Decreto Bollette 2026, arrivano 115 euro in automatico: a chi toccano?
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Decreto Bollette 2026: nuovi aiuti per le famiglie tra bonus automatici e sconti in bolletta, a chi toccano i 115 euro previsti dalla normativa? Scopriamolo.
È stato ribattezzato “Decreto Bollette” il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 18 febbraio, un intervento che punta a rafforzare le tutele per le famiglie alle prese con il costo dell’energia. Il provvedimento introduce misure mirate per alleggerire la spesa elettrica, con un doppio canale di sostegno che distingue tra chi già beneficia del bonus sociale e chi, pur non rientrando tra i percettori attuali, presenta un ISEE contenuto.
L’obiettivo dichiarato è intervenire in modo selettivo sulle situazioni di maggiore fragilità economica, ampliando temporaneamente la platea dei beneficiari e modulando gli importi in base alle condizioni reddituali.
Un doppio binario di intervento
Il decreto si articola su due contributi distinti, ciascuno con caratteristiche e modalità di accesso differenti:
- un contributo straordinario automatico destinato ai nuclei che già ricevono il bonus sociale;
- un ulteriore sconto fino a 60 euro riservato a famiglie con ISEE inferiore a 25.000 euro che non risultano titolari del bonus.
La scelta di differenziare gli strumenti risponde all’esigenza di rafforzare le tutele per i soggetti più vulnerabili senza escludere una fascia più ampia di cittadini che, pur non rientrando nelle soglie più basse, continuano a subire il peso dell’aumento dei costi energetici.
Contributo aggiuntivo di 115 euro: riconoscimento automatico
Per i nuclei familiari che già percepiscono il bonus sociale per disagio economico, il Decreto Bollette prevede un contributo straordinario di 115 euro annui.
Si tratta di un’integrazione rispetto al beneficio ordinario, pensata per rafforzare la protezione delle famiglie vulnerabili. Le soglie ISEE per l’accesso al bonus sociale sono state recentemente aggiornate, ampliando la platea degli aventi diritto e adeguando i parametri economici alle attuali condizioni del mercato energetico.
Uno degli elementi più rilevanti è la modalità di erogazione: il contributo viene riconosciuto automaticamente, senza necessità di presentare una nuova domanda. Questo significa che i nuclei già inseriti nel sistema di agevolazione non dovranno attivare alcuna procedura aggiuntiva. L’importo sarà applicato direttamente in bolletta secondo le modalità operative definite dal sistema di gestione dei bonus.
L’automatismo rappresenta un passaggio importante sotto il profilo amministrativo, perché evita ulteriori adempimenti burocratici e riduce il rischio di esclusioni per mancata presentazione delle istanze.
Sconto fino a 60 euro per ISEE sotto i 25.000 euro
Accanto al contributo automatico, il decreto introduce un secondo strumento di sostegno, rivolto a chi non è titolare del bonus sociale ma dispone di un ISEE inferiore a 25.000 euro.
In questo caso, il beneficio consiste in uno sconto fino a 60 euro, calcolato per coprire in tutto o in parte i costi di acquisto dell’energia relativi al primo bimestre utile dell’anno. L’importo effettivo può variare in funzione della spesa sostenuta e delle condizioni applicate dal venditore.
I requisiti richiesti sono chiari:
- non essere beneficiari del bonus sociale;
- possedere un ISEE sotto la soglia dei 25.000 euro.
A differenza del contributo da 115 euro, però, il meccanismo di riconoscimento è diverso. Lo sconto fino a 60 euro non è automatico e avviene su base volontaria da parte delle imprese venditrici di energia elettrica.
Questo significa che saranno le compagnie a decidere se aderire o meno all’iniziativa, applicando lo sconto ai clienti che rispettano i requisiti previsti.
Il ruolo delle imprese energetiche e l’attestazione ufficiale
Per incentivare la partecipazione delle aziende del settore elettrico, il decreto prevede il rilascio di una attestazione ufficiale ai venditori che scelgono di aderire al meccanismo.
L’attestazione ha una funzione reputazionale e istituzionale: certifica l’impegno della società nel sostenere le famiglie in una fase di particolare pressione sui bilanci domestici. Non si tratta di un obbligo normativo, ma di uno strumento pensato per favorire un’adesione ampia al sistema di sconti.
La riuscita dell’intervento dipenderà, quindi, anche dal livello di partecipazione delle imprese. Più alta sarà l’adesione, maggiore sarà la platea di famiglie che potranno beneficiare dello sconto.
Impatto sulle famiglie: cosa cambia in concreto
Dal punto di vista pratico, il Decreto Bollette introduce una misura temporanea di alleggerimento dei costi, con una logica selettiva.
Per i nuclei già fragili, l’integrazione da 115 euro rappresenta un rafforzamento diretto del sostegno esistente. Per chi invece si colloca in una fascia reddituale intermedia, lo sconto fino a 60 euro può contribuire a ridurre l’impatto della spesa energetica nel primo periodo dell’anno.
Va sottolineato che le misure non incidono sulle dinamiche strutturali del mercato elettrico, ma intervengono sul versante compensativo, mitigando gli effetti dei rincari sui consumatori finali.
Una strategia di sostegno mirato
Il decreto-legge approvato il 18 febbraio si inserisce in un quadro più ampio di politiche volte a contenere gli effetti dell’incremento dei costi energetici. La scelta di intervenire con contributi differenziati evidenzia la volontà di concentrare le risorse pubbliche sulle situazioni di maggiore necessità, evitando interventi generalizzati.
La combinazione tra automatismo per i più vulnerabili e meccanismo volontario per la fascia ISEE fino a 25.000 euro rappresenta una soluzione ibrida, che punta a coniugare rapidità di erogazione e coinvolgimento degli operatori privati.
Resta ora da verificare l’effettiva adesione delle imprese elettriche e l’impatto concreto delle misure sulle bollette dei prossimi mesi.
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