Altro che intimidazioni, ad avere più poteri con la riforma Nordio sono pm e capo dello stato

Febbraio 25, 2026 - 15:00
 0
Altro che intimidazioni, ad avere più poteri con la riforma Nordio sono pm e capo dello stato

C'è un aspetto del referendum sulla giustizia che in queste settimane di dibattito viene poco illuminato, e riguarda il ruolo del capo dello stato. “Il presidente della Repubblica esce rafforzato da questa riforma, così come il pubblico ministero e tutte le istituzioni repubblicane”. A parlare con il Foglio è Lorenza Violini, giurista e professoressa di Diritto costituzionale alla Statale di Milano, che spiega: “Il capo dello stato potrà nominare tre giudici dell’Alta corte disciplinare, che rappresenta un potere proprio e sostanziale. Avrà un’incidenza concreta sugli equilibri di questo organismo”, continua Violini.  “Oggi il presidente ha un potere di raccordo con gli altri poteri dello stato e le funzioni di ordinaria amministrazione sono in realtà portate avanti dal vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm) e dai membri eletti dal Parlamento. Che nella formazione di questo nuovo organo ci possa essere un contributo diretto del presidente della Repubblica è un fattore positivo”, commenta la giurista. 

L'Alta corte prevista dalla riforma sarà composta dai tre giudici nominati dal capo dello stato, da altri nove magistrati (sei della funzione giudicante e tre di quella requirente) e da altri tre membri laici estratti a sorte dalla lista predisposta dal Parlamento. Tra gli argomenti del no, c'è l'incostituzionalità proprio di questo nuovo organo. “Si sbagliano. Intanto la funzione disciplinare è una funzione giurisdizionale: quando questa azione viene compiuta dalla sezione disciplinare del Csm, l’atto che si emana è una sentenza vera e propria, ma viene prodotto da un organo che ha funzioni amministrative, creando quindi una certa disomogeneità nell’esercizio delle funzioni. Estrapolando questa funzione i vantaggi sono molti”. Cioè? “La funzione disciplinare sarebbe molto più visibile, più conosciuta e più trasparente nei riguardi della responsabilità generale dei funzionari pubblici nei confronti del corpo elettorale. Si può identificare con maggiore chiarezza ciò che sta succedendo, che cosa viene fatto e con quali conseguenze. Il procedimento sarà pubblico e ci saranno tutte le garanzie che sono proprie dell’esercizio specifico del potere giudiziario”. Non a caso, nella modifica introdotta all’art. 105 vengono scritti quelli che sono gli illeciti disciplinari, quali sono le eventuali sanzioni, le procedure e qual è la composizione dei collegi. Secondo Violini, “anche se apparentemente non interessa a nessuno, l’ultimo comma dell’art.105 conferisce nuovamente un fondamento al potere del Parlamento di regolamentare tutte le regole relative all’Alta Corte, che per la sezione disciplinare è al momento normato in modo molto più impreciso”.

 

C'è poi un altro articolo che è modificato dalla riforma Nordio, l’art. 104, nel quale viene scritto a chiare lettere che “la magistratura costituisce un ordine autonomo indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera richiedente”. Un chiaro rafforzamento delle garanzie costituzionali a tutela dell'autonomia e dell'indipendenza del pubblico ministero, la cui disciplina invece è al momento rimessa alla legge ordinaria. “Siamo di fronte a un chiaro rafforzamento del ruolo del pubblico ministero, è sufficiente leggere il testo", dice Violini. "Per comprendere questo aspetto non bisogna essere esperti di diritto, ma avere le basi per comprendere un testo. Evidentemente non è così”.

 

Quanto al dibattito che accompagna il referendum, nelle ultime settimane i toni si sono molto accesi. Professoressa, lei che ne pensa? “Questa campagna rischia di diventare una campagna elettorale, come se si stesse scegliendo il nuovo Parlamento. Ma in campagna elettorale tutto è permesso. Bisognerebbe far comprendere la differenza tra referendum ed elezioni. Non starei a vedere chi ha maggiori colpe, ma che siamo davanti a una deriva drammatica, quasi inarrestabile, di come viviamo la politica. È importante capire che il 22 e 23 marzo il popolo diventa legislatore costituente e ha le responsabilità alla funzione che la Costituzione gli affida”. 

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News