Inter, Mkhitaryan: "Non penso al ritiro. Ko col Bodo? Già passato. Potevo andare al Milan. Chivu ci ha dato una cosa che Inzaghi non poteva darci"
Il centrocampista armeno dell'Inter Henrikh Mkhitaryan, è stato ospite oggi dell'Università Bocconi di Milano in cui ha presentato il suo libro intitolato “Henrikh Mkhitaryan, la storia di un calciatore fuori dagli schemi”.
Parlando dal palco e post evento, il mediano in scadenza a fine stagione coi nerazzurri ha sottolineato come il ritiro oggi non sia in considerazione ed è tornato a parlare, inevitabilmente, sia dell'eliminazione dalla Champions League subita dal Bodo/Glimt sia delle differenze gestionali fra Chivu e Inzaghi.
GLI INFORTUNI
"Il rapporto con gli infortuni e come ci si rialza? Molto difficile avere un infortunio, specialmente quando è molto grave. È una difficoltà che devi poter gestire al meglio, quando torni hai più fame e voglia di fare ancora meglio per te e la squadra. Gli infortuni sono imprevedibili, devi avere la forza di rialzarti dopo ogni infortunio".
IL KO COL BODO? GIÀ PASSATO
"Eliminazione col Bodo? Abbiamo avuto una grande frustrazione, ma dopo qualche ora siamo tornati ad allenarci il giorno dopo pensando che abbiamo un altro obiettivo da raggiungere. Quello dà la forza, avere un altro obiettivo davanti. Non ti devi fermare mai"
CHIVU VS INZAGHI
"Ovviamente non puoi avere sempre allenatori molto esperti. Abbiamo Chivu e ci ha dato una cosa che Inzaghi non ci poteva dare. Come vedete, siamo primi in campionato, non è ancora finita ma si vede il grande lavoro fatto.
L'anno scorso in due settimane potevamo vincere tre trofei, abbiamo perso tutte le opportunità. Naturalmente noi volevamo vincerne almeno uno, questo è il calcio, nessuno se lo aspettava. Non siamo riusciti, dopo quella delusione abbiamo trovato una grande forza per alzarsi il giorno dopo e andare al lavoro. Quest'anno abbiamo iniziato in modo diverso, capendo la nuova opportunità, facendo tutto per vincere qualcosa"
NON PENSO AL RITIRO
Sto pensando ancora di giocare, non ho pensato di ritirarmi. Ho 37 anni, devi gestire meglio il corpo, non hai 20 o 22 anni, ma sto provando a dare il mio massimo per giocare il più a lungo possibile e non aver rimpianti dopo.
Cosa farò in futuro? Sto provando a pensare giorno dopo giorno, avere piacere di ciò che sto facendo, andare in allenamento con piacere, giocare le partite con piacere. Voglio approfittare di tutto, dopo il calcio non ho ancora deciso cosa farò. Magari per un anno proverò a non fare nulla e a rilassarmi, poi penserò a cosa fare, dipende anche dalle offerte che riceverò. Allenatore mi vedo poco, devi passare tanto tempo al centro sportivo, preparare allenamenti, rendere felici i giocatori, chi gioca e chi no, non mi vedo per ora come allenatore, ma mai dire mai.
POTEVO ANDARE AL MILAN
"Potevo anche andare dall’Arsenal al Milan, è anche scritto nel libro. Avevano pensato di prendere un giocatore dallo Shakhtar ma non erano riusciti, poi sono tornati da me ma io ero già pronto a trasferirmi alla Roma. Più vai avanti, più affronti difficoltà anche con la famiglia e non è facile. Devi essere bravo ad adattarti più velocemente possibile”.
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