Ex Ilva, precipita da quasi 20 metri: morto operaio
Un operaio dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto è morto precipitando da un’altezza di quasi 20 metri. Lo si apprende da fonti sindacali. L’uomo, le cui condizioni sono apparse subito disperate, lavorava per una ditta di pulizie.
La vittima, Loris Costantino, aveva 36 anni e lavorava per la Gea Power. Le sue condizioni erano già disperate quando è arrivato al Santissima Annunziata di Taranto dove, nonostante i tentativi di rianimazione, è deceduto poco dopo.
Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria esprime in una nota “profondo cordoglio per la tragica scomparsa di un lavoratore appartenente a un’impresa appaltatrice, impegnato in attività di pulizia all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto”. Adi comunica che “sono state immediatamente avviate tutte le verifiche necessarie per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto” e ribadisce “la piena collaborazione con le autorità competenti, al fine di mettere a disposizione ogni elemento utile all’accertamento dei fatti”.
Sindacati occupano direzione, sciopero di 24 ore dopo morte operaio
“Un altro incidente mortale di un lavoratore in una fabbrica ormai al collasso, abbandonata a se stessa da una politica che negli anni è stata incapace di trovare soluzioni e, soprattutto, di impedire che i lavoratori perdano la vita perché vanno a lavorare”. È quanto affermano i sindacati dei metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm e Usb che dopo la morte dell’operaio di una ditta di pulizie dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto hanno occupato la direzione aziendale e proclamato uno sciopero di 24 ore.
“Lo stabilimento non è in sicurezza – affermano i sindacati – e con le continue denunce dei RIs e delle organizzazioni sindacali, anche ai tavoli ministeriali, abbiamo più volte segnalato le criticità degli impianti e la necessità di reperire risorse per programmare attività di manutenzione ordinaria e straordinaria”. “Siamo rimasti inascoltati – aggiungeono – e, mentre il governo continua a trattare con i ‘futuri’ acquirenti, lo stabilimento cade a pezzi”.
I sindacati tornano a incalzare il governo, che “deve assumersi le sue di responsabilità e non può continuare a scaricarle verso altri soprattutto quando non si é consequenziali rispetto alle risorse necessarie per le manutenzioni e con un personale in Cigs con punte di oltre il 50/60% che dovrebbe garantirle. L’incontro convocato il 5 marzo a palazzo Chigi dovrà servire per trovare soluzioni a tutela di tutti lavoratori di Adi In AS, Ilva in AS e di tutto l’appalto”.
Fim, Fiom, Uilm e Usb questa mattina, spiegano ancora in sindacati, hanno occupato la Direzione Aziendale e proclamato lo sciopero di 24, su tre turni, a partire dalle 12.30 di oggi.
Fim-Fiom-Uilm: “Cordoglio per infortunio mortale, Stato prenda gestione”
Fim, Fiom e Uilm nazionali esprimono “il loro profondo cordoglio per la tragica perdita di Loris Costantino in un grave infortunio mortale sul lavoro all’ex Ilva di Taranto”. “La perdita di vite umane sul fronte occupazionale – affermano in una nota congiunta – rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni. Riteniamo inaccettabile che si continui a pagare con la vita le conseguenze di una gestione inefficace che non garantisce né la sicurezza né tantomeno previene le situazioni di rischio. Per questo chiediamo il superamento della fase commissariale con la definizione di un assetto proprietario in cui lo Stato detiene la maggioranza e la gestione”.
Fim, Fiom, Uilm da tempo rivendicano “l’urgenza di interventi di manutenzione strutturali e controlli più severi sugli impianti e sui processi produttivi. Gli infortuni mortali di Claudio Salamida e di Loris Costantino si dovevano evitare – affermano -. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una priorità assoluta”. Chiedono che la convocazione a Palazzo Chigi arrivata oggi per giovedì “deve servire a tutelare la vita e la salute dei lavoratori prima di tutto e a risolvere la vertenza. Chiediamo alle Istituzioni di intervenire con fermezza e responsabilità, la tutela della vita delle lavoratrici e dei lavoratori resta il nostro impegno fondamentale”.
Per queste ragioni Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 24 ore di sciopero a partire dalla giornata di oggi per i lavoratori diretti e in appalto.
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