Con la guerra in Iran le esportazioni cinesi di pannelli solari e batterie hanno toccato nuovi record

Le esportazioni cinesi di pannelli solari sono raddoppiate nel mese di marzo, raggiungendo livelli record nel contesto della crisi energetica innescata dai bombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran e sul conseguente blocco dello Stretto di Hormuz. Stando alle informazioni raccolte e ai calcoli effettuati dai ricercatori del think tank britannico Ember, l’export da parte di Pechino di tecnologia solare ha toccato quota 68 GW lo scorso mese, appunto circa il doppio rispetto a febbraio (va ricordato che i bombardamenti sono iniziati il 28 di quel mese). A favorire il risultato è stato tra l’altro un ulteriore impulso derivante dalle modifiche alle agevolazioni fiscali cinesi.
I dati di marzo forniti dall’autorità doganale di Pechino offrono una prima panoramica della risposta globale alla crisi energetica. L’analisi di Ember, basata sui dati pubblicati apertamente nel China Solar PV Export Explorer, rivela che il record di 68 GW di esportazioni di energia solare equivale all’intera capacità solare della Spagna, superando del 49% il precedente record stabilito nell’agosto 2025.
I dati più recenti mostrano che le regioni più colpite dalla crisi energetica in corso hanno registrato alcuni degli aumenti più marcati nella domanda di energia solare fotovoltaica. Le vendite sono aumentate anche in previsione di una modifica delle agevolazioni fiscali sulle esportazioni a partire dal 1° aprile, che comporta un aumento del 9% dei costi dei pannelli solari.
I ricercatori di Ember evidenziano che nel marzo scorso cinquanta paesi hanno registrato livelli record di importazioni di pannelli solari dalla Cina, mentre altri sessanta hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi sei mesi. Le esportazioni verso l’Africa sono aumentate del 176% rispetto a febbraio, raggiungendo i 10 GW a marzo, mentre quelle verso l’Asia sono raddoppiate, raggiungendo i 39 GW: entrambi nuovi record storici. Insieme, le due regioni hanno rappresentato i tre quarti dell’aumento delle esportazioni cinesi di energia solare.
Tra i paesi asiatici che hanno registrato una crescita particolarmente rapida figurano l’India (+141%, +6,6 GW rispetto a febbraio 2026), la Malesia (+384%, +1,8 GW) e la Repubblica Democratica Popolare del Laos (+108%, +2,3 GW). In Africa, Nigeria (+519%, +1,2 GW rispetto a febbraio 2026), Kenya (+207%, +1,4 GW) ed Etiopia (+391%, +1,1 GW) hanno tutte importato oltre 1 GW di tecnologia solare fotovoltaica per la prima volta in assoluto in un solo mese, prevalentemente sotto forma di celle solari.
In altri mercati fortemente colpiti dagli alti prezzi del petrolio e del gas, tra cui Giappone, Australia e Ue, sono stati raggiunti livelli record. Il Medio Oriente è stata l’unica regione a non registrare un aumento delle importazioni di energia solare, poiché la chiusura dello Stretto di Hormuz incide sui flussi commerciali, compresi quelli di tecnologia solare.
Tra l’altro, oltre ad aumentare l’installazione di impianti solari sul proprio territorio, molti paesi dell’Asia e dell’Africa stanno sviluppando capacità sempre maggiori nella produzione e nell’assemblaggio di impianti solari. Questo sta facendo sì che le esportazioni cinesi di celle e wafer siano aumentate vertiginosamente e abbiano superato quelle di pannelli, che vengono sempre più assemblati al di fuori della Cina. Le esportazioni di pannelli solari sono aumentate del 91% rispetto ai livelli di febbraio, raggiungendo i 32 GW nel marzo 2026, mentre quelle di celle e wafer sono aumentate del 108%, arrivando a 36 GW.
Un altro elemento interessante evidenziato dai ricercatori di Ember è che i pannelli solari e i componenti base per assemblarli non sono gli unici prodotti che stanno vedendo aumentare la richiesta. I dati pubblicati dall’autorità doganale cinese e diffusi nel China cleantech Exports Data Explorer mostrano esportazioni record anche per batterie e veicoli elettrici nel mese di marzo, in aumento del 70% rispetto allo stesso mese 2025 e del 38% rispetto al febbraio 2026, sulla scia della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Le esportazioni cinesi di batterie hanno registrato un’impennata a marzo poiché i paesi cercano di immagazzinare l’energia solare diurna per utilizzarla in serata. Le esportazioni di batterie sono aumentate del 44% rispetto a febbraio, raggiungendo i 10 miliardi di dollari nel marzo 2026, e sono state particolarmente elevate nell’Ue, in Australia e in India, mercati con grandi progetti di stoccaggio di energia.
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