Lazio: si rafforza il progetto del “fisioterapista in farmacia”, accordo in Consiglio – video
Nel Lazio si rafforza il progetto sperimentale del fisioterapista nella farmacia, per offrire attività di counseling, valutazione funzionale e orientamento del bisogno riabilitativo, con l’obiettivo di potenziare la presa in carico territoriale dei pazienti a bassa e media complessità. L’accordo programmatico, siglato a maggio 2025 tra l’ordine dei Farmacisti di Roma, Federfarma Roma, Assofarm e l’ordine dei Fisioterapisti del Lazio (Ofi Lazio), si concretizza con la presenza strutturata del fisioterapista all’interno delle farmacie. L’intesa per implementare il progetto, con la manifestazione di interesse per i fisioterapisti liberi professionisti, è stata presentata oggi in sala Etruschi del Consiglio regionale del Lazio, a Roma. All’evento sono intervenuti il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, il presidente dell’ordine dei Farmacisti di Roma, Giuseppe Guaglianone, il presidente di Ofi Lazio, Annamaria Servadio, il presidente di Federfarma Roma, Andrea Cicconetti e il segretario Assofarm Lazio, Enrico Cellentani. L’iniziativa coinvolgerà 58 farmacie distribuite nella città metropolitana di Roma. L’intesa nasce per rispondere a un bisogno riabilitativo che il sistema sanitario fatica a intercettare in modo tempestivo e si colloca nel solco della farmacia dei servizi. Inoltre, si basa sulla convergenza delle finalità istituzionali degli enti coinvolti: promuovere l’esercizio professionale e contribuire alla tutela della salute individuale e collettiva. In questo contesto la farmacia diventa un punto di accesso privilegiato, un luogo di prossimità dove molti cittadini si rivolgono quotidianamente per bisogni sanitari. “Si tratta di un protocollo importante che segue la linea già tracciata, dove le farmacie sono a tutti gli effetti un vero e proprio presidio sanitario. Lo abbiamo visto durante la pandemia del Covid, dove hanno svolto un lavoro fondamentale per tamponi e vaccini – ha dichiarato Aurigemma -. Questo ruolo ora lo stiamo rafforzando, inserendo le farmacie nella rete sanitaria regionale: oltre 1.775 presenti nella rete del territorio regionale del Lazio sono le nostre porte di accesso alla sanità”.
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Il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma
L’accordo “rafforza sempre di più l’importanza nevralgica della rete delle farmacie, che sono veri e propri presidi nell’ambito del sistema sanitario – ha spiegato Aurigemma -. Grazie alle loro attività, forniscono un contributo importante anche per uscire dalla logica ospedalocentrica, implementando la sanità territoriale. E le farmacie svolgono un ruolo fondamentale soprattutto nelle aree più interne. È indispensabile, poi, la giusta collaborazione e sinergia tra gli attori protagonisti del sistema salute, come le professioni sanitarie, i medici di medicina generale. Il protocollo in questione è quanto mai attuale visto l’aumento dell’età media della popolazione”. E il ruolo dei fisioterapisti ha una rilevanza strategica, anche per quanto riguarda la riabilitazione e la prevenzione. “Un documento che punta su professionalità, territorialità e multidisciplinarità”, ha concluso Aurigemma. Il progetto disciplina l’erogazione, in regime privato, di prestazioni fisioterapiche in farmacia, configurando la farmacia come punto di primo contatto per pazienti a bassa o media complessità, all’interno di un percorso regolato e conforme al quadro normativo vigente.
L’accordo “prevede l’intercettazione del bisogno riabilitativo, ma anche il monitoraggio della salute e dei bisogni riabilitativi e la multidisciplinarità, cioè quella collaborazione tra i vari professionisti della salute che è alla base del nuovo sistema sanitario regionale – ha commentato il presidente dell’ordine dei Farmacisti di Roma, Giuseppe Guaglianone -. Noi non vogliamo creare un percorso parallelo, ma vogliamo integrare questa esperienza nel sistema regionale e nel complesso distrettuale nelle case di comunità per intercettare i pazienti e migliorare la salute dei nostri cittadini: il farmacista con la sua consulenza farmacologica, mentre il fisioterapista con la sua consulenza e la terapia riabilitativa per il corretto stile di vita. L’unione dei due professionisti rappresenta l’esempio classico di quello che deve essere la sanità del futuro”, ha concluso Guaglianone.
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Il presidente dell’ordine dei Farmacisti di Roma, Giuseppe Guaglianone
Anche per il presidente di Federfarma Roma, Andrea Cicconetti, si tratta di “un accordo fondamentale perché va ad ampliare l’offerta dei servizi che si possono svolgere all’interno delle farmacie, inserendo un primo consulto fisioterapista”, ha aggiunto. Questo “è molto importante, perché molte persone, più dell’85 per cento della popolazione italiana, riconosce nella farmacia il primo presidio di sanità di prossimità, dove si fa prevenzione, consulenza e si ha il primo accesso al servizio sanitario – ha spiegato Cicconetti -. Il fisioterapista va a completare l’offerta della farmacia in termine di prevenzione. E’ un progetto sperimentale, per il momento su 58 farmacie, ma potremmo capire il funzionamento, l’adesione e come la popolazione risponderà a questo nuovo progetto”, ha concluso.
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Il presidente di Federfarma Roma, Andrea Cicconetti
In particolare, dal punto di vista operativo, il percorso prende avvio con il primo contatto del cittadino in farmacia, seguito dalla raccolta dei dati e dal consenso informato. Il fisioterapista effettua quindi una valutazione e uno screening fisioterapico, con la classificazione del paziente in base al livello di complessità e la condivisione del percorso con il medico di medicina generale o lo specialista di riferimento, quando necessario. Le farmacie interessate devono disporre di un locale dedicato e riservato, idoneo allo svolgimento delle attività valutative e riabilitative, oltre a dotazioni e presidi adeguati all’attività fisioterapica. Il rapporto economico si instaura tra il paziente e la farmacia, che successivamente fattura al professionista trattenendo una quota. Infine, la sperimentazione ha previsto la presenza garantita del professionista per almeno sei ore settimanali, eventualmente suddivise in due turni, per un totale di quaranta settimane all’anno.
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