Inviato per il Commercio Usa: “Alleati paghino di più i minerali critici non provenienti dalla Cina”
Gli alleati degli Stati Uniti dovranno essere pronti a pagare di più per i minerali critici provenienti da filiere alternative alla Cina, accettando un “premio di sicurezza nazionale” per costruire catene di approvvigionamento più sicure. Lo ha dichiarato al quotidiano britannico “Financial Times” il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, spiegando che Washington vuole creare un gruppo di Paesi partner, inclusa l’Europa, che commercino questi materiali a prezzi minimi prestabiliti per proteggere gli investimenti nell’estrazione e nella lavorazione. Il piano, secondo il quotidiano, potrebbe essere accompagnato da dazi elevati o altre barriere contro i produttori esterni al club, come la Cina, per impedire loro di abbassare i prezzi e mettere sotto pressione i nuovi investimenti occidentali.
Greer ha sostenuto che l’attenzione eccessiva ai costi ha contribuito alla dipendenza occidentale da Pechino per i minerali strategici e ha affermato che tutti dovranno accettare un costo aggiuntivo in nome della sicurezza. Secondo persone informate sui colloqui citate dal giornale britannico, la proposta ha però già suscitato preoccupazione tra alcuni alleati degli Stati Uniti, che temono un aumento dei costi per settori come difesa, automotive ed energia pulita, oltre al rischio di ritorsioni commerciali da parte della Cina. Il “Financial Times” ricorda che Pechino domina da decenni l’estrazione e soprattutto la lavorazione globale di molti minerali strategici e che il dossier è diventato una priorità dell’amministrazione Trump dopo le restrizioni cinesi all’export di terre rare introdotte lo scorso anno. Secondo il quotidiano, partner commerciali degli Stati Uniti come Ue e Giappone avevano già manifestato disponibilità a lavorare con Washington su una possibile iniziativa plurilaterale sui minerali critici, ipotizzando anche strumenti coordinati come prezzi minimi alle frontiere, sussidi compensativi o accordi di acquisto a prezzi concordati.
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