«Zalone, dacci una mano per fare il Cammino di Santiago»
«Il tuo film mi è piaciuto tantissimo e mi ha fatto venire voglia di fare il Cammino di Santiago», dice la ragazza protagonista del video, insieme a tre amici dell’associazione Juppiter di Capranica, in provincia di Viterbo. Il video, ispirato all’ultimo successo cinematografico Buen Camino, ha già superato le 400mila visualizzazioni sui social, rimbalzando di condivisione in condivisione e diventando una mobilitazione digitale virale. «Il video è nato per gioco, poi c’è stato un enorme tamtam sui social», dice Salvatore Regoli, presidente di Juppiter. «Chissà, magari uno di questi giorni Checco Zalone lo vede e risponde…».
Il “Viaggio alla fine del mondo”
«Checco, aiutaci a realizzare il nostro sogno. Dacci i soldi!». È diretto e ironico il messaggio che i ragazzi di Juppiter hanno lanciato all’attore pugliese. L’obiettivo è finanziare il “Viaggio alla fine del mondo”, il progetto che quest’anno porterà il gruppo da Roma a Finisterre, seguendo il Cammino di Santiago. La partenza è prevista dopo la fine delle scuole, a metà giugno. «Il gruppo sarà formato da cinque ragazzi adulti con disabilità (di cui quattro sono i protagonisti del video) tra i 25 e i 35 anni, cinque adolescenti “turbolenti”, come li definisco io, e cinque educatori», continua Regoli. Ad accompagnarli, un gruppo di giovani comunicatori tra cui due videomaker, una fotografa e una social media manager.
Come nasce il video
«Mentre parlavamo del viaggio a Finisterre, un ragazzo che aveva visto il film Buen camino e, quindi, conosceva la trama, ha detto: “Non c’è problema, chiediamo a Checco di aiutarci”. Da questa battuta è nata l’idea di fare un video giocoso, ci dicevamo: “Non è che Zalone starà a sentire noi…”. Adesso cominciamo ad avere la speranza che magari questo tamtam arrivi alle sue orecchie e ai suoi occhi». E che magari li aiuti. Loro sono preparati, nel video dicono: «Noi siamo pronti, abbiamo tutto: zaino, scarpe, siamo scortati dalla Polizia di stato. Quello che ci manca sono i soldi. Perché non ce lo paghi tu?».
Le “carovane”, «la nostra maniera di stare insieme»
«Sarà la nostra quarta “Carovana”», spiega Regoli. «La prima volta, due anni fa, decidemmo di andare da Roma a Capo Nord. Fu uno dei nostri ragazzi a chiederlo. Una mattina mi disse: “Salvatore, mi porti a Capo Nord?”». Il desiderio si concretizzò in un’avventura, che permise anche di girare un docufilm presentato in anteprima al centro di preparazione olimpica Giulio Onesti di Roma e alla Camera dei Deputati.

«Viviamo con i ragazzi diversamente abili, uno degli elementi fondamentali è il vivere in allegria. Con loro facciamo avventure straordinarie, anche al di fuori dei confini italiani: i viaggi a Capo Nord, lungo la via Francigena da Londra a Roma, il viaggio a Parigi dopo l’incontro col Presidente Sergio Mattarella. Siamo sulle orme di don Antonio Mazzi, dentro all’Opera Don Calabria, per cui le “carovane” sono la nostra maniera di stare insieme», continua Regoli. «E nelle “carovane” c’è il gioco, che è uno degli elementi significativi dello stare insieme. Del viaggio a Capo Nord ma anche del Cammino di Santiago rimarrà soprattutto il segnale che si può fare. E un segnale di bellezza, di speranza. Questi ragazzi sono un po’ il “fuoco acceso” dentro a questa comunità».

Cosa fa Juppiter
Nata nel 1992, Juppiter da oltre 30 anni si dedica prevalentemente all’inclusione e al supporto di ragazzi con disabilità, trasformando sogni in realtà attraverso iniziative coraggiose. È il primo dei centri giovanili di don Antonio Mazzi che fa dell’educazione l’obiettivo prioritario delle sue attività. Sport, musica, teatro e volontariato sono gli strumenti che utilizza, quelli che don Antonio chiama le quattro ruote della carovana dell’educazione e della prevenzione.

«L’associazione ha 14 case, una parte di queste fanno attività diurne, una parte fanno vita comune; sono dentro la normativa per le case-famiglia, però non vorrei chiamarle così», precisa Regoli. «La dimensione è di familiarità, ma mi piace di più pensare semplicemente che siano case dove viviamo insieme». Le case sono soprattutto nell’alto Lazio, «però dalle nostre esperienze si sono sviluppati progetti in tutta Italia, da Cagliari a Milano dalla Sicilia alla Val Camonica».
La filosofia: «Se ci dai i soldi bene, se no facciamo un’altra cosa»
«Speriamo di riuscire a fare il viaggio con destinazione Finisterre anche senza l’aiuto di Zalone. Se non dovessimo riuscire per motivi economici, la nostra filosofia è quella di Marco (nome di fantasia)». Marco chiosa il video con la frase: «Checco Zalone, ci vuoi dà i soldi pe’ fà sta vacanza? Se ce li vuoi dà bene, se non ce li vuoi dà faremo un’altra cosa: annamo a vedè un deposito dei treni, delle macchine…». L’anno scorso un gruppo di ragazzi dell’associazione Juppiter ha fatto il viaggio per l’Anno santo, è andato a Parigi dopo aver incontrato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha definito i valori di “libertà, uguaglianza, fraternità” come elementi chiave del loro percorso e della convivenza civile.

Qualcuno potrebbe pensare che è un video fatto per avere visibilità, clic facili. «Una delle nostre parole chiave è comunicazione. Si riesce a immaginare una comunicazione più efficace di un video così diretto per far capire quello che facciamo? Alle famiglie che hanno un ragazzo con disabilità a casa, si può pensare a qualcosa che dia una speranza più forte del fatto che non solo i ragazzi possano fare qualcosa di bello, ma che possano essere proprio loro i protagonisti di cose straordinarie? Cose straordinarie non solo durante i viaggi, ma nella vita di tutti i giorni», dice Salvatore Regoli. E aggiunge: «Chiunque voglia venire a conoscere la nostra associazione, la porta è aperta, è il benvenuto».

Foto e video dell’associazione Juppiter, tranne quella con Salvatore Regoli e il Presidente Sergio Mattarella (credits nella didascalia)
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