Inter, previsione in negativo per il bilancio 2025/26 senza i soldi della Champions: cambia la strategia mercato
Il flop Champions con il Bodo/Glimt comporterà un cambiamento inevitabile alle strategie del club anche sul mercato.
Ripercussioni, probabilmente inevitabili, ma amplificate incredibilmente dai risultati di campo. Il business plan dell'Inter per la stagione 2026/2027 dovrà necessariamente essere rivisto in virtù della precoce eliminazione rimediata ai playoff di Champions League contro il Bodo/Glimt.
Già ai nastri di partenza dell'attuale annata in Viale della Liberazione era certo che lo strepitoso risultato economico fatto realizzare nel bilancio chiuso al 30 giugno 2025 (chiuso con un +35 milioni e un attivo che non si era mai visto in epoca moderna) non sarebbe stato ripetibile.
Con questo flop europeo, tuttavia, la strategia cambierà notevolmente.
I DATI AL 30 GIUGNO 2025
Dai dati del bilancio chiuso al 30 giugno 2025, quello del record di fatturato arrivato a 567 milioni di euro, emerge chiaramente come il 30% di questa cifra fosse legato ai premi derivanti dalla partecipazione alla Champions League (persa in finale contro il PSG) e al Mondiale per Club.
Nel dettaglio l'Inter ha incassato circa 137 milioni dalla Uefa per il suo percorso fino alla finale e circa 31,4 milioni di euro dalla Fifa per la partecipazione al Mondiale negli USA
GIÀ PREVISTO UN RIBASSO
Già l'assenza in questa stagione del Mondiale per Club ha generato, ai nastri di partenza della stagione 2025/2026 un deficit di 31 milioni di euro.
Il danno dell'eliminazione con il Bodo/Glimt è però di molto più evidente ed è quella che costringerà a rivedere il business plan nonostante le parole rassicuranti di Marotta di questi giorni.
LE PAROLE DI MAROTTA
Nell'immediato pre-partita della sfida contro il Bodo/Glimt il presidente nerazzurro Beppe Marotta aveva anticipato a Sky quella che sarà, inevitabilmente, una mossa di ripiego che l'Inter si troverà a dover gestire: "Dal punto di vista economico è una partita importante ma non rilevante. Se dovessimo mancare questo appuntamento è evidente che l’aspetto bilancistico lo andremo a rimediare in corsa, ma non è un problema, assolutamente"BALLANO ALMENO 100 MILIONI?
Rispetto all'anno scorso l'Inter ha già rimediato a quei -31 milioni previsti dal mancato apporto del Mondiale per Club. Come? Con l'aumento degli introiti da biglietti in Serie A (abbonamenti e ticketing) e con il rifinanziamento del bond che rispetto ai 30 milioni annui del passato accordo oggi è passato a 15 milioni.
Con l'eliminazione dalla Champions con il Bodo/Glimt, tuttavia, a ballare saranno circa 100 milioni di euro. Rispetto ai 137 milioni di euro incassati nella passata stagione, uscendo ai playoff l'Inter in questa annata si fermerà a circa 72 milioni di euro. 65 milioni in meno di premi a cui si sommano i circa 30 milioni in meno degli incassi da botteghino per le gare casalinghe non disputate dagli ottavi in poi.
IL BUSINESS PLAN DA RIVEDERE: IL PLAYER TRADING
In realtà ad inizio stagione nel business plan di questa annata l'obiettivo di galleggiamento era stato fissato negli ottavi di finale e, quindi, con l'uscita ai playoff il danno è tutto sommato contenuto ed è quantificabile in circa 20 milioni (11 di premi uefa e circa 9 di incassi da stadio e accessori).
Quella che però era una voce già in aumento era quella legata al player trading, tenuta quasi a minimi termini nella stagione 2024/2025 (21,5 milioni) e che era già prevista in crescita per compensare i ricavi. Ed è proprio su questa voce che, inevitabilmente, si dovrà andare a ragionare per colmare i mancati ricavi.
CHI PARTE?
L'Inter a fine stagione potrebbe liberare una fetta importante alla voce "costo squadra" con la fine dei contratti di Sommer, De Vrij, Acerbi, Darmian e Mkhitaryan e quindi del costo dei loro stipendi dato che alla voce ammortamenti il valore è prossimo allo zero.
Qualcosa si potrebbe risparmiare in caso di sostituzione o con meno giocatori, oppure con giocatori dagli ingaggi più contenuto. In ogni caso non basterà e servirà inevitabilmente anche qualche cessione.
UN BIG O PIÙ CESSIONI MINORI?
Per sistemare tutto in un colpo solo basterebbe un addio di un big a cifre super, o l'addio di un big dall'alto stipendio anche se arrivato a parametro zero. In quest'ottica i nomi di Hakan Calhanoglu e Marcus Thuram (due che hanno già tanti voci mercato attorno) la fanno da padrone, ma non è da escludere che anche la corte dei club europei per Alessandro Bastoni e Nicolò Barella possa per la prima volta essere ascoltata.
L'alternativa è rappresentata dalla cessione di più profili "minori" a cifre sostenute, ma che permettano comunque di generare importanti plusvalenze. Qui i nomi di Denzel Dumfries e Davide Frattesi restano in cima alla lista.
MINI-RIVOLUZIONE?
Per la prima volta dopo tanti anni, in sostanza, qualche scossone a questo gruppo arriverà.
Non è detto che non sarebbe arrivato comunque, del resto Oaktree da tempo spinge, senza mettere pressione alla dirigenza italiana, per un ringiovanimento della rosa.
Il flop Champions e il possibile 21esimo Scudetto da alzare al cielo (obiettivo ora da non fallire) potrebbero rappresentare oggi lo spunto giusto per voltare pagina e partire con un nuovo progetto. E perché no, magari aprire un ciclo.
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