Economia circolare in Umbria, il progetto Siero e la ghigliottina Pnrr per l’impianto di Ponte Rio

L’Umbria si posiziona all’avanguardia dell’economia circolare col progetto Siero, un’iniziativa pionieristica che trasforma uno scarto della produzione casearia in una risorsa preziosa per la bonifica delle falde acquifere. Questa tecnologia, basata sull’iniezione di siero di latte per attivare batteri naturali capaci di degradare gli inquinanti, rappresenta un modello già apprezzato in contesti internazionali. Tuttavia, mentre la sperimentazione ambientale avanza, il sistema regionale di gestione rifiuti si trova davanti a un bivio cruciale presso il polo impiantistico di Ponte Rio.
Il fulcro della sfida è la realizzazione dell’impianto Pap (prodotti assorbenti per la persona), un’opera strategica per il recupero di pannolini e prodotti igienici. Con un finanziamento legato ai fondi del Pnrr, il progetto non ammette ritardi: la normativa europea impone il collaudo finale entro giugno 2026.
I rischi legati a un mancato completamento sono pesanti: non solo la perdita dei finanziamenti e l’obbligo di restituire le somme già erogate, ma anche un contraccolpo strutturale per l’intera regione, che vedrebbe svanire l’opportunità di azzerare il conferimento in discarica di questa specifica frazione di rifiuti.
Per fare il punto sulla situazione, abbiamo raccolto le testimonianze chiave dei protagonisti di questa partita: l’assessore all’Ambiente della Regione Umbria Thomas De Luca e Massimo Pera di Gest s.r.l., responsabile unico del procedimento (Rup) per la gara d’appalto dell’impianto di Ponte Rio.
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