Giro di vite sulla dichiarazione dei redditi: cosa cambia?

Mar 20, 2026 - 08:00
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Giro di vite sulla dichiarazione dei redditi: cosa cambia?

lentepubblica.it

Potrebbe nascondere un’amara scoperta la prossima dichiarazione dei redditi per molte famiglie italiane. Nel 730 di quest’anno infatti sono in arrivo nuovi obblighi da rispettare e si riducono invece le spese scaricabili.


Le detrazioni fiscali per il 2026, infatti, saranno calcolate in base al neo introdotto quoziente familiare. Previsti anche nuovi tetti alle detrazioni legati a reddito modulati in base al numero di figli e anche alla tipologia di immobili di proprietà.

Molti i cambiamenti per le detrazioni

La dichiarazione dei redditi 2026, riferita ai redditi percepiti nel corso del 2025 vedrà numerosi e profondi cambiamenti. Una vera riorganizzazione strutturale, in cui la composizione del nucleo familiare e la soglia di reddito diventano gli unici elementi per orientarsi tra rimborsi e debiti d’imposta. Chi dispone di redditi medio-alti vedrà assottigliarsi i propri margini di rimborso. Stop agli sconti indiscriminati, sulla base di quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2025. Il risparmio d’imposta andrà in allineamento con la capacità contributiva reale, introducendo per la prima volta un meccanismo di quoziente familiare.

Figli ok, ma sotto i 30anni

La prima grande novità riguarda la decisione di eliminare la possibilità di detrazioni per i figli a carico con età superiore ai 30 anni. Restano detraibili solo nel caso di presenza nel nucleo di soggetti affetti da disabilità. Cambia il perimetro dei soggetti che possono beneficiare delle detrazioni, con l’introduzione della soglia di 75.000 euro annui di reddito.  Per questi contribuenti più benestanti viene fissato un tetto massimo di oneri detraibili basato su di un complesso sistema di coefficienti che premiano la numerosità del nucleo.

La soglia a 75mila euro

Chi si trova nella fascia tra 75.000 e 100.000 euro parte da una base di 14.000 euro come massimale, che scende a 8.000 euro per chi supera i 100.000 euro di reddito complessivo. Come abbiamo detto l’effettiva spesa scaricabile viene però determinata moltiplicando tali importi per coefficienti specifici.

I coefficenti

Un contribuente senza figli applica lo 0,50%, vedendo il proprio tetto massimo crollare a 7.000 euro o addirittura a 4.000 se supera i 100.000 di reddito. La presenza di un solo figlio alza il coefficiente allo 0,70%, portando il tetto a 9.800 o 5.600 euro a seconda della fascia di reddito. Con due figli si arriva allo 0,85%, ovvero 11.900 o 6.800 euro di spese ammesse. Il massimale scatta a favore di chi ha tre o più figli, o almeno un figlio con disabilità accertata, può vantare il coefficiente pieno dell’1%, saturando il massimale di 14.000 o 8.000 euro.

Rimane invariata la situazione per i redditi sotta soglia. Ai fini fiscali sono considerati familiari a carico coloro che non superano la soglia di reddito di 2.840,51 euro, limite che sale a 4.000 euro per i figli fino ai 24 anni.

Il quadro E

Un’altra importantissima innovazione nel nuovo Modello 730 è una novità che potremmo definire di ‘procedura’. Nel Quadro E vi è la possibilità di selezionare la casella del riordino delle detrazioni non automatizzato. Barrando questa opzione, il contribuente potrà avere il controllo diretto sulla selezione delle spese da imputare al calcolo, assicurandosi di non superare il massimale imposto dal quoziente familiare senza, però, rinunciare alla flessibilità di scegliere quali voci privilegiare.

Ancora ampio il ventaglio di spese detraibili

Proprio nel Quadro E del Modello 730/2026è infatti presente l’ampio elenco delle spese detraibili. Come sempre è obbligatorio che i pagamenti risultino completamente tracciabili. Nell’elenco, oltre alle consuete spese sanitarie e veterinarie, soggette alla invariata franchigia di 129,11 euro, il contribuente può trovare numerose altre possibilità di recuperare alcune spese sostenute in situazioni di difficoltà. Nello stesso capitolo anche le spese funebri. È possibile recuperare gli oneri per l’assistenza personale in caso di non autosufficienza, per i servizi di interpretariato dei soggetti sordi e per l’acquisto di veicoli o cani guida per disabili. Si alla detrazione di premi assicurativi sulla vita, contro gli infortuni o a tutela del rischio di non autosufficienza e calamità. Nelle possibilità previste dal riordino fiscale quest’anno sono ricomprese anche le spese per i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), sia per minori che per maggiorenni.

Ok per la formazione

Sempre in merito l’ambito scolastico e formativo la formazione si configura una sezione rilevante delle agevolazioni. Le spese di istruzione sono ampliamente recuperabili con la presenza dei costi asili nido, università e master, con il limite che sale a 1.000 euro, a cui si aggiungono le detrazioni per i canoni di locazione degli studenti fuori sede e gli abbonamenti ai trasporti pubblici locali e regionali.

Si allo sport e alla musica

Un po’ di ossigeno per le famiglie che possono recuperare un po’ di detrazioni anche dalle attività sportive dei ragazzi, dalle iscrizioni ai conservatori o agli istituti AFAM e persino i contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico.

Erogazioni liberali

Sempre più italiani saranno interessati dalla possibilità che riguarda le erogazioni liberali, che nel 730/2026 mantengono percorsi differenziati. La maggior parte delle donazioni a favore di istituti scolastici, popolazioni colpite da calamità, associazioni sportive dilettantistiche, Onlus, Enti del Terzo Settore e fondazioni culturali o musicali continuerà a godere di un’aliquota del 19%. Sale al 26%. Il recupero in caso di donazioni ai partiti politici e anche per le cifre donate al parroco, se effettuate con strumenti tracciabili come il bonifico, possono rientrare tra gli oneri detraibili al 26% ai sensi del TUIR.

La casa ancora al centro

Sul fronte abitazioni e similari, restano deducibili gli interessi sui mutui per l’abitazione principale, i compensi versati agli intermediari immobiliari, le spese notarili e quelle condominiali. Anche i costi per il leasing immobiliare destinato all’abitazione principale e le spese per la manutenzione di beni rientrano nella lista, a patto di rispettare gli obblighi di protezione e restauro previsti dalla legge.

Edilizia e bonus

Sul fronte degli interventi in edilizia pesanti tagli erano già intervenuti ad opera della Legge di Bilancio 2025. Le aliquote per Ecobonus, Sismabonus, Bonus Ristrutturazioni e Bonus Mobili restano integre solo per l’abitazione principale, mentre per le seconde case e le proprietà ulteriori ottengono benefici di molto ridotti fin quasi a comprometterne la convenienza. Restano comunque attivi il Bonus Verde con detrazione al 36% fino a 5.000 euro di spesa, il Bonus Sicurezza e quello per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Innovativa a favore del contribuente e a sua garanzia, la possibilità di correggere gli errori del passato. Un pronunciamento della Corte di Cassazione, l’ord. n. 14889del 28 maggio 2024, ha confermato il diritto di recupere entro 5 anni una detrazione spettante che sia stata dimenticata, presentando una dichiarazione integrativa. Questo significa che il beneficio non è perso per sempre, ma può essere riscattato anche se non era stato menzionato nella dichiarazione ordinaria originale.

 

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