La sexiness di Gucci accende il dibattito e polarizza i pareri

Mar 2, 2026 - 15:30
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La sexiness di Gucci accende il dibattito e polarizza i pareri
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Se le recenti Olimpiadi potrebbero aver invogliato gli spettatori delle gare a praticare sport, l’ultima sfilata di Gucci potrebbe indurli a sottoscrivere un’iscrizione in palestra. Venerdì scorso il marchio ammiraglio di Kering ha svelato le nuove proposte per l’autunno/inverno 2026 allestendo nel proprio headquarter milanese la prima sfilata ideata da Demna, intitolata ‘Primavera’. Durante la fashion week di settembre, il direttore creativo aveva proiettato il cortometraggio ‘The Tiger’ diretto da Spike Jonze e Halina Reijn a Palazzo Mezzanotte, presentando i look della collezione ‘Gucci: La Famiglia’, condivisa due giorni prima via lookbook. C’era quindi grande attesa per la prima passerella dello stilista georgiano, in precedenza al timone di Balenciaga per dieci anni. Ad applaudirlo sono arrivati anche, tra le numerose star, i colleghi Alessandro Michele (ex direttore creativo di Gucci, ora a capo di Valentino) e Donatella Versace.

La lunga sfilata, oltre 80 look, sono stati preceduti da una lettera del designer georgiano che ha definito la maison un brand che “ha vissuto molte vite. Un marchio che ha definito e ridefinito più volte il significato del lusso e di provocazione nella moda”; sottolineando la capacità di Gucci di rappresentare l’italianità, “nella sua cultura e nel suo spirito […]. Per me, Gucci è a tutti gli effetti come una persona: talvolta ancora legata ai codici inconfondibili di un passato glorioso e indimenticabile, talvolta perfettamente consapevole della tradizione ma anche irrequieta, curiosa, affamata di cambiamento, smaniosa di sorprendere e lasciarsi sorprendere, di sfidare ed essere sfidata, di essere rispettata, desiderata”.

Collezione ‘Primavera’ di Gucci. Ph. Launchmethrics/Spotlight

Senza ombra di dubbio Demna ha sorpreso tutti a partire dal minidress seamless in tessuto da calzetteria che ha aperto la sfilata fino all’abito finale indossato da Kate Moss con tanto di G-string gioiello, uno dei (tanti) omaggi all’era Tom Ford, preceduti anche da rimandi all’estetica di Frida Giannini e Alessandro Michele. La prima parte del défilé è stata contraddistinta da indumenti attillati, aderenti al corpo come una seconda pelle, indossati da modelle e modelli lontani anni luce dal concetto contemporaneo di inclusività. Il termine ‘bodycon’ è presente in molte delle recensioni per sottolineare la centralità dei corpi, affiancati da “un’attitudine da femme fatale”, come dichiara il marchio che descrive gli indumenti con “volumi tagliati il più vicino possibile alla figura”. L’impatto è stato straniante, soprattutto per l’assenza dalle silhouette oversize che hanno contraddistinto gran parte della carriera di Demna. Non a caso Business of Fashion titola ‘Let’s get physical’ e riporta le dichiarazioni dello stilista, riappacificato con il proprio corpo: “La mia idea di fascino sessuale da Balenciaga era molto diversa. Ora voglio sentirmi bene con me stesso. Voglio sedurre. Voglio essere sedotto. Voglio essere tentato. Voglio desiderare”.

Collezione ‘Primavera’ di Gucci. Ph. Launchmethrics/Spotlight

Demna ritiene che il cambiamento di casting sia “molto Gucci. È molto italiano. In qualche modo, è molto Gina Lollobrigida, ma nel contesto di oggi”. Sebbene la sfilata comprenda anche completi meno strutturati: cappotti, trench, blazer oversize e morbidi abiti a fiori, gli addetti ai lavori, così come la pioggia di commenti via social, si concentrano sui primi outfit che, a detta di Demna, dovrebbero parlare ai veri appassionati moda, che sanno cosa significhi la moda: “Non è un concetto, non sono solo i collezionisti di Comme des Garçons o Margiela. Sono persone che amano davvero i vestiti e la moda”. Oltre ad illuminare alcune riproduzioni di statue romane vicine al concetto di bellezza apollinea, l’ampia location era uno spazio vuoto illuminato solo dal fascio di luce della passerella, dando il massimo risalto ai look.

The Cut promuove lo show: “È stato un buon inizio. Ovviamente, la prova sarà nelle vendite. Ma il punto di vista di Demna, la sua comprensione di un pubblico in cambiamento, mi sta già facendo mettere in discussione cose che vedo su altre passerelle”. “Ciò che Demna non è riuscito a riportare – critica il New York Times – nonostante tutto l’atteggiamento esagerato e le persone famose, è quel senso di gioia ed emancipazione edonistica che ha definito Gucci negli anni ’90 e che lo rendeva così difficile da resistere (e che ora fa sentire tutti così nostalgici). Forse è impossibile da ricreare. In un mondo di smartphone, tutti sanno troppo e vedono troppo. Ma senza feromoni maliziosi, il risultato sembra un po’ vuoto”.

Collezione ‘Primavera’ di Gucci. Ph. Launchmethrics/Spotlight

Senza ombra di dubbio la stampa di settore ha continuano a parla della sfilata non solo nelle ore successive ma nei giorni seguenti e probabilmente lo scambio di commenti continuerà anche durante la Paris fashion week. La maggior parte degli utenti online è scettica sulla nuova estetica, alcune critiche sono poco lusinghiere, altre fanno riferimento alle numerose assonanze con gli anni di Tom Ford nella maison fiorentina. Ciò che emerge è, soprattutto, un gap anagrafico dell’audience. Talvolta gli addetti ai lavori dimenticano che esiste un pubblico giovanissimo ignaro di cosa è stato Gucci negli anni ’90, c’è una nuova generazione di clienti che associa vagamente i mocassini con pelo ad Alessandro Michele e non sa che i pantaloni in pelle erano tra i capisaldi di Tom Ford né che Frida Gianni aveva ripreso dagli archivi la stampa ‘Flora’ presente in passerella. I tessuti logati, la banda verde-rosso-verde, le riedizioni di borse iconiche come la ‘Jackie’ e la pre-fall ‘Generation Gucci’, anch’essa ricca della semantica d’archivio, potrebbero concorrere a risanare un marchio che nel 2025 ha visto un crollo dei ricavi del 22%, sebbene nel quarto trimestre la caduta del fatturato si sia ridimensionata segnano un calo del 16 per cento.

Collezione ‘Primavera’ di Gucci. Ph. Launchmethrics/Spotlight

Una selezione dalla collezione ‘Primavera’ è ora già disponibile in alcune boutique selezionate e online, prima del lancio ufficiale a partire da luglio. La stessa strategia era stata sperimentata con la collezione ‘La famiglia’ a settembre. Sebbene parte della fashion crew storca il naso e su Instagram c’è chi parla di “roba da maranza”, forse la ricetta di Demna potrebbe intercettare un pubblico meno sofisticato, ma non meno altospendente, al quale ciò che importa è “essere desiderati”.

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Redazione Redazione Eventi e News