In Italia nel 2025 ci sono stati 963 episodi di antisemitismo. Fondazione Cdec: "Numeri mai raggiunti prima"
"Registriamo un numero mai raggiunto prima di graffiti sui muri, diffamazioni, minacce, discriminazioni e aggressioni fisiche. E' un quadro particolarmente allarmante". E' con queste parole che, nel suo rapporto annuale sull'antisemitismo in Italia, la Fondazione Cdec (Centro di documentazione ebraica contemporanea) descrive la situazione nel nostro paese e aggiunge che "la crescita del fenomeno nel 2025 rende evidente che l’odio nei confronti degli ebrei sta diventando un fenomeno 'normale', non sempre contestato e, anzi, accettato da ampie fasce della popolazione". Secondo i dati raccolti annualmente dalla Fondazione, nel corso del 2025, a fronte di 1.492 segnalazioni ricevute, ci sono stati 963 episodi di antisemitismo, il 10 per cento in più rispetto all'anno precedente - che aveva già registrato "un’impennata preoccupante" con 877 eventi -, un valore cresciuto del 100 per cento sul 2023, quando i casi sono stati 453, e del 400 per cento sul 2022, anno in cui i casi registrati sono stati 241. La maggior parte delle manifestazioni di antisemitismo, 643 episodi, circa il 66 per cento del totale, si è registrata online dove chi ha attaccato gli ebrei ha fatto ricorso a emoji come il gufo, il polpo e il triangolo rosso, per veicolare messaggi d’odio nelle subculture digitali.
Dal 7 ottobre 2023, giorno dell'aggressione terroristica di Hamas, la principale matrice ideologica che ha fatto crescere l’antisemitismo, continua il rapporto, è l’odio legato a Israele, cioè "al trasferimento di miti antiebraici sullo stato di Israele e il sionismo" alimentato da vecchi pregiudizi, come l'accusa del sangue, il mito dell'elezione e l'odio verso il genere umano. La maggior parte dei 963 episodi di antisemitismo è rappresentato da casi di diffamazione e di minacce, ma rispetto al 2024 le discriminazioni sono aumentate del 100 per cento, mentre le aggressioni fisiche del 225 per cento. "In altri termini - spiega il rapporto che si basa sulla definizione dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra) - gli atti più gravi sono cresciuti maggiormente". Gli atti discriminatori che si sono registrati nel 2025 (61) andavano dai casi penalmente perseguibili, come l'esclusione etnica, a forme di intimidazione "come i casi di medici che impauriscono i pazienti ebrei". Leggendo questi dati, la senatrice Liliana Segre ha chiesto di trovare sul ddl contro l’odio antiebraico in discussione in Senato una "convergenza che, al di là degli schieramenti e delle collocazioni parlamentari, veda nell'antisemitismo un nemico di tutti. Perché il motto 'Mai più' non può ridursi a una invocazione retoricamente vuota, ma deve essere uno sprone alle coscienze, alla vigilanza, all'azione".
La Fondazione ha dimostrato come i casi di antisemitismo siano aumentati durante i mesi estivi, a giugno durante la guerra dei 12 giorni tra Israele e l'Iran, e a luglio, quando era in preparazione la spedizione verso la Striscia di Gaza della Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria che voleva portare beni di prima necessità alla popolazione palestinese. Ma, ricorda il rapporto, l'antisemitismo non si è fermato neanche durante i Giochi olimpici di Milano-Cortina e soprattutto è diffuso in tutta la penisola, con picchi in Lombardia (95) e Lazio (49), seguiti da Toscana (32), Emilia-Romagna (17), Piemonte (16) e Veneto (14).
Il dato più inquietante riguarda però un recente sondaggio condotto dal sociologo Renato Mannheimer: il 14 per cento degli italiani concorda con l'ipotesi di "espellere tutti gli ebrei dal paese". Il rapporto evidenzia come si stiano sempre di più restringendo "in maniera allarmante gli spazi sociali in cui essere ebrei oggi in Italia viene ritenuto normale e accettabile". Dai dati raccolti emerge chiaramente la difficoltà di "manifestare in maniera libera la propria identità in diversi ambienti, siano essi le aule universitarie, i mezzi pubblici, i luoghi di cura, le manifestazioni sportive, ristoranti o alberghi. Presentarsi con la kippà, parlare in ebraico, indossare una catenina con una stella di David o avere un cognome identificabile può condurre a episodi di marginalizzazione, a dinieghi di servizi e - a volte - anche a gesti aggressivi". Purtroppo nelle stesse ore in cui la Cdec presentava il suo rapporto annuale, da Milano è arrivata la notizia dell'ennesimo caso di antisemitismo: due turisti argentini che indossavano la kippah sono stati insultati e aggrediti a Piazzale Siena.
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