Endesa, quel successo spagnolo che in realtà racconta un miracolo italiano
Negli ultimi anni in Italia si è molto parlato di “modello spagnolo“, viste le buone performance economiche del Paese iberico, ma ci si dimentica che ci sono ancora casi evidenti in cui è la Spagna a dover fare riferimento ad alcuni modelli italiani. Sul tema dell’energia per esempio, sono mesi che frange della politica, compresi i vertici dell’opposizione, incalzano il governo con il mantra della “ricetta spagnola”, anche quando il blackout iberico dell’aprile 2025 ha dimostrato che forse l’Italia non ha poi molto da imparare dai cugini spagnoli.
Anzi, bisognerebbe prendere atto che a volte i successi iberici sono frutto del lavoro fatto dagli italiani. E’ il caso di Endesa, la controllata di Enel, che la Borsa sta premiando sulla scia della presentazione dei risultati del 2025 e del piano strategico per i prossimi tre anni che è stato presentato ieri: utile in crescita del 18% rispetto all’anno precedente, investimenti futuri record e fiducia dei mercati ai massimi storici.
Ma nessuno dei cantori delle lodi spagnole si è meravigliato? Nessuno ha notato niente? Evidentemente pochi ricordano che nel 2022, nell’apice della crisi energetica iniziata in Europa con l’invasione russa in Ucraina e il taglio delle forniture di gas al continente, proprio Endesa era con l’acqua alla gola e fu costretta a convocare un’assemblea straordinaria degli azionisti per approvare un finanziamento di 5 miliardi di euro da parte della capogruppo (italiana) con cui riprendere a respirare, dopo che le agenzie di rating, Fitch per prima, avevano messo i conti dell’azienda sotto la lente di ingrandimento. Il titolo Endesa scambiava all’epoca a 14 euro per azione, un crollo rispetto ai 26 euro di appena due anni prima: oggi invece un’azione di Endesa vale quasi 35 euro.
Ma quindi come ha fatto Endesa in soli tre anni a compiere quasi un miracolo economico? Sarà l’ennesima impresa del “modello spagnolo”? Al vertice dell’azienda c’è sempre l’amministratore delegato Josè Bogas, un manager che ricopre il ruolo da oltre tre lustri e sembra più l’emblema di un Paese dalle grandi risorse ma che spesso fatica ancora a garantire il ricambio generazionale.
Bogas non è tipo da rimboccarsi le maniche o cambiare abitudini. Difficile sostenere che proprio lui, che ama sedersi a tavola nei ricchi banchetti dei più importanti salotti spagnoli sfoggiando il suo look impomatato, avvezzo al superlusso con le sue auto sportive e il suo megaufficio in Calle de la Ribera del Loira, si sia improvvisamente deciso a stringere la cinghia e risanare i conti dell’azienda che è (profumatamente) pagato per guidare.
Che il merito del successo di Endesa sia quindi del suo direttore finanziario Marco Palermo? Questi è il manager che, nei sei anni precedenti alla sua nomina come direttore finanziario dell’azienda spagnola, aveva gestito in modo fallimentare decine di operazioni di M&A per la capogruppo italiana Enel. In realtà nel suo track record si ricordano sicuramente le minusvalenze realizzate, più che i suoi successi. Possibile che questa strana coppia, Bogas e Palermo, il primo prossimo ormai alla pensione dall’alto dei suoi 71 anni di età, il secondo addirittura considerato un suo possibile successore, siano gli artefici di questo incredibile turnaround aziendale?
Molto improbabile, davvero. E allora, che forse si debba guardare con orgoglio alla spesso vituperata Roma? Eh sì, è qui che è stato progettato il miracolo. Nella capitale italiana che nell’immaginario europeo spesso è associata solo alla bella vita. Tre anni fa, infatti, la patata bollente dei guai di Endesa è finita sul tavolo del nuovo management di Enel, che si era appena insediato e ha inserito la controllata spagnola tra i pilastri del suo piano di crescita industriale, riuscendo a portare una società in grave difficoltà a macinare utili e a volare in Borsa.
A Roma si dice “dare a Cesare quel che è di Cesare”, e questa volta la citazione è molto azzeccata. Per fortuna la ricetta italiana ha funzionato e adesso la sensazione è che, in occasione del prossimo rinnovo dei vertici di Endesa, possano finalmente essere scelti dei manager sulla base delle competenze e del merito.
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