioni: l’inchiesta su 007, imprenditori e la “Squadra Fiore” che vede indagato l’ex numero 2 del Dis Del Deo
Dossier, spie, un intreccio controverso tra imprenditoria, politica e pezzi dei servizi segreti (della “vecchia gestione”). È la ricetta alla base dell’inchiesta della Procura di Roma che indaga sulla “Squadra Fiore”, gruppo composto da ex appartenenti alle forze dell’ordine accusati di confezionare dossier anche grazie a consolidati rapporti all’interno dei servizi segreti nostrani.
Questa mattina sono scattate le perquisizioni disposta dalla Procura capitolina, titolari dal fascicolo sono il procuratore aggiunto Stefano Pesci e le pm Alessia Natale e Vittoria Bonfanti, ed eseguite dai carabinieri del Ros.
Nell’indagine si procede per i reati di accesso abusivo a un sistema informatico, violazioni relative alla privacy e esercizio abusivo della professione. Contestualmente si stanno effettuando perquisizioni anche per il filone di indagine in cui si procede per truffa e peculato a carico di ex appartenenti ai servizi segreti.
Sono infatti due i filoni di indagine. con fatti che riguardano gli anni che vanno dal 2018 al 2024: uno riguarda gli spionaggi illeciti condotti dalla “Squadra Fiore” e che coinvolge un nome di peso come l’ex vicedirettore del Dis (Dipartimento delle informazioni sulla sicurezza) Giuseppe Del Deo indagato per peculato, e Samuele Calamucci, hacker legato all’altra società di spionaggio Equalize e una manciata di membri della squadra. Nel filone che coinvolge Del Deo – quando era all’Aisi – i pm contestano peculato da cinque milioni di euro: denaro che, in base all’impianto accusatorio della Procura, l’ex numero due del Dis affidava con contratti alla società ‘amica’ Sind, gestita all’epoca dei fatti da Enrico Fincati, anch’egli indagato.
Nel procedimento è anche indagato Carmine Saladino, ex capo della società Maticmind (lo scorso anno ha ceduto le sue quote, ndr), per truffa. Nome che rispunta anche nel primo filone di indagine, legato agli intrecci tra l’Aisi e la Maticmind, società a cui tra il 2022 e il 2024 l’agenzia italiana di controspionaggio avrebbe assegnato commesse dirette per oltre 39 milioni di euro per la fornitura di jammer, software di riconoscimento facciale, impianti di videosorveglianza.
Il contatto tra i due filoni di indagine è relativo ad alcune intercettazioni in cui appartenenti alla “Squadra Fiore” tirano in ballo il nome di Del Deo, uscito lo scorso anno dall’intelligence con un pensionamento a poco più di 50 anni e oggi presidente di Cerved Group, azienda milanese che si occupa di informazioni commerciali per le imprese (non coinvolta nell’inchiesta, ndr). Secondo quanto riferisce il Ros, Del Deo avrebbe “utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del comparto”. Inoltre Del Deo e gli altri indagati “nel 2023 si sarebbero appropriati di fondi dell’Aisi per alcuni milioni di euro, destinati a saldare un contratto di fornitura, di fatto mai eseguito, stipulato tra la citata Agenzia e una società operante nel settore della produzione di sistemi software e hardware”
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